sabato 28 settembre 2013

Carlos Drummond de Andrade, NÃO QUERO SER O ÚLTIMO A COMER-TE, trad. Fernanda Toriello




Amor - come parola essenziale
dia inizio alla canzone e la sostanzi.
Amor guidi il mio verso e, nel guidarlo,
unisca anima e sesso, membro e vulva

                          Carlos Drummond de Andrade





NÃO QUERO SER O ÚLTIMO A COMER-TE


Não quero ser o último a comer-te.
Se em tempo não ousei, agora é tarde.
Nem sopra a flama antiga nem beber-te
aplacaria a sede que não arde

em minha boca seca de querer-te,
de desejar-te tanto e sem alarde,
fome que não sofria padecer-te
assim pasto de tantos, e eu covarde

a esperar que limpasses toda a gala
que por teu corpo e alma ainda resvala,
e chegasses, intata, renascida,

para travar comigo a luta extrema
que fizesse de toda a nossa vida
um chamejante, universal poema.




NON VOGLIO ESSERE L'ULTIMO A MANGIARTI


Non voglio essere l'ultimo a mangiarti.
Se allora non ho osato, adesso é tardi.
Non soffia più l'antica fiamma e berti
non placherebbe sete che non arde

nella mia bocca secca di volerti,
di desiderarti tanto e senza vanto,
fame che non riusciva a sopportarti
così pasto di tanti, ed io codardo

in attesa che pulissi tutto il seme
che su anima e corpo ancor di scorre,
ed arrivassi, intatta, rifiorita,

per ingaggiare con me la lotta estrema
che rendesse l'intera nostra vita
un fiammeggiante, universale poema.

Altre belle poesi erotiche di Drummond de Andrade in questo link http://www.sagarana.net/rivista/numero10/poesia1.html


giovedì 26 settembre 2013

JAMES WALDEEN, Love and its aphorims, traduzione A. Panciroli







Neanche un minuto di "non amore"  ( Mogol - Battisti)



Attonito mio sguardo
 -  silenzio perfetto
                       del tuo araldico amore
 inverno vanamente ci guarda
una in-col-ma-bi-le distanza e un raggio rosso§verde
del vecchio tubo al neon
della caffetteria  Caffè Sudan a Milano

- pollo arrosto e patatine, solo tremiladuecentocinquantalire -.

                                       

mercoledì 18 settembre 2013

KELVIN CORCORAN, From here according to Jenkyns. Trad. Alessandro Panciroli



From here according to Jenkyns


From here according to Jenkyns (*)
Sappho entered the western lyric;
I can see the coast of Asia minor,
low blue hills, an apron of light.
The water’s not wide, though I can’t
get o’er dark imperial Anatolia
where my language was made;
aconite, mallow, fennel at the root.


Da qui secondo Jenkyns
Saffo fece ingresso nella lirica occidentale;
riesco a vedere la costa dell'Asia minore,
basse colline blu, uno spiazzo di luce.
L'acqua non è lontana, anche se non posso
dimenticare la scura imperiale Anatolia
dove è nata la mia lingua,
aconito, malva, radici di finocchio.



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(*) Probabile riferimento a