mercoledì 16 febbraio 2011

Che dire? Se non è poesia questo testo di Tom Waits cosa lo è?

What can I say? Are these lyrics by Tom Waits poetry, aren't they?

GRAPEFRUIT MOON

Grapefruit moon, one star shining, shining down on me.
Heard that tune, and now I'm pining, honey, can't you see?
'Cause every time I hear that melody, well, something breaks inside,
And the grapefruit moon, one star shining, can't turn back the tide.

Never had no destination, could not get across.
You became my inspiration, oh but what a cost.
'Cause every time I hear that melody, well, something breaks inside,
And the grapefruit moon, one star shining, is more than I can hide.

Now I'm smoking cigarettes and I strive for purity,
And I slip just like the stars into obscurity.
'Cause every time I hear that melody, well, puts me up a tree,
And the grapefruit moon, one star shining, is all that I can see.

LUNA DI POMPELMO

Luna di pompelmo, una stella che brilla, brilla sulla mia testa.
Ho udito quella melodia e mi struggo, non lo vedi, dolcezza?
Poiché, ogni volta che odo quel suono, qualcosa mi si rompe dentro,
e non può invertire la marea quella stella e quella luna di pompelmo.

Non arrivai mai in nessun posto, non ebbi mai una destinazione.
E a che prezzo tu diventasti la mia ispirazione.
Poiché, ogni volta che odo quel suono,qualcosa mi si rompe dentro, ed è più di ciò che posso nascondere quella stella e quella luna di pompelmo.

Ora fumo sigarette e lotto per la verità,
e scivolo come le stelle dentro l’oscurità.
Poiché, ogni volta che odo quel suono, mi ritrovo ad un ramo appeso,
e la luna di pompelmo e una stella che brilla, è tutto ciò che vedo. (Traduzione di Ipazia)




martedì 15 febbraio 2011


QUESTA E’ UNA VECCHIA STORIA
Ci ho sempre pensato su molto e poi un giorno andai a vedere il film “Il favoloso mondo d’Amelie” di Jean-Pierre Jeunet. In questo film c’è una voce narrante che, ad un certo punto, afferma che fallire la propria vita è un diritto inalienabile. Io, nella mia vita, ho conosciuto due o tre persone che, intenzionalmente, hanno fallito la propria vita ed ho sempre provato per loro, se non repulsione, perlomeno fastidio, in quanto pensavo che era troppo facile rintanarsi in un angolo a piangere su se stessi e sul proprio infelice destino, addossando tutta la colpa agli altri. Ma l’affermazione contenuta nel film di Jean-Pierre Jeunet mi fece dubitare delle mie sicurezze.
E' davvero così? E' vero che fallire la propria vita è un diritto inalienabile? E poi ho trovato la poesia di Charles Bukowski "Be Kind".
E voi? Voi che ne pensate?
THIS IS AN OLD STORY
I’ve always thought about it much and, then, one day, I watched the film “Le fabuleux destin d’Amélie Poulain” by Jean-Pierre Jeunet. In this film there’s a narrator who, suddenly, states that wasting one’s life is an inalienable right. I have known, during my lifetime, some people who, intentionally, wasted their lives and I found them very irritating since it seemed to me it was too simple to hole up and cry upon oneselves and one’s unhappy destiny, always putting the blame on other people. But the statement contained in the film by Jeunet made me doubt my certainties.
Is it really so? Is it really true that wasting one’s life is aninalienable right?
And then I found the poem by Charles Bukowski "Be Kind".
And you? What do you think about it?
BE KIND BE KIND
we are always asked                                 sempre ci chiedono
to understand the other person's               di capire il punto di vista
viewpoint                                                    degli altri
out-dated                                                    fuori moda
foolish or                                                  stupido o
obnoxious.                                               ripugnante.
one is asked                                              sempre ci chiedono
to view                                                      di guardare
their total error                                         al loro totale errore
their life-waste                                         alla loro vita sprecata
with                                                         con
kindliness                                                 gentilezza,
especially if they are                                specie se sono
aged.                                                        vecchi.
but age is the total of                               ma l'età è la somma dei
our doing.                                                nostri atti.
they have aged                                        sono invecchiati
badly                                                       male
because they have                                   perchè hanno
lived                                                        vissuto
out of focus,                                            fuori fuoco,
they have refused to                               essi hanno rifiutato di
see.                                                        vedere.
not their fault?                                       non è colpa loro?
whose fault?                                           di chi è la colpa?
mine?                                                      mia?
I am asked to hide                                  mi chiedono di celare
my viewpoint                                          il mio punto di vista
from them                                               a loro
for fear of their                                      per paura della loro
fear.                                                       paura.
age is no crime                                      l'età non è un crimine
but the shame                                        ma la vergogna
of a deliberately                                    di una vita
wasted                                                  deliberatamente
life                                                        sprecata
among so many                                    tra così tante
deliberately                                           vite
wasted                                                  deliberatamente
lives                                                      sprecate
is                                                           lo  è.                           
                                                                                        (Traduzione di Ipazia)

