Study of two girls.....

Study of two girls.....
Francois Boucher

giovedì 12 ottobre 2017

THE LOST LAND

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LA TERRA PERDUTA
di Eavan Boland

Ho due figlie.

Sono tutto quello che volevo sulla terra.

O quasi tutto.

Volevo anche un pezzo di terra:

Una città in trappola tra le colline. Un fiume urbano.
Un'isola nel suo elemento.

Così avrei potuti dire mia. Mia soltanto.
Dirlo sul serio.

Ora sono cresciute e andate via

e la memoria stessa
è divenuta un'emigrante,
che vaga in un luogo
in cui l'amore si dissolve in un paesaggio:

Dove le colline
sono del colore degli occhi di un bambino,
dove i miei figli sono distanze, orizzonti:

Di notte,
sull'orlo del sonno,

Posso vedere la spiaggia della baia di Dublino.
Le sue distese rocciose e il suo molo di granito.

E' questo, dico
ciò che devono aver visto,
voltandosi sul battello postale al crepuscolo,

mentre le ombre cadevano
su tutto ciò che dovevano lasciare?
E che avrebbero amato per sempre?
E allora

Immagino me stessa
sul lato oscuro di quel mare,
il buio che s'appressa veloce, dicendo
tutti i nomi che conosco di una terra perduta:

Irlanda. Assenza. Figlia.

Traduzione di Ipazia

martedì 10 ottobre 2017

GHIANNIS RITSOS, Quando, trad. Nicola Crocetti



Quando


Quando si spegne il tramonto e si accende dentro di noi la vecchia lampada
e tutte le voci mutano dall’ira alla tristezza
e dal sobborgo se ne vanno i fruttivendoli ambulanti,
gli arrotini, le erbivendole, gli ombrellai, allora
dal pozzo della corte escono le lumache
in doppia fila, e sopra i pubblici orinatoi
resta il cielo di un blu profondo, completamente immobile,
inchiodato solo da una stella arrugginita.

(da Molto tardi nella notte, 1991 - Traduzione di Nicola Crocetti)

sabato 7 ottobre 2017

EZEQUIEL ZAIDENWERG,da LA LIRICA ESTA' MUERTA, ERNESTO RAFAEL GUEVARA DE LA SERNA, trad. A. Panciroli






















ERNESTO RAFAEL GUEVARA DE LA SERNA


La lírica está muerta.
 En esa foto
que dio la vuelta al mundo, en torno del cadáver
se ve una extraña compañía: tres
civiles (dos lo observan curiosos y el tercero
desvía la mirada); dos gendarmes
con cara de asustados; un fotógrafo
que aparece de espaldas, con tres cuartos del cuerpo
fuera de cuadro; y dos
oficiales que visten uniformes con galones:
uno mira a la cámara que le apunta el fotógrafo
mientras sostiene la cabeza inerte,
posando como un cazador con su trofeo;
el otro, que aparenta tener el mayor rango,
señala con el índice de su mano derecha
el lugar donde antes latía el corazón,
como si con su toque pudiera reanimarlo.
Con los ojos abiertos y la mirada clara,
el cuerpo pareciera querer incorporarse como un Lázaro
que volviese a la vida por un instante apenas,
para hundirse de nuevo, de inmediato,
en la muerte.
La lírica está muerta




§§§§                              §§§§                                      §§§§



La poesia è morta.
                              In questa foto
che fece il giro del mondo, intorno al cadavere
vediamo una strana compagnia: tre
civili (due osservano curiosi e il terzo
distoglie lo sguardo); due gendarmi
con la faccia spaventata; un fotografo
che appare di spalle, con tre quarti del corpo
fuori dalla scena; e due
ufficiali che indossano uniformi gallonate:
uno guarda nella macchina che gli punta il fotografo
mentre sostiene la testa inerte,
in posa come un cacciatore con il suo trofeo;
l'altro, che sembra avere il rango più alto,
indica con l'indice della mano destra
il posto dove prima batteva il cuore,
come se col suo tocco potesse rianimarlo.
                                                Con gli occhi aperti e lo sguardo chiaro,
il corpo sembra volersi rialzare come un Lazzaro
che tornasse alla vita per un solo istante,
per sprofondare di nuovo, di colpo
nella morte.
                      La poesia è morta


martedì 3 ottobre 2017

Bilingual/Bilingüe

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Bilingual/Bilingüe
di Rhina P. Espaillat

Mio padre le voleva separate, una di qua
l'altra di là (allà y aquí), come conscio

che le parole potessero spezzare il cuore di sua figlia
in due (el corazón) e allacciarne la parte aliena

a ciò che egli era - la sua memoria, il suo nome
(su nombre) - con una chiave che lui non possedeva.

