giovedì 9 ottobre 2014

Paul Verlaine, da CLAIRE DE LUNE, CHIARO DI LUNA, trad.Mario Pasi




                                                     ...
Toun en chantant sur le mode mineur
l'amour vainqueur et la vie opportune
ils n'ont pas l'air de croire à leur bonheur
et leur chanson se mêle au claire de lune

Cantando in modo minore
l'amore che vince e la vita opportuna
non paiono credere alla loro felicità
e la loro canzone si mischia al chiaro di luna.


CLAIRE DE LUNE -Foto Gabriele Panciroli




sabato 4 ottobre 2014

Una Roma ventosa e solitaria ..., di James Waldeen, trad. A Panciroli


  

Una Roma ventosa e solitaria è l'occasione per tornare a scriverti di nuovo, dopo così  tanto tempo, scriverti di come, in questi giorni mi si fissino, coagulino quasi, in certi particolari momenti, i sentimenti più disparati: niente ripensamenti, niente ricordi, piuttosto il senso di una continuità che ci prende nel suo inarrestabile corso.
 E allora mi scorrono davanti giorni pieni di amore e speranza, altri vuoti e senza vita, e mille domande affollano le mie vene ed urgono di risposte che già so introvabili. Talvolta sembra che tutto debba una chiarificazione esplosiva ed illuminante, e che la mia via e la mia vita siano segnate in modo finalmente sicuro e pieno, ma ecco, naturalmente, che ogni segno, ogni traccia svaniscono nei dubbi e nei sogni incompiuti...


Una rara immagine di J. Waldeen
Foto dell'autore

Mi ritrovo in preda ai soliti amletici interrogativi. Solo una cosa è certa e sicura: la nostra amicizia, che va affrontando, è inevitabile, ostacoli ed avversità, ed è sofferta ma generosa, contorta e guizzante, e luci ed ombre ne coprono e ne svelano i segreti e le menzogne, le verità folgoranti, le tentazioni; peccati e tradimenti la umiliano, e slanci ed amore la innalzano; ed è così disperatamente umana e  tenera, così fragile ed invincibile, quasi fuori dal tempo, sembra  viva come una cosa a sé indipendente da noi e dagli altri e dalle innumerevoli traversie della vita.




 NdT:James Waldeen, nato a Chattanooga ( Tennessee) nel 1945 è un poeta relativamente poco conosciuto; praticamente introvabili i suoi versi in Italia, d' altronde ormai rari anche negli Stati Uniti. Anche sul Web è difficilissimo, se non impossibile, reperire sue notizie. Su Google si trova sempre nelle ultime pagine , a volte neanche in quelle. Unica raccolta conosciuta " The Man Who Watched Trains Go By" .

CATULLO,Vivamus, mea Lesbia, atque amemus..., nella traduzione di Guido Ceronetti






Vivamus, mea Lesbia, atque amemus,
rumoresque senum severiorum
omnes unius aestimemus assis.
Soles occidere et redire possunt:
nobis cum semel occidit brevis lux,
nox est perpetua una dormienda.
Da mi basia mille, deinde centum,
dein mille altera, dein secunda centum,
deinde usque altera mille, deinde centum,
Dein, cum milia