domenica 15 aprile 2012

L' EAU VERTE DU LETHE... Nicholas Moore

-L’EAU VERTE DU LETHE


(“No, no; go not to Lethe” —K.
“Coffined in greenweed. . .”
                                         —N. M.: Recreations of a Blue Sonneteer
“Natives of poverty, children of malheur,
The gaiety of language is our seigneur”
                                          — W. S.: Esthéthique du Mal)
(for Charles Osborne — “Nolan, me tangere” —aussi!)

I am like a too old king in a too rainy country;
Rich, but powerless to effect an entry
Into the world of my advisers with their degrading pow-wows,
Contenting myself with the boredom of similar, cringing beasts, like bow-wows.
Nothing amuses me—not cricket, nor bowls, nor the mynah;
Nor the sight of my people dying before my veranda.
The grotesque mouthings of my favourite idiot
Can’t distract me from this terrible disease I’ve got.
My bed, with its iris decor, turns into a sarcophagus
And the girls of my establishment for whom all kings are gorgeous
Can’t think up anything out of Quant or Dior
Sufficient to raise a skeletal grin or guffaw,
Nor can the canny men who mint my note and coin-
Remove from it the corrupting stench within.
Even those blood-baths the Romans introduced
And which in their old age our own power-mad boys have used
Again and again are not enough to fire my corpse or fill
Its languid watery veins with blood or will.

Nicholas Moore
89 Oakdene Road,
St. Mary Cray,
Kent,
BR5 2AL



Io sono come un re troppo vecchio di un paese troppo piovoso;
ricco, ma senza il potere  di riuscire a penetrare
nel mondo dei miei consiglieri con i loro banchetti degradanti,
mi accontento  con la noia di qualcosa di simile, di cani striscianti ed ululanti.
Niente riesce a divertirmi - non il cricket, non il calcio, neppure una gracula.
Neanche la vista del  popolo che muore di fronte al mio balcone.
I grotteschi discorsi del mio idiota preferito
non possono distrarmi dal terribile morbo che mi ha colto.
Il mio letto , decorato da gigli, si tramuta in un sarcofago
e le ragazze del mio regno per le quali tutti i re sono adorabili
non riescono ad inventare nulla tranne Quant e Dior
che possa strappare un sorriso scheletrico o uno sghignazzo
Nè possono quei furbi che che per me battono moneta
rimuovere quel lezzo di putrefazione dentro.
Anche quei massacri introdotti dai Romani
e che nella loro vecchiaia i nostri stessi aguzzini hanno usato
più e più volte  non bastano a bruciare la mia salma o a riempire
 di sangue e vita le sue vene languide ed acquose .

Lés dés sont pipès presenta: Federico Garcìa Lorca, DANCA DE LA MUERTE


*   *   *


Que ya las cobras silbarán ...



   IO PROTESTAVO TUTTI I GIORNI.

Protestavo vedendo i ragazzini negri...pulire le sputacchiere di uomini gelidi che parlano come anatre. Protestavo di tutta questa carne rubata al paradiso... 


 HO VISTO CON I MIEI OCCHI

l' ultimo crack in cui si persero vari trilioni di dollari, un vero ammasso di denaro sprecato precipitato in mare e , tra tanti suicidi, persone isteriche e gruppi di sbandati, mai ho sentito l' impressione della morte reale, della morte senza speranza, della morte che è marciume e niente altro, come in quell' istante, perchè era uno spettacolo terribile ma senza grandezza.
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Da : Un poeta en Nueva York, conferenza tenuta da Federico Garcìa Lorca il 16 marzo 1932 alla Residencia de Senoritas de Madrid per illustrare il suo Poeta en Nueva York.

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DANCA DE LA MUERTE  

 


 Ormai i cobra fischieranno sugli ultimi piani.
Ormai le ortiche faranno tremare cortili
e terrazzi.
Ormai la Borsa sarà una piramide di muschio.
Ormai verranno le liane dopo i fucili
e molto presto, molto presto, molto presto.
Ah! Wall Street!




Que ya las cobras silbarán por los últimos pisos,
que ya las ortigas estremecerán patios y terrazas,
que ya la Bolsa será una pirámide de musgo,
que ya vendrán lianas después de los fusiles
y muy pronto, muy pronto, muy pronto.
¡Ay, Wall Street! 




 Os dados são chumbados

NICHOLAS MOORE, un altra traduzione SPLEEN

 SPLEEN

(
for James Laughlin—and all the old directions)
(“ It is as though Baudelaire were to be re-written, over the biscuits and sherry, by
Walter Bagehot”
—Kenneth Rexroth: New British Poets)



 

I’m like the Laureate of a clouded empire,
Whose words are gold, but powerless: whose entire
Youth has been spent on old men’s vanities.
Bored with mad dogs and life’s inanities,
Nothing can make him giggle, bird or ape,
Nor all his tribe half-dying at the gate:
Nor all the loony japes of Lennonese
Distract him from this self-imposed disease.
He’s filled his bed with flowers; it’s still a grave.
Women, however lewdly they behave,
Can’t reconcile him to his princely rule,
Nor raise one titter from this grave, young fool.
The goldeii tongue of Dylan can’t contrive
With all its bone and gore to keep alive
Through all the bloody rain of death’s dominion
One sickly cry from this sick skeleton,
Nor can Analysis warm up this Case.
There’s no blood there: just green spleen in its place.








Sono come  il Monarca  Incoronato di un impero nuvoloso,
le cui parole siano d' oro, ma impotenti: la cui intera
gioventù fu sprecata per le vanità di un vecchio.
Annoiato da cani folli e dalle stupidità della vita,
nulla, che sia ape od uccello, lo fa più ridere,
neppure tutta  la sua tribù mezza morta di fame che preme alla porta,
neppure tutti gli scherzi da matto di Lennonese
lo distraggono dalla malattia che si è auto inflitta.
Si è riempito il letto di fiori; sembra una tomba,
Neppur le donne che s' atteggiano a puttane
 possono tornarlo  alla sua vita da principe regnante
né fare uscire almeno un sorrisino stento da questa tomba , giovane imbecille,
La bocca d' orii di Dylan non trova modo,
con tutte le sue ossa e sangue coagulato, di far rivivere,
attraverso la pioggia di sangue del regno della morte,
neppure un uggiolare malaticcio da questo scheletro ammalato.
Nè può la psicoanalisi riscaldare questo Paziente.
Non c'è sangue qui; solo un verde spleen  che scorre al suo posto.


 Kenelme Sexnoth Pope
The Poetrie Diabblers’ Union,
New Directions,
Norfolk,
Conn. (U.S.A.)