martedì 9 marzo 2021

Who Knows Where the Time Goes, la storia

 Who Knows Where the Time Goes, Chi sa dove va il tempo,

è una canzone di Sandy_Denny, cantante ed autrice folk rock . La prima incisione è del 1967 in una piccola demo. con solo voce e chitarra. Nello stesso anno Sandy si unì con la band degli Strawbs e reincise  la canzone, sempre per sola voce e chitarra, nell'album All Our Own Work che però uscì solo nel 1973. Qui in una rara incisione per la BBC:




La cantante folk Judy Collins ascoltò però la demo originale nel 1968  e decise di riproporla, prima nel lato B de "Both Sides Now", poi come traccia principale dell'album ( si chiamavano LP, long playing) Who Knows Where the Time Goes, nella versione solo voce, due chitarre e basso. Divenne anche la colonna sonora del film The Subject Was Roses. Un' altra versione è più composita con un diverso missaggio e apparve appunto nel LP. Questa fu la prima  traccia molto apprezzata della canzone.


Sempre nel 1968 Denny si unì al gruppo folk rock Fairport Convention ed incise il brano  sul secondo album Unhalfbricking.




 

giovedì 4 marzo 2021

Laura e l'avvenire di IVANO FOSSATI










 
Laura l'avvenire ci sfugge tutto sta cambiando, amore e lavoro per esempio
Tutto sta mancando
La parte buona della nostra vita è ancora la' nei bar sulla strada 
col futuro che ci illuminava
Sembravi spaventata al primo incontro col tuo sorriso leggero 
sembravi più fragile mentre preparavi in fondo agli occhi quell'attentato 
che sono le lacrime al mio desiderio sincero
Laura prendi il tuo coraggio e abbracciami
Abbracciami
Ora questo posto non fa più per noi, questo è un deserto di democrazia,
 oggi che la fabbrica chiuse tutti se ne andranno
Lasciamo libera la scena, anche noi!
Vieni
E' così vero che non ha senso e forte l'indifferenza dei giorni
, Laura prendi il tuo cappello e andiamo
Che di strada, di strada, di strada ne avremo da raccontare
In mezzo alla polvere di acido e d'argento
Ti amavo, ti amo, e aggiungo mite un sentimento
Dai prendi anche il mio cappotto dalla sedia che ce ne andiamo, noi due
Ora questo posto non fa più per noi, questo è un deserto della fantasia, ora questo posto non fa più per noi







domenica 14 febbraio 2021

Covid has played out like a blockbuster film. Biden should hire some scriptwriters to end it, by Ian Martin

 






E' già passato un anno  e la realtà della lotta mondiale della umanità contro il coronavirus è percepita stranamente  come se fosse un romanzo. Proprio, infatti, come un film di grande successo.Covid19 , La  Resa dei Conti segue tutti i cliché di un film. La storia inizia in qualche posto del mondo che richiede i sottotitoli. Cosa ha mangiato il Paziente Zero? Un pipistrello infetto?, o forse era un pangolino ( che cosa è un pangolino? a chi importa? lasciamo perdere).

Poi il contagio si diffonde come uno tsunami al rallentatore per tutto il pianeta ,mentre politici imbecillii prima lo sottovalutano, poi vanno nel panico. Oppure,come in America, lo ignorano, accusano la Cina, promettono che scomparirà, lo ignorano di nuovo, raccomandano la ingestione di luce e disinfettante, lo ignorano ancora,  lo prendono sul serio, lo minimizzano, ospitano un serie di eventi super contagiosi, perdono diverse volte le elezioni , poi  se la svignano per diventare un patogeno umano che infetta la vita civile. Di nuovo

E' arrivato il momento di assumere uno sceneggiatore di Hollywood. Altrimenti rimarremmo bloccati per sempre nel secondo atto di questo cazzo di pandemia-E’ arrivato il momento di finire il romanzo. Di dargli un bel finale. Qui sto solo cercando un idea, ma qualcuno ha mai cercato di entrare in contatto con questo virus alieno? Si sa come funziona la fantascenza. Ci deve pur essere da qualche parte un linguista coraggioso che può stabilire un contatto un contatto con la comunità del Covid e fare una qualche ovvia domanda, tipo : ” in nome di Dio, cosa volete veramente?

