lunedì 10 gennaio 2011


L' uomo che guardava passare i treni guardò passare l' ennesimo treno. Si accomodò meglio sulla panchina, alzò il bavero del loden verde, rabbrividì appena, il vento era freddo , la pioggia iniziava a cadere.
Passò sferragliando un altro treno, l' uomo lo guardò, rassegnato; cosa poteva fare, se non guardare passare i treni?
L' homme qui regardait passer les trains, sì in Francia era un' altra cosa, altri treni, altre ferrovie, altre stazioni, altra musica, altre donne.
E in Germania allora?  Sì, De man die treinen voorbu zag ruden,
suonava un pò duro, ma non poteva dimenticare l' odore del carbone, la pioggia pesante di Amburgo, e quei treni, quei treni neri e lucidi, il vapore che si fondeva con la nebbia.
 E  cosa dire The man who watched trains go by, go by,- good bye- disse al treno che passava in quel momento, guardandolo al tempo stesso con affetto e disperazione. In Gran Bretagna i treni erano, erano come dire, imperiali o proletari , assurdamente in orario, ordinatamente affollati.
                                                                                     









J. Waldeen

domenica 9 gennaio 2011

PRESENTAZIONE E PROIEZIONE DEL DVD SULL'OPERA DI MARK STRAND




                                                         
Ehi, Mark! Scusa il ritardo, scusa il ritardo…
[Luca Sossella Editore]
Mercoledì 19 gennaio 2011 alle ore 19:00
John Cabot University
via della Lungara 233, Roma
saranno presenti
Mark Strand e Damiano Abeni

http://slowforward.wordpress.com/2011/01/07/19-gennaio-roma-jcu-mark-strand-e-damiano-abeni/

venerdì 7 gennaio 2011

At the Regola


HER HURRIED STEPS



Then he waits for her,
Her hurried steps on uneven cobblestones
He looks at her breathlessing, always late.
Sometimes she still looks for him,
But she already knows
She won't see him
Again.

AtR