martedì 27 luglio 2010

TERESA TORGA, la storia, la canzone. Dedicato ad Ipazia, Sandra e Laura.

 In una Lisbona ancora  scossa dai sussulti della Rivoluzione dei Garofani, il 4 maggio 1975, una tranquilla signora di circa quarantanni, Teresa Torga appunto, o almeno si dice che così si chiamasse, si mise a ballare, completamente nuda, in una delle strade più  affollate di Lisbona, scatenando un vero panico tra i  passanti: dobbiamo pensare che il Portogallo era appena uscito da una dittatura sonnacchiosa e moralista, dove il ruolo delle donne era ancora quello di madre e sposa. (vedi: http://www.antiwarsongs.org/canzone.php?lang=it&id=10645).
 Antonio Capela, fotoreporter sportivo famoso in quei tempi, immortalò la scena, Josè Afonso ci scrisse questa canzone, bellissima:

No centro da avenida

No cruzamento da rua
Às quatro em ponto perdida
Dançava uma mulher nua.

A gente que via a cena
Correu para junto dela
No intuito de vesti-la

Mas surge António Capela
Que aproveitando a barbuda
Só pensa em fotografá-la

Mulher na democracia
Não é biombo de sala,

Que aproveitando a barbuda
Só pensa em fotrografá-la,

Mulher na democracia
Não é biombo de sala.

Dizem que se chama Teresa
Seu nome é Teresa Torga
Muda o pick-up em Benfica
Atura a malta da borga
Aluga quartos de casa
Mas já foi primeira estrela
Agora é modelo à força

Que a diga António Capela
Teresa Torga, Teresa Torga

Vencida numa fornalha
Não há bandeira sem luta
Não há luta sem batalha

Teresa Torga, Teresa Torga
Vencida numa fornalha
Não há bandeira sem luta
Não há luta sem batalha




                           grandissimo al mandolino, Josè Pereira 






Proprio in mezzo al viale

all'incrocio della strada
alle quattro in punto assorta
ballava una donna nuda

La gente che vedeva la scena
accorse presso di lei
intendendo rivestirla,
ma spunta António Capela

che, approfittando del casino,
solo pensa a fotografarla,
una donna in democrazia
non è un soprammobile da salotto



che, approfittando del casino,
solo pensa a fotografarla,
una donna in democrazia
non è un soprammobile da salotto.


Dicono che si chiama Teresa,
che il suo nome è Teresa Torga,
fa la disc-jockey a Benfica
e da tempo fa parte dei matti

Prende stanzacce in affitto,
ma è stata una grande stella,
ora fa la modella per forza,
lo racconti António Capela

Teresa Torga, Teresa Torga,
sconfitta in quel bordello,
non c'è bandiera senza lotta,
non c'è lotta senza battaglia


Teresa Torga, Teresa Torga,
sconfitta in quel bordello,
non c'è bandiera senza lotta,
non c'è lotta senza battaglia.
             
                                 traduzione Riccardo Venturi

Mi affascina questa storia, è piena di mistero, anche su Internet non c'è granchè, le poche informazioni sono contradditorie, la foto scattaya da Capela non c'è, tra i più interessanti questo articolo tratto da http://weber.blogs.sapo.pt/,

No DL, R.R. (Rogério Rodrigues) conta a história de uma mulher " de que não se conhecia o nome" , que ontem, às quatro da tarde fazia streap-tease enquanto dançava, ao centro do cruzamento da Avenida Miguel Bombarda com a Avenida 5 de Outubro.


"Visivelmente surpreendidos, alguns espectadores da cena, invulgar em ruas de Lisboa, dirigiram-se para a mulher no intento de a proteger das vistas de quem passava e de quem parava, persuadi-la a vestir-se e abandonar o local. No meio da confusão, surge o repórter António Capela, que começa a disparar. Os populares, indignados com o que consideram 'uma baixeza moral', investem sobre ele, insultam-no, empurram-no, agridem-no e só a intervenção do proprietário da drogaria vizinha impede que não lhe partam a máquina (...) Entretanto a mulher tinha sido levada para o limiar de um prédio com porteita à porta. Já vestida, olhava apática para as pessoas que a rodeavam. Dizem-me que se chamava Maria Teresa.'Não sou Maria. Não sou Teresa. Tenho muitos nomes'.Tinha os lábios encortiçados e recusava o copo de água que lhe ofereciam".