"L'inglese fuori da questa porta, lo spagnolo dentro,"
diceva, "e basta." Ma chi può separare

il mondo, la parola (mundo y palabra) da
ogni bambino? Sapevo come essere muta

e testarda (testaruda); più tardi, a letto
accumulavo sillabe segrete che avevo letto

finché la mia lingua (mi lengua) imparava a correre
dove la sua inciampava. E ancora il cuore era intatto.

Mi piace pensare che lui lo sapesse, persino quando,
orgoglioso (orgulloso) dei versi di sua figlia,

egli ne restava al di fuori, un po' impaurito
da parole che amava ma non voleva ascoltare.

My father liked them separate, one there,
one here (allà y aquí), as if aware

that words might cut in two his daughter's heart
(el corazón) and lock the alien part

to what he was - his memory, his name
(su nombre) - with a key he could not claim.

"English outside this door, Spanish inside,"
he said, "y basta." But who can divide

the world, the word (mundo y palabra) from
any child? I knew how to be dumb

and stubborn (testaruda); late, in bed,
I hoarded secret syllables I read

until my tongue (mi lengua) learned to run
where his stumbled. And still the heart was one.

I like to think he knew that, even when,
proud (orgulloso) of his daughter's pen,

he stood outside mis versos, half in fear
of words he loved but  wanted not to hear.

sabato 30 settembre 2017

LEONARDO SINISGALLI, Lapide






Lapide








Non è un orto
o un giardino
il cimitero
dove io sono sepolto.
È un luogo assorto,
un muro.
Ogni bene è scontato,
ogni debito pagato
e il nome tutelato.
Mio amico, fratello
contami i vecchi giuochi,
il fumo, i fuochi antichi.
Prendi di me l'effige,
le rughe, la fuliggine,
le lacrime, la ruggine.
Non è un orto
o un giardino
il cimitero dove io sono sepolto.
È un regno spento, muto.
Qui l'amore è perduto.
Qui la festa è finita.

@@@



It's not a garden
or an orchard
the cemetery
where I am buried.
It is a pensive place,
a wall.
Every good is taken
any debt paid
and protected is the name.
My friend, brother
tell me the old games,
the smoke, the ancient fires.
Get by me the effigy,
the wrinkles,the soot,
the tears, the rust.
It's not a garden
or an orchard
the cemetery
where I am buried.
It's a dumb, lifeless realm,
Here  the love is lost.
Here the feast is over.





sabato 23 settembre 2017

EXILIADA DER SUR, di Violeta Parra, versione di Patricio Manns/ Inti Illimani










Maledico la luna e il paesaggio, / Le valli e i deserti; /
Maledico tutti, morto per morto / E vivo per vivo, dal re al paggio; /
L’uccello col suo piumaggio / Lo maledico per dispetto; / Le aule, le
sagrestie, / Perché mi affligge un dolore. / Maledico la parola "amore"

                                                                                            (Violeta Parra)

Nel capitolo LVIII delle sue Décimas, Violeta parra parla dei suoi viaggi nel sud del Cile, allora la zona più misera e dimenticata del paese; fu durante uno di questi viaggi, in un concerto a Punta Arenas (la città più meridionale del mondo, probabilmente), che accadde il celebre episodio delle donne di un quartiere che le donarono una sedia fabbricata da loro stesse per permettere a Violeta di arrivare al microfono (era alta soltanto 1,49). Violeta Parra, a contatto con la durissima realtà di quelle zone, prese a sentirsi come una vera e propria esiiata, come esiliati erano coloro che vi abitavano; immaginò, per amore e solidarietà, di lasciare in ogni luogo, in ogni villaggio, in ogni mare, un pezzo di se stessa. Un vero e proprio smembramento, dal quale Patricio Manns, un anno prima che Violeta si suicidasse, trasse questa indimenticabile canzone.

tratto da https://www.antiwarsongs.org





Un ojo dejé en Los Lagos
por un descuido casual
el otro quedó en Parral
en un boliche de tragos
recuerdo que mucho estrago
de niña vio el alma mía
miserias y alevosías
anudan mis pensamientos
entre las aguas y el viento
me pierdo en la lejanía.

