sabato 2 luglio 2011

Caro Fiume ( Solo la pioggia...) GiuseppeCesaroPoeta

Prima stesura


Dear River(sottofondo una canzone melodica di Elvis Presley ma i
motivi sono anche un pò leopardiani)


Caro Fiume disegno il volto di un ragazzo
un pò malinconico
mentre una ragazza lo saluta dal balcone.
Sono frammenti di ricordi
da mettere in una cornice. i
What time?
Il tempo è volato via
e non ce ne siamo nemmeno accorti.
Il mondo presente ci appare estraneo
ed anch'io forse
per un momento di celebrità
mi sono perduto a raccontarmi
in chi nemmeno mi conosce
o forse tutti non ricordiamo più
il nostro mondo
perdutesi in specchi di storie.
Una chitarra elettrica
fa risuonare nell'aria la nostalgia.
Who going?
Presenterò la poesia al vecchio amico
che come me vide
le rondini del borgo
volare a pelo d'acqua come oggi
prima di volare verso il mare
ma ora rimango solo con la pioggia
la sola che asciuga le lacrime
di marilù.








Pensavo che le poesie di GiuseppeCesaro venissero fuori come la lava erutta da un vulcano, che non ci fosse una vera elaborazione e preparazione ( il che non è detto sia un male), invece,dopo un duro e defatigante lavoro di ricerca sul già citato blog di GCP, ho trovato la prima , ritengo, stesura di una poesia che abbiamo già pubblicato,vedi post del 27 giugno e 30 dicembre 2010, intitolata (da noi) Solo la pioggia può bagnare..., mentre il titolo originale  è in realtà Dear River ( Caro Fiume).
  Sembrano, e forse sono, due poesie completamente diverse; la prima stesura fin troppo tradizionale e direi, quasi, adolescenziale, con temi risaputi, il ragazzo malinconico, i frammenti di ricordi, etc. Anche la versificazione non è eccezionale, anzi.
Però, in nuce, appaiono  già i versi che faranno di Solo la pioggia... un piccolo capolavoro: gran parte della poesia viene rivoluzionata; GiuseppeCesaro lascia da parte il tema adolescenziale , la prima parte della poesia è quasi totalmente abbandonata senza ripensamenti, il grande sentimento poetico di Cesaro individua istintivamente i versi che vanno salvati e messi in rilievo: l' inizio spiazza il lettore, parlandogli di una poesia che è ancora sconosciuta, ancora tutta da leggere, e ,nello stesso momento, il lettore diventa il "vecchio amico che me l'ha chiesto", ed insieme a Giuseppe non ci accorgiamo del "tempo che è volato via".  Ora siamo "sul caro fiume" , probabilmente un accenno alla canzone Dear River di cui al titolo della prima stesura, ed è inevitabile che da qui , in questo riposto ancestrale, il mondo di oggi non possa che essere estraneo...
O forse, per stare a GiuseppeCesaro, ci siamo tutti persi " per cercare quel quarto d' ora di celebrità", o siamo finiti nella selva odierna di storie e specchi, non per questo meno oscura e paurosa di quella dantesca.
Ma infine che importa, che resta di tutto questo?
Come solo Cesaro poteva dire:

e solo la pioggia
può bagnare le lacrime di Marilù.


y tambien...

y sólo la lluvia
puede mojar las lágrimas de Marilù







Presenterò la poesia a un vecchio amico
che me l 'ha chiesto...
il tempo è volato via
e non ce ne siamo nemmeno accorti
E il mondo di oggi-caro fiume ci appare estraneo
o forse mi sono perso
per cercare quel quarto d'ora di pubblicità
o tutti siamo finiti in una selva
con specchi storie
e solo la pioggia
può bagnare le lacrime di Marilù.

venerdì 1 luglio 2011

GiuseppeCesaroPoeta




ho portato due bottiglie blu mare
 
alla cittadella d'arte
 
c'è anche una cesta...di ciliegie

 

martedì 28 giugno 2011

GiuseppeCesaroPoeta

 Ho continuato a scandagliare il blog di Cesaro in cerca di altre perle rare: in questa poesia, non bellissima invero, ho messo in corsivo la pennellata di genio poetico di CesaroPoeta; in pochi , semplici versi ti porta in una fredda giornata, stretto alla tua amata, tra le foglie che cadono e la pioggia che sta arrivando. E, dimenticavo, tutto questo in una  poesia di Prevert.


Disegnando un'alba nella notte

L'alba è su un muRO*

che un pittore ha dipinto di notte
in una terra giardino
ricca di stelle
e sembra al suo sguardo un istante eterno
come un minuscolo bacio
dato all'amata al parco di Parigi
in una giornata d'inverno
di una poesia di Prevert.

 
All'Alba ci sveglieremo
e potremo più distanti dal muro
vedere una storia passata lunga
come un viaggio forse mai concluso
e ripartire nel mare dell'infinito
con delle note d'infanzia
per accendere altre notti di stelle



* muRO, non so perchè, scritto in questo modo, rende meglio l' idea di muro , chiamiamola licenza poetica.