Se Joe Biden avesse qualche conoscenza dell' attuale sviluppo della storia di questa peste, avrebbe già assunto qualche sceneggiatore per la Sala Operativa. Sono ormai finiti i giorni in cui della cosa si occupava il Pentagono. Non siamo più nel XX secolo, ragazzo. Mostri ed alieni solevano essere bersagli ben visibili per i militari;  al pubblico erano garantite scene su scene di inutili bombardamenti e pesanti perdite. Adesso il nemico è invisibile, mortale e molto, molto furbo.

I virus, come Murdoch, possono cambiare il modo di pensare della gente. Mi devo ancora riprendere dalla sinceramente terrificante scoperta che un “semplice” virus influenzale possieda la sinistra capacità di alterare il  comportamento umano . Una volta che l’influenza è penetrata dentro di te, non ti fa restare solamente a casa. Sussurra al tuo subconscio, come un antico demone. Prima di iniziare a sentirti male e di rimanere bloccato persuade il cervello a socializzare, tanto. Il virus sequestra la tua anima, e il tuo diario. Vuole che ti mescoli con la gente, affinché possa estendere il suo impero anche sui tuoi amici. Il Covid è ovviamente intelligente. Ma non pensa l futuro, vero? E’ orribilmente in grado di invadere e di spiare, mutandosi in varianti più trasmissibili. Ma se l’ospite umano muore, muore così con lui il virus terrorista. Uno stallo,  senza via di uscita. Immaginate, adesso.  Una stanza soffocante a Washington dominata da una grande lavagna e un tavolo coperto da fogli ed appunti , avanzi di cibo, matite, tazzine di caffè e frutta non toccata. L’aria è satura di domande: come possiamo batterlo? Quale è la motivazione dek virus? Cosa vuole? E i cluster di Covid tra la popolazione comunicano tra di loro? Come? E pazzesco. Come sa il virus quando deve mutare? Se il virus è così intelligente perchè si comporta come un attentatore suicida? Non vorrebbe un futuro più calmo, più produttivo? C’è un modo in cui l’umanità ed il virus potrebbero coesistere? Possiamo raggiunge un accordo?

Come è ovvio, se dovessimo riscrivere questo film di successo ci costerebbe una fortuna. Qualcuno deve finanziarlo. Qualcuno deve dare la luce verde. Bene, diciamo per ora che le Nazioni Unite organizzano un costoso incontro e l’approvazione finale viene data da una Dea insonnolita, il cui sonno di secoli è finito al suono della sveglia pandemica. Per il ruolo di dea avei pensato e Julia Luise Dreyfus. La dea si svela  contemporaneamente alla comunità mondiale del coronavirus ed agli uomini tramite microscopi elettronici  o qualche altra diavoleria. Sceglie una proteina del coronavirus, per ora la chiameremo Cyrus, per essere capo negoziatore. La Terra sarà rappresenta da Greta Thunberg,  solo per un dispetto anti maschilista.

Cyrus e Thunberg imparano a fidarsi l' uno del altra, a lavorare insieme. Sotto la guida di questa dea interventista creano una grande fabbrica di polmoni sintetici nel deserto del Sahara. Lunghi tunnel di condizioni ambientali di wet-market. La cultura di virus ora cresce pacificamente oltre la sua esistenza predatoria e siamo a posto.

Poi scopriamo che il virus riesce a modificare molto bene l'anidride carbonica in energia pulita. Non solo. Le fabbriche di polmone nel tempo convertono il Sahara in una foresta pluviale. Cyrus si innamora. Thunberg diventa Papa. La dea torna a dormire, tutti sono felici, la colonna sonora di Wendy Carlos vira su un crescendo finale.