Mi brazo derecho en Buín
quedó, señores oyentes
el otro en San Vicente
quedó, no sé con qué fin
mi pecho en Curacautín
lo veo en un jardincillo
mis manos en Maitencillo
saludan en Pelequén
mi falda en Perilauquén
recoge unos pececillos.

Se m’enredó en San Rosendo
un pie el cruzar una esquina
el otro en la Quiriquina
se me hunde mares adentro
mi corazón descontento
latió con pena en Temuco
y me ha llorado en Calchuco
de frío por una escarcha
voy y enderezo mi marcha
a la cuesta ‘e Chacabuco.

Mis nervios dejo en Granero

la sangr’en San Sebastián
y en la ciudad de Chillán
la calma me bajó a cero
mi riñonada en Cabrero
destruye una caminata
y en una calle de Itata
se me rompió el estrumento
y endilgo pa Nacimiento
una mañana de plata.

Desembarcando en Riñihue
se vio a la Violeta Parra
sin cuerdas en la guitarra
sin hojas en el colihue
una bandá’ de chirigües
le vino a dar un concierto
desembarcando en Riñihue
se vio a la Violeta Parra.

Desembarcando en Riñihue
se vio a la Violeta Parra










L'ESILIATA DEL SUD



Un occhio lo lasciai a Los Lagos 
per un disguido casuale;
l'altro rimase a Parral
dentro una osteria.
Ricordo quante stragi fin da bambina
ha visto l'anima mia:
miseria e tradimenti
s'intrecciano ai miei pensieri,
e tra le acque e il vento
mi perdo nella lontananza.

Il mio braccio destro rimase
a Buin, signori ascoltatori
e l'altro a San Vincente
non so proprio perché.
Il petto a Curacautín
lo vedo in un giardinetto,
le mani a Maitencillo
salutano Pelequén,
La  mia camicetta a Perquilauquén
fa da casa ai pesciolini

Mi si impigliò a San Rosendo
un piede attraversando la strada
e l'altro nella Quiriquina
mi sprofondò in alto mare.
Il mio cuore scontento
batté con pena a Temuco
e per il freddo ha pianto a Calbuco
solo per  per una gelata.
Vado e riprendo la strada
verso l'erta di Chacabuco.

Lascio i miei nervi a Graneros
il sangue a San Sebastián,
e nella città di Chillán
la calma mi scese a zero.
I miei reni a Cabrero
li distrugge una camminata
e in una strada di Itata
mi si spezzò lo strumento.
E tiro dritto per Nacimiento 
in un mattino d'argento.

Mentre sbarcava a Riñihue
hanno visto Violeta Parra
senza corde nella chitarra
senza foglie nel coligue
Uno stormo di fringuelli
venne per farle un concerto.
Mentre sbarcava a Riñihue
hanno visto Violeta Parra.

Mentre sbarcava a Riñihue
han novisto Violeta Parra. 







giovedì 21 settembre 2017

LEONARDO SINISGALLI, La vigna vecchia, trad.Alessandro Pancirolli, The old vineyard






La vigna vecchia




Mi sono seduto per terra

accanto al pagliaio della vigna vecchia.


l fanciulli strappano le noci

dai rami, le schiacciano tra due pietre.

io mi concio le mani di acido verde.

mi godo l'aria dal fondo degli alberi






 The old vineyard


I sat on the ground  

next to the haystack of the old vineyard.

Children tear the walnuts 

from the branches,  crack them between two stones.

I soil my hands  of green acid

enjoing the air from the bottom of trees.



venerdì 15 settembre 2017

THE CARPET CRAWLERS

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The carpet crawlers heed their callers
We've got to get in to get out
We've got to get in to get out
We've got to get in to get out

martedì 12 settembre 2017

Tutto è triste.,Hilda Hilst, traduzione Alessandro Pancirolli





                                                          Tutto è triste...


