martedì 3 febbraio 2026

CASA MALAPARTE

Casa Malaparte a Capri: storia, architettura, interni e misteri della villa  più famosa dell'isola | Architectural Digest Italia 

 

Non lo so se mi piace.

Avrei preferito che il promontorio (Punta Masullo) fosse lasciato esattamente com'era. Ma, purtroppo, gli umani tendono sempre a voler lasciare una testimonianza del fatto che sono vissuti e che hanno camminato su questo pianeta.

Certo,  senza questa villa, senz'altro singolare, probabilmente ricorderemmo Curzio Malaparte a stento o, forse, non sapremmo addirittura chi era.

Mentre era ospite di Axel Munthe, Curzio Malaparte si innamorò dell'isola di Capri, della sua natura impervia, del suo mare. Così comprò il terreno di Punta Masullo da un pescatore per dodicimila lire.

Il progetto fu affidato all'architetto Adalberto Libera, esponente di spicco del razionalismo, a cui fu chiesto di creare" una casa come me, dura, strana, schietta."

Io sapevo che, a questi aggettivi, c'era da aggiungere anche "triste" ma non so se questa versione è vera.

Però la casa è, effettivamente, triste. Almeno a me così sembra. Fatemi sapere voi che ne pensate.

Pare che, a un certo punto, nacquero molte incomprensioni tra Malaparte e l'architetto, che venne licenziato.

Così si creò il paradosso che una villa fu costruita e pensata da uno scrittore. Ma, magari, tanto paradossale non è.

Quel che è certo è che la villa sembra una nave solitaria in mezzo al mare con una scalinata a forma di parallelepipedo che conduce fino al tetto-terrazza.

Quella scala è stata la protagonista di molte sfilate di alta moda e di molti film tra cui "Il disprezzo" di Jean-Luc Godard, tratto dall'omonimo romanzo di Alberto Moravia, con protagonisti Brigitte Bardot e Michel Piccoli.

Gli interni sono monacali con pochi mobili e soltanto grandi finestre ad incorniciare la splendida natura circostante.

Certo, sarebbe interessante visitarla ma essa è di proprietà della Fondazione Giorgio Ronchi che la mantiene chiusa al pubblico.

Andate a leggere soltanto l'inizio della Statuto della suddetta Fondazione: diffondere la cultura.

E come la diffondi? Tenendo chiusa al pubblico una casa che è testimonianza di un periodo storico, di una visione che era quella di Curzio Malaparte?

Ma fatemi il piacere. 

 

 

sabato 24 gennaio 2026

DICE JAGO...

 

Dice Jago, giustamente: "E' una vita che non postiamo qualcosa di nostro." Ha ragione.

Questa poesia di Ipazia (scritta il 01.06. 2010, c'era un tempo in cui datavo le poesie) è famosa, anche se la conoscono in pochi.

Immagini di Ape stilizzata - Download gratuiti su Freepik 

L'APE

In metrò l'aria mancava

noi abitanti momentanei

di quel piccolo universo in movimento

respiravamo piano.

Un'ape si materializzò improvvisa

sulla testa di un distratto passeggero

che subito se ne infastidì

o se ne impaurì.

Un ragazzo in piedi

gli tolse il disturbo

di ammazzarla.

Io ho percepito la sua morte.

Troppo non si può sentire.

Altrimenti quante volte puoi morire? 

 

La domanda che mi pongo spesso è questa: "Si può vivere almeno un giorno senza fare del male a nessuno? Uomo, animale, pianta, sasso?

Ipazia 

 

 

 


 

mercoledì 14 gennaio 2026

La BIBBIA di Borso d' Este

 La Bibbia di Borso d 'Este ( due volumi) venne realizzata tra il 1455 e il 1461.

Il committente è Borso d' Este Signore e Duca di Ferrara. Pietro Paolo Marone si assunse l'oneroso compito di compilare in caratteri gotici su due colonne il testo in lingua latina.



Le preziose miniature vennero eseguite da Taddeo Crivelli e Franco dei Russi, assistiti da numerosi collaboratori. La spesa maggiore fu senza dubbio quella della miniatura , occorrevano, infatti, materiali pregiati come oro, pietre preziose, lacchè per i colori.

La Bibbia di Borso è  un vero capolavoro di ricchi fregi in filigrana di penna,  arricchiti da foglie, fiori, cornici vegetali, ghirlande adornate di putti. Non mancano figure fantastiche  come sirene, draghi, centauri. 

Le storie dell' Antico e Nuovo Testamento sono miniate nelle iniziali dei capoversi.

La Bibbia è  stata completamente digitalizzata e si può  liberamente consultare su EDL, Estense Digital Library, insieme ad altri tesori della biblioteca estense.


Avventurosa la storia della Bibbia di Borso: dopo aver attraversato indenne secoli e secoli di storia a Modena venne portata in Austria nel 1859 dal Duca Francesco V d' Austria-Este.

Gli eredi la misero in vendita sul mercato antiquario; nel 1923 il governo  italiano riuscì a comprarla, per circa 5 milioni di lire, grazie alla munificenza dell' industriale Giovanni Treccani.

Treccani finanziò anche il restauro e la riproduzione dell' opera. Anche grazie a questa generosità divenne poi Senatore  del Regno e ottenne, più tardi, il titolo di conte.

Non contento il  Conte Treccani fondò l' Istituto della Enciclopedia Italiana, a tutti universalmente nota come Enciclopedia Treccani.