"Quem se despiu na via pública, ontem, às 4 da tarde?", interroga-se o jornalista, que passa a contar o percurso de vida, entretanto averiguado, de uma mulher de 41 anos, divorciada, sucessivamente actriz de revista, emigrante no Brasil, cantora de fado e que agora, no intervalo de tratamento no Júlio de Matos, "mudava discos no pick-up" de uma boite de Benfica.


Usava o nome de Teresa Torga " porque há um escritor que se chama assim" e ela gostava muito de ler, conta uma vizinha. A última vez que o repórter a viu seguia ela num carro da polícia para a esquadra do Matadouro.


Zeca Afonso lê a crónica, magnífica, põe-lhe notas e voz, e imortaliza-a."

domenica 25 luglio 2010

Oggi voglio regalarvi una poesia che m’ha divertito un sacco! E’ di un giovane scrittore inglese.
John Osborne è nato a Scunthorpe nel 1981. Il suo primo libro, Radio Head, è stato pubblicato nel Maggio del 2009 e selezionato come Libro della Settimana a Radio 4. Sue poesie sono state pubblicate su The Guardian, The Big Issue and The Spectator, ed ha partecipato a performance ai Festival di Latitude, Glastonbury e all’ Edinburgh Fringe. Egli è membro del collettivo poetico Aisle16, e il suo secondo libro, The Newsagent's Window, è stato pubblicato nell’Aprile del 2010.
Website:www.aisle16.co.uk

TAPE RECORDINGS (John Osborne)

You shook your head
when I told you that as soon as red wine
touches your tongue it flavours
it with a language as bitter as a corked bottle

of Bordeaux.
So I set up a tape recorder in my suit pocket.
That night at the party you told Emily
her high heels made her look like a slut.
I played it to you next morning at breakfast.

Slut, rewind,
slut, rewind,
slut.


REGISTRAZIONI

Scuotesti la testa
quando ti dissi che non appena il vino rosso
lambisce la tua lingua esso la arricchisce
di un linguaggio amaro come una bottiglia tappata

di Bordeaux.
Così infilai un registratore nella mia tasca.
Quella notte al party dicesti ad Emily
che con quei tacchi alti sembrava una puttana.

Ti feci ascoltare tutto la mattina dopo a colazione.

Puttana, riavvolgi,
puttana, riavvolgi,
puttana.

A COSA SERVE LA POESIA, Joice Lussu


A COSA SERVE LA POESIA



Vi faccio un esempio.

Prendete una coppia che va abbastanza bene:

due o tre lustri di convivenza

casa figli interessi comuni.

I coniugi però, non essendo nè sordi nè orbi

nè privi di altri sensi

naturalmente non immuni

dal notare che il mondo è pieno di persone attraenti

dell'altro sesso

di cui alcune, per circostanze favorevoli,

sarebbero passibili di un  incontro a letto.

 

Sorge allora un problema che propone tre soluzioni.

 

La prima è la tradizionale repressione

non concupire eccetera non appropriarti dell'altrui proprietà

per cui il coniuge viene equiparato a un comò

Luigi XVI o a un televisore a colori

o a un qualsiasi oggetto di un certo valore

che non sarebbe corretto rubare.

 

La seconda soluzione è l'adulterio

altrettanto tradizionale

che crea una quantità di complicazioni

la lealtà (glielo dico o non glielo dico?)

lo squallore di motel occasionali

la necessità di costruire marchingegni di copertura

che non eliminano la paura

di fastidiose spiegazioni.

 

La terza soluzione è senza dubbio la più pratica

Si prendono i turbamenti e i sentimenti

le emozioni e le tentazioni

si mescolano bene si amalgama l'immagine

con un brodo di fantasia

e ci si fa su una poesia

che si mastica e si sublima

fino a corretta stesura sulla macchina da scrivere

e infine si manda giù

si digerisce con un pò di amaro

d'erbe naturali

e poi non ci si pensa più.

Joyce Lussu

 

Facile, no?

 


 


Iago: bè,insomma, proprio facile..., ecco, qualche dubbio lo avrei.