lunedì 28 novembre 2011

Ho scritto t'amo sulla sabbia










Ho scritto t'amo sulla sabbia è una canzone del 1968 cantata da Franco IV e Franco I (che razza di nome!). Solo che c'è un sonetto di Edmund Spenser (1552-1599) che recita così:


SONNET LXXV


One day I wrote her name vpon the strand,
But came the waues and washed it away:
Agayne I wrote it with a second hand,
But came the tyde, and made my paines his pray.
Vayne man, said she, that doest in vaine assay,
A mortall thing so to immortalize,
For I my selue shall like to this decay,
And eek my name bee wiped out lykewize.
Not so, (quod I), let baser thing deuize
To dy in dust, but you shall liue by fame:
My verse your vertues rare shall eternize,
And in the heuens wryte your glorious name.
Where whenas death shall all the world subdew,
Our loue shall liue, and later life renew.


Ma, secondo voi, Franco IV e Franco I lo sapevano?

sabato 26 novembre 2011

The Story of Our Lives, MARK STRAND, trad. A. Pancirolli

 Ripropongo una nuova traduzione della prima parte della poesia che mi ha fatto conoscere Mark Strand e che ha cambiato, non di poco, la mia vita.


MARK STRAND Self-portrait / The Burt Britton Collection


Leggiamo la storia delle nostre vite
che prende vita in una stanza.
La stanza su di una strada.
Non c'è nessuno fuori,
nessun rumore.
Gli alberi appesantiti dalle foglie,
le auto parcheggiate  sono ferme.
Prendiamo a girare le pagine
sperando in qualcosa,
qualcosa come pietà o un cambiamento,
una linea nera che ci unisca,
ci separi.
Il fatto è che, come pare,
il libro delle nostre vite è vuoto.
I mobili nella stanza mai spostati,
e  i tappeti più scuri ogni volta
che vengono sfiorati dalle nostre ombre.
E 'come se la stanza fosse il mondo.
Sediamo sul divano fianco a fianco,
 leggendo del divano.
Diciamo che è ideale.
E' ideale.

OTROS HOROSCOPOS




Lana sobre piel / incògnitas / palabras de amor