Tutto è triste. Triste come noi
Vivi assenti, aspettando ogni giorno
Il presente immutabile.
Tutto è triste. Triste come me
Antica di carezze
Di occhi e lamenti
Lenta nel mio andare, lenta
Sorella
Di qualche canto di uccello
Del silenzio sulla nave, sorella.
Andiamo, amore.
A salire e scendere fiumi
Camminare le strade
Baciare
Amare come le fiere
Ridere quando tramonta.
E quando ci stanchiamo
Ci avviciniamo immensi
Nella pianura vuota di ricordi.








domenica 10 settembre 2017

Here I am, CHARLES BUKOWSKY



eccomi qua..
già ubriaco alle 3 del mattino finita la 2nda bottiglia
di vino.  Ho scritto dodici -15 pagine
di poesie
un vecchio
pazzo per la carne delle ragazze in questo
crepuscolo che muore
il fegato ormai andato
i reni quasi
il pancreas distrutto
la pressione alle stelle


mentre tutta la paura degli anni sprecati
se la ride tra le dita dei piedi
nessuna donna vivrà con me
nessuna Florence Nightingale per guardare
insieme il Johnny Carson show


se mi venisse un colpo rimarrei steso qui per
sei giorni, i miei tre gatti affamati  che mi strappano la carne
dai gomiti, dai polsi, dalla testa

la radio  suona musica classica...

Mi sono ripromesso di non scrivere mai poesie sui vecchi
ma questa è troppo divertente, lo sai, scusabile, per-
chè è passato molto tempo  da quando ho usato me stesso e ce n'è
rimasto ancora molto
qui alle 3 di mattina  prenderò questo foglio dalla
macchina da scrivere
mi verserò un altro bicchiere
scriverò
fai l' amore sulla fresca pagina bianca

forse tornerà la
fortuna

prima per
me

dopo per
te.






first for
me

later
for you.

venerdì 1 settembre 2017

BATH

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BATH
by Amy Lowell

The day is fresh-washed an fair, and there is a smell of tulips and narcissus in the air.
       The sunshine pours in at the bath-room window and bores through the water in the bath-tub
in lathes and planes of greenish-white. It cleaves the water into flaws like a jewel, and cracks it to
bright light.
        Little spots of sunshine lie on the surface of the water and dance, dance and their reflections
wobble deliciously over the ceiling; a stir of my finger sets them whirring, reeling. I move a foot
and the planes of light in the water-jar. I lie back and laugh, and let the green-white wae, the sun-
flawed beryl water, flow over me. The day is almost too bright to bear, the green water covers me
from the too bright day. I will lie here awhile and play with the water and the sun spots. The sky is
blue and high. A crow flaps by the window, and there is a whiff of tulips and narcissus in the air.


BATH

La giornata è fresca e serena, e c'è un profumo di tulipani e narcisi nell'aria.
      Il sole si riversa sulla finestra del bagno e si insinua  nell'acqua della vasca in forme aeree
e sottili bianco-verdi. Esso fende l'acqua e la fa brillare come un gioiello, e la incrina in
splendida luce.
       Piccole chiazze di sole giacciono sul velo dell'acqua e danzano, danzano, e il loro riflesso
fluttua deliziosamente sul soffitto; una mossa del mio dito le fa girare, vorticare. Muovo un piede
e con esso i riflessi lucenti nella brocca dell'acqua. Mi stendo indietro e rido, e lascio la bianco-
verde acqua, l'assolata acqua fluire sopra di me. Il giorno è quasi troppo luminoso da sopportare,
l'acqua verde mi protegge dal troppo chiaro giorno. Giacerò qui per un po' e giocherò con l'acqua
e i riflessi del sole.
Il cielo è blu e alto. Un corvo vola oltre il vetro, e c'è un sentore di tulipani e narcisi nell'aria.

Traduzione (faticosissima) di Ipazia
     


sabato 26 agosto 2017

Leonardo Sinisgalli, I cani allentano la corsa



I cani allentano la corsa



I cani allentano la corsa

tra i pali arsi delle viti,

così bassa è Orione

queste sere miti di fine d'anno.

Oscilla il carro d'oro a questa svolta.

Tu guardi l'alba della luna rossa

nell'uliveta. La collina è scossa

da un rumore di frantoio.

