martedì 11 gennaio 2011



Una poesia veloce veloce, per l’inizio dell’anno. Un po’ in ritardo…



Il Primo Giorno dell'Anno di Pablo Neruda


Lo distinguiamo dagli altri
come se fosse un cavallino
diverso da tutti i cavalli.
Gli adorniamo la fronte
con un nastro,
gli posiamo sul collo sonagli colorati,
e a mezzanotte
lo andiamo a ricevere
come se fosse
un esploratore che scende da una stella.
Come il pane assomiglia
al pane di ieri,
come un anello a tutti gli anelli...
La terra accoglierà questo giorno
dorato, grigio, celeste,
lo dispiegherà in colline
lo bagnerà con frecce
di trasparente pioggia
e poi lo avvolgerà
nell’ombra.
Eppure
piccola porta della speranza,
nuovo giorno dell’anno,
sebbene tu sia uguale agli altri
come i pani
a ogni altro pane,
ci prepariamo a viverti in altro modo,
ci prepariamo a mangiare, a fiorire,
a sperare.

Antologia Palatina, Alcudio di Samo





Voglio vederti...        



  Voglio vederti nuda


             Voglio baciarti nuda


                        Voglio scoparti nuda



lunedì 10 gennaio 2011


L' uomo che guardava passare i treni guardò passare l' ennesimo treno. Si accomodò meglio sulla panchina, alzò il bavero del loden verde, rabbrividì appena, il vento era freddo , la pioggia iniziava a cadere.
Passò sferragliando un altro treno, l' uomo lo guardò, rassegnato; cosa poteva fare, se non guardare passare i treni?
L' homme qui regardait passer les trains, sì in Francia era un' altra cosa, altri treni, altre ferrovie, altre stazioni, altra musica, altre donne.
E in Germania allora?  Sì, De man die treinen voorbu zag ruden,
suonava un pò duro, ma non poteva dimenticare l' odore del carbone, la pioggia pesante di Amburgo, e quei treni, quei treni neri e lucidi, il vapore che si fondeva con la nebbia.
 E  cosa dire The man who watched trains go by, go by,- good bye- disse al treno che passava in quel momento, guardandolo al tempo stesso con affetto e disperazione. In Gran Bretagna i treni erano, erano come dire, imperiali o proletari , assurdamente in orario, ordinatamente affollati.
                                                                                     









J. Waldeen