sabato 12 giugno 2010

Ho visto anche degli Zingari Felici - Claudio Lolli

http://www.malinconicoblues-vinile.it/

ASPETTANDO IAGO.........


HO VISTO ANCHE DEGLI ZINGARI FELICI (1976)
(Testo e musica : Claudio Lolli)
Ed : Ed. EMI Music Publishing Italia Srl

E siamo noi a far ricca la terra
noi che sopportiamo
la malattia del sonno e la malaria
noi mandiamo al raccolto cotone, riso e grano,
noi piantiamo il mais
su tutto l'altopiano.
Noi penetriamo foreste, coltiviamo savane,
le nostre braccia arrivano
ogni giorno più lontane.
Da noi vengono i tesori alla terra carpiti,
con che poi tutti gli altri
restano favoriti.
E siamo noi a far bella la luna
con la nostra vita
coperta di stracci e di sassi di vetro.
Quella vita che gli altri ci respingono indietro
come un insulto,
come un ragno nella stanza.
Ma riprendiamola un mano, riprendiamola intera,
riprendiamoci la vita,
la terra, la luna e l'abbondanza.
E' vero che non ci capiamo
che non parliamo mai
in due la stessa lingua,
e abbiamo paura del buio e anche della luce, è vero
che abbiamo tanto da fare
e che non facciamo mai niente.
E' vero che spesso la strada ci sembra un inferno
o una voce in cui non riusciamo a stare insieme,
dove non riconosciamo mai i nostri fratelli.
E' vero che beviamo il sangue dei nostri padri,
che odiamo tutte le nostre donne
e tutti i nostri amici.
Ma ho visto anche degli zingari felici
corrersi dietro, far l'amore
e rotolarsi per terra.
Ho visto anche degli zingari felici
in Piazza Maggiore
ubriacarsi di luna, di vendetta e di guerra.

giovedì 10 giugno 2010


Oggi voglio insistere sull'argomento riguardante il rispetto per gli animali e per la loro vita.
Cercavo questa poesia di Wislawa Szymborska da molto tempo. Non la trovavo perchè non trovavo il libro che la contiene che è "Vista con granello di sabbia".
Wisława Szymborska è nata a Bnin Kòrnik in Polonia, il 2 luglio 1923.
Premiata con il Nobel nel 1996, era fino ad allora poco nota in Italia.
Ma il Nobel le ha dato molta notorietà ed ha fatto sì che tutte le sue opere (almeno quelle poetiche) venissero tradotte.
A me è molto simpatica perchè è una persona molto anticonvenzionale, molto diretta, un po' fuori dai circuiti ufficiali della poesia.
Le sue scelte stilistiche includono sia un linguaggio molto semplice, diretto, sia il verso libero in cui affiora molto spesso l'ironia.
In Polonia, i suoi volumi raggiungono cifre di vendita pari a quelle dei testi di autori "classici".
Una volta le chiesero se la poesia può occuparsi di storia.
Ella rispose che la poesia non solo può occuparsi di storia ma che, inevitabilmente, lo fa, dato che essa utilizza un linguaggio che ricava la sua forma esatta sia dallo spazio che dal tempo in cui nasce.


La crudeltà verso gli animali è tirocinio della crudeltà contro gli uomini.
Publio Ovidio Nasone ( 43 a .c.-17/18 d.c.) - poeta latino


Visto dall'alto

Su un viottolo giace uno scarabeo morto.
Tre paia di zampette ripiegate con cura sul ventre.
Invece del disordine della morte - ordine e pulizia.
L'orrore di questo spettacolo è moderato,
la sua portata locale, dalla gramigna alla menta.
La tristezza non si trasmette.
Il cielo è azzurro.

Per nostra tranquillità - gli animali non muoiono
ma crepano per così dire d'una morte più piatta,
perdendo - vogliamo crederlo - meno sensibilità
e mondo,
uscendo - così ci pare - da una scena meno tragica.
Le loro animucce mansuete non ci ossessionano
la notte,
mantengono la distanza,
conoscono i mores.

E così questo scarabeo morto sul viottolo
brilla non compianto verso il sole.
Basta pensarci per la durata di uno sguardo:
sembra che non gli sia accaduto nulla d'importante.
L'importante, pare, riguarda noi.
Solo la nostra vita, solo la nostra morte,
una morte che gode d'una forzata precedenza.