sabato 6 settembre 2014

A scarda rint' a n'uocchio

Napoli, 20 aprile 2014

Poesia per mio figlio Simone, per il suo già trascorso ma non per questo meno importante, compleanno.

A scarda rint’a n’uocchio
Lungo tutta l’infanzia
E pure dopo
L’evento si ripresentava
Immutabile.
A causa sua andammo
In tutti gli ospedali cittadini
Per rimuovere gli oggetti
Più inconsueti
Infiltrati chissà come
Negli occhi di Simone.
Ma l’ultima volta
Fu degna di menzione.
Mio figlio
Pur già grande
Incorse nel medesimo incidente.
Senza sorpresa alcuna
Giacchè tanta era l’iterazione
Si recò presso il solito ospedale.
“Dottore”, disse, ho una cosa nell’occhio
“non so come chiamarla, granello,
polvere di smog o fil di ferro.”
Il dottore guardandolo allibito
Rimise tutto a posto
Dando a mio figlio
Della vita emerita lezione.
“Guagliò”, disse, quanti chiacchiere
Chell’  ca tieni
È sulo na scarda rint’ a n’uocchio!”

Poesia di Ipazia

giovedì 4 settembre 2014



BI   __________poLarR  disOr. der



Fr Fr Frizzanoooooo

le Nnuvoleeee rosate dorate all'

                                  ORIZZONTE




Cinthya

          amante disperata___ primavera.

domenica 31 agosto 2014

Caro Jago, la tua poesia mi e' piaciuta un sacco

L'unico verso che mi risulta un po' oscuro e' quel ...swallowed at american hooks. Ma, comunque, te lo dico un'altra volta: io e te dovevamo fare un altro mestiere, forse...
Chiedo scusa ai lettori ma c'e' stato un crash down di tutti i miei PC.
Vi regalo una mia poesia che, forse, ho gia' postato in passato sul blog.
Ma tanto che fa...

METACONGIUNTIVO


Il congiuntivo e' un modo
banale di parlare
che nessun poeta
dovrebbe usare
e' il modo dei rimpianti e delle pene
del quando, se, ma dove, forse che
del tempo che rimane e che fuggi'
di lei che non rimase e mi tradi'
di quello che avrei fatto se se si'
il congiuntivo e' un modo
banale di parlare
che nessun poeta
dovrebbe usare.