lunedì 29 settembre 2014

E siccome Jago è in quel di Siviglia...And, since Jago is in Siviglia...



Lo sapevate che Amapola in spagnolo significa papavero?
Did you know that Amapola is a Spanish word for  poppy?

E che è anche il titolo di una canzone famosissima scritta nel 1924 dal compositore di Cadice Josè Maria Lacalle Garcìa (che in seguito si fece chiamare Joseph Lacalle)? E che il testo in inglese fu scritto da Albert Gamse nel 1940?

And that it is also the title of a very famous 1924 song by the Cádiz-born composer Josè Maria Lacalle Garcìa (later Joseph Lacalle)? And that the English lyrics were written by Albert Gamse in 1940?

Ho sempre pensato che Amapola fosse un nome molto strano da dare ad una donna.
Dont'you think that Amapola is a very unusual female name?

Here are the Spanish lyrics

Amapola, lindìsima Amapola,
Serà siempre mi alma tuya, sola.
Yo te quiero, amada niña mía,
Igual que ama la flor la luz del día.

Amapola, lindísima Amapola,
No seas tan ingrata,  ámame.
Amapola, Amapola,
¿ Cómo puedes tú vivir tan sola?

Mi amor es en los hierros de tu reja
Mi amor escuché mi triste queja
De amor que todo en mi corazón
Diciendome asi
Con su dulce cancion.

English lyrics (by Albert Gamse)

Amapola, my pretty little poppy,
You're like the lovely flower so sweet and heavenly.
Since I found you my heart is wrapped around you,
And, seeing you, it seems to beat a rhapsody.

Amapola, the pretty little poppy
Must copy its endearing charms from you.
Amapola, Amapola,
How I long to hear you say "I love you."








Una cartolina da Cadiz




sabato 20 settembre 2014

Così, per continuare dall'ultimo post di Jago e dalle suggestioni che esso evoca...















Il ritmo antico che è nei piedi scalzi,
Quel ritmo ripetuto dalle ninfe,
Che sotto l'albereta, 
Scandiscono la danza,
Voi lo evocate sulla bianca riva,
Scurita dalla spuma; voi, bambini,
Che ancor non vi curate
Di curarvi, posate
La chiassosa ruota, quando Apollo flette,
Come alto ramo, la curva blu che illumina,
E la marea perenne
Scorre, flusso o riflusso.

Ricardo Reis

giovedì 18 settembre 2014

DE REDITU ( IL RITORNO),Rutilio Namaziano, a cura di Alessandro Fo


"De reditu di Rutilio Namaziano è il resoconto di un viaggio di addio ad un mondo felice. L'autore è costretto dalle invasioni visigotiche ad abbandonare Roma, centro dell'universo civile e suo personale, per ritornare nella Gallia Narbonese, sua terra natale, per far fronte ai danni delle scorrerie barbariche..."


Solvimus aurorae dubio, quo tempore primum
agnosci patitur redditus arva color.
Progredimur parvis per littora proxima cymbis,
quorum perfugio crebra pateret humus.
Aestivos penetrent oneraria carbasa fluctus:
Tutior autumnus mobilitate fugae.
Alsia praelegitur tellus Pyrgique recedunt,
nunc villae grandes, oppida parva prius.
Iam Caeretanos demonstrat navita fines:
Aevo deposuit nomen Agylla vetus.

Salpiamo all'alba, in una luce ancora irrisolta,
    quando il colore, da poco tornato sui campi,
           li lascia scorgere.
Tenendoci stretti alla costa avanziamo con piccole
            barche
cui spesso la terra a rifugio apra insenature.
D'estate escano in mare aperto le vele dei grossi
             carichi,
d'autunno è più cauto disporre di un'agile fuga.
Si scorre dinanzi alla terra di Alsio, e Pirgi retrocede,
un tempo piccoli villaggi, ora gran ville.
Già il marinaio addita i confini di Cere:
col tempo Agilla ha deposto il nome antico.


Qui il link al testo completo in latino:  DE REDITU SUO:



Qui invece il link al film , girato con risorse limitate, ma da vedere.