Fresca è la ghiaia sui passi tuoi

la ruota non la spezza.

Perduta alle spalle la fanciullezza

si fa più lontana, ombrosa

cieca nella polvere.





 Sinisgalli ad Alberobello (1964) 


sabato 12 agosto 2017

La lírica está muerta, di Ezequiel Zaidenwerg, traduzione A. Panciroli



La poesia lirica è morta:

                                 restò
bloccata in un gorgo ipnotico del sogno,
mentre oltre il coagulo finale della coscienza,
intorno al letto col baldacchino d'argento,
accanto al povero letto di legno e spina,
si riunirono i parenti,
aspettando il momento  di
aprire la successione.

                                   Con tutti gli umani sensi esauriti,
la capsula di vento che possedeva il suo spirito,
si alzò  come la brezza, intrisa in una folata
centrifuga di luce, proprio come Elia nella tempesta, rapito
sopra un carro di fuoco.
                                   
                                      E anche se la vita morì,
non lasciò pieno conforto il suo ricordo: nessuno divise le acque,
ne sorse  un Eliseo come successore.
                           
                                       Estranei al prodigio,
nel complotto, presero il cadavere
e chiamarono un impostore per dettare un falso testamento,
che si coprì con una coperta, tiepida
tuttavia.

         La poesia lirica
è morta. "Di morte naturale",
come dichiararono  attraverso un portavoce,
" dopo aver combattuto per molti anni
contro una crudele malattia"

    ( Fine del comunicato)

" Con profondo
cordoglio, i figli e le figlie,
i nipoti e le nipoti e il  devoto marito
annunciano la sua dipartita
e chiedono una preghiera in sua memoria"

                                                   E' morta
la poesia. E' già un secolo e mezzo,
e per quanto i suoi eredi sembrano essere comunque gli stessi
-  anche se non hanno i capelli bianchi e camminano dritti, senza bisogno di aiuto -,
solo ora il processo
( successione ab intestato della poesia)
dopo mille e una offensive giudiziarie,
ha avuto  una sentenza definitiva, ed è possibile dare corso
alla liquidazione definitiva del patrimonio ereditario.

                                                          PROPRIETA' IN OFFERTA :

Grande opportunità. Vendesi torre, Unicamente in blocco.
Importanti decorazioni in marmo sulla facciata.
Destinazione: commerciale o dipartimento statale.
Da restaurare. No bagni no finestre.
Grande profusione di specchi



Ezequiel  Zaidenwerg






domenica 30 luglio 2017

ALEXANDER PEN, ON THE PIER HIGH THE WIND BLOWS


ON THE PIER HIGH THE WIND BLOWS

On the pier  high the wind  blows. The eyes 
have a calm spectacle of light.
A  bended sail goes, and in silence
a man steers it almost horizontal.
In the silence  a beret  blowes away 
from the head of a boy, and touches the sea
like a balloon the sky.

Flame remains inside the cold spectacle of light
his ruffled hair.

giovedì 27 luglio 2017

ON THE BEACH AT NIGHT ALONE

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ON THE BEACH AT NIGHT ALONE
by Walt Whitman

Sulla spiaggia da solo di notte,
Mentre la vecchia madre, i flutti ondeggiando, canta la sua rauca canzone,
Mentre guardo le luminose stelle splendenti, penso al mistero degli universi
E del futuro.

Una vasta similitudine collega tutto,
Tutte le sfere, in espansione, in contrazione, piccole, grandi, soli, lune, pianeti,
Tutte le distanze dello spazio, seppur vaste,
Tutte le distanze del tempo, tutte le forme inanimate,
Tutte le anime, tutti gli esseri viventi seppur così differenti, o in differenti
    mondi,
Tutti i processi gassosi, acquei, vegetali, minerali, i pesci, le bestie,
Tutte le nazioni, colori, barbarie, civiltà, linguaggi,
Tutte le identità che sono esistite o potrebbero esistere sul globo, o su un altro,
Tutte le vite e le morti, tutto il passato, presente, futuro,
Questa vasta somiglianza li attraversa, e sempre lo ha fatto,
E sempre lo farà e tutto terrà avvinto e stretto a sé per sempre.

Traduzione di Ipazia