giovedì 17 novembre 2011

Pane (1949) di Tat'jana Jablonskaja ( Potresti Ipazia...)

Potresti , Ipazia, arrivare alla stazione
Col Freccia rossa delle nove
Anche se un po’ in ritardo non importa
(Nel frattempo leggerò il giornale)
Poi
Giù per Via Nazionale
La libreria all’ angolo qualche vetrina
Un caffè per aspettare
Che apra la mostra sul
Realismo Socialista al Palazzo delle
Esposizioni.
"Un'arte comprensibile per le masse"  (Lenin)
Pensa
Potremo vedere
 Pane (1949) di Tat'jana Jablonskaja






"Autentico paradigma del realismo socialista
 in cui viene espressa in maniera mirabile
l'equazione ideologica tra lavoro e
 piacere! "

lunedì 14 novembre 2011

CUPIDO...?

"Era una notte mite, chiara, e senza vento…"
 Un sogno di  una notte di mezza estate (anche
 se era primavera)
danzavi leggera principessa
 io
ti guardavo
 solo un po’ annoiato.
 All’ improvviso,
al costato, un dolore atroce, senza fiato.
E poi un amore immenso, disperato:
Cupido,  su un albero appostato
Alza le spallucce, si è sbagliato,  ha colpito me, non quello,
alto, che ti stava a lato.
E un dolore immenso, un amore atroce.
Io non volevo, cosa c’ entravo…
 
Danzavi leggera principessa
Io
Ti Guardavo,
solo un po’ annoiato.
 E quest’ amore immenso senza
Significato…
E quel dolore atroce:
Innamorato.

P.S
Io non volevo, io cosa c’ entravo…




CUPIDO è veramente cieco?

E SAI ( Cimitero Suburbano)







E sai
Non ti ci vedo in
Questo cimitero suburbano
Pulire la tomba  grigia dalle foglie
E  tergere dalla mia foto consumata
 ( fu una bella gita, sei tu che l’ hai scattata)
La rugiada che la notte vi ha adagiata.
Eppure…
Sei qui, ti vedo e non ti vedo, la luce
È fioca e ed è già finito il giorno.
Sei qui , per me è importante
Come quel giorno
Un bacio, un altro…
Però ti
Ho  sentita assai distante.
Ma sei qui ora, la luce
E’  fioca,  è già finito il giorno.
Puoi andare cara, tranquilla.
Adesso dormo.