                                  

ALBERTO PANCIROLI ,LIBRAIO a COLORNO "Gavem magnà di gatt..!!"

L' ingresso della libreria Panciroli
Fame da morire. "Bella la polenta coi gatti, una cosa meravigliosa" gongola a ripensarci Alberto Panciroli, il barbiere che ora fa il libraio a Colorno.
" Si prendevano i gatt, si tirava il col, si tirava via la pelle, e poi si metteva sotto la neve a frollare.
Buon Dio, gavem magnà di gatt...!!!"  Così Alberto raccontava a Carlo Petrini  (quello di Slow Food) in una intervista a Repubblica,  una rivisitazione del Grande Padre PO La Domenica di Repubblica Viaggio sul PO.
 Ed è un vero uomo della Bassa, il Panciroli, classe 1930, naturalmente comunista da subito, varie volte vice sindaco ed assessore di Colorno (Pr), dapprima barbiere, poi , a causa di un rovinoso incidente di moto, reinventatosi libraio. A Colorno. Anzi nella Reggia di Colorno . Prima cosa che incontri entrando nel palazzo: la libreria di Alberto, stracolma di libri, zeppa di libri, rigurgitante di libri!  Due comode poltrone di fronte allo scranno del Panciroli,  che vi scruta ironico per capire se siete veri amanti dei libri o solo emeriti rompibàl.
 Ed è meglio che i libri vi piacciano davvero, sopratutto quelli che consiglia lui!


Da diversi anni si occupa della manifestazione SENTIERI di CARTA,  dove sono stati presentati , tra gli altri,
“Il commissario Soneri e la mano di Dio” di Valerio Varesi
 “Terra madre. Come non farci mangiare dal cibo” di Carlo Petrini
 “I grandi astronomi di Parma all'epoca del Ducato” a cura del Gruppo astrofili argonauti di
Parma
 “Camilla e il rubacuori” di Giuseppe Pederiali
 “Il perimetro dell'anima. Poesia” di Stefania Rabuffetti
 “Geografia descrittiva e storica degli stati parmensi, preceduta da nozioni generali di geografia”
 “L'urlo del grano” di Luca Cantarelli.;  

stracolma di libri, zeppa di libri, rigurgitante di libri...!

Afferma, e forse è vero, che per organizzare  gli eventi ed incontri che nella sua libreria e a Colorno non mancano mai, gli basta alzare la cornetta del telefono e dire: " Sono  Alberto Panciroli, Libraio a Colorno".
Così sono arrivati  Veltroni, il procuratore Castelli, la Mafai, anche il Presidente Napolitano, ma questa è una altra storia, domani lo chiamo e me la faccio raccontare...

Grazie, Alberto. Ok?   


Alberto e i suoi amati libri



Ho chiamato Alberto, mi ha raccontato la storia: "  Dovevo presentare nella mia libreria a Colorno un libro degli Editori Riuniti, "Il piano a mediotermine," Napolitano era allora il responsabile per l' economia per il Pci, chiesi ed   ottenni (non avevo  dubbi) che venisse ad illustrare il libro.  La conferenza era prevista per il pomeriggio, Napolitano arrivò la mattina, e allora lo portammo a  pranzo  in una trattoria vicino all'argine del Po; dopo, una bella passeggiata sulla Strada Alzaia. Era settembre , il sole feroce,  mi preoccupavo che a Napolitano non si ustionasse il cuoio capelluto o si prendesse un colpo di sole, invece era , come al solito
imperturbabile, giacca e cravatta, mentre i due compagni sindacalisti che gavevan  magnà e bevù tropp, in maniche di camicie sudavano e smoccolavano...


veri amanti dei libri o solo emeriti rompibàl...