giovedì 15 luglio 2010

G. G. BELLI : Judgment day ( Sfida ad Ipazia)

Sfido direttamente Ipazia a tradurre, magari in napoletano e non in romanesco, la seguente poesia del Belli:

                             Judgment Day

Four sturdy angels, trumpets in their mouths,
Will take up their position in each corner
And sound the trump: then with a mighty shout
They' ll bellow : " Everyone come out in order!"

And then an endless line of skeletons
Will crawl out of  the earth on hands and knees,
And then put on the flesh and form of humans,
Clustering like cjicks around the mother hen.

This mother hen will be the Blessed God,                                  
Forming them into two streams, white and black,
One to go to the cellar, one to the roof.
And then there will descend a tinkling band
of cherubs, just like when we go to bed.
They will put all the lights out, and  Good Night.

Ipa, prenditi il tempo che vuole, è solo un gioco; considera che l' inglese mi sembra piuttosto maccheronico e che non devi tradurre in italiano ma in dialetto ( Es. l' inizio originale del Belli  suona come  Quattro angioloni co le tromme in bocca ), ciao, ciao...

 

mercoledì 14 luglio 2010

LA GRANDE GUERRA e la memoria moderna, Paul Fussel, il Mulino


 L' immagine qui sopra riprodotta è il fac-simile  della Field Service Post Card ( cartolina postale in franchigia), fornita ai soldati inglesi durante la prima guerra mondiale: se uno era stufo di scrivere poteva  cancellare semplicemente le frasi che "non servivano", tranne  " Io sto bene", anzi  " Io sto veramente bene",
con l' ingenuo ottimismo tipico di tutte le burocazie militari.
 Ancora quindi il potere della parola, questa volta racchiuso e delimitato nella rigidità della " formula", documento che richiede di compilare qualcosa, o di cancellarla o di spuntarla.
 I nostri , pochi, lettori potrebbero usarla per mandarci notizie della loro salute, se" malati o feriti, e ricoverati in ospedale, e stanno migliorando e sperano di uscirne presto, to be out again soon".

martedì 13 luglio 2010

Giuseppe Gioacchino Belli: ER BON GOVERNO, 25 settembre 1836

1822. ER BON GOVERNO

Un bon governo, fijji, nun è cquello
Che vv'abbotta l'orecchie in zempiterno
De visscere pietose e ccor paterno:
Puro er lupo s'ammaschera da aggnello.
Nun ve fate confonne: un bon governo
Se sta zzitto e ssoccorre er poverello.
Er restante, fijjoli, è ttutt'orpello
Pe accecà ll'occhi e ccomparì a l'isterno.
Er vino a bbommercato, er pane grosso,
Li pesi ggiusti, le piggione bbasse,
Bbona la robba che pportàmo addosso...
Ecco cos'ha da fà un governo bbono;
E nnò ppiàggneve er morto, eppoi maggnasse
Quant'avete, e llassavve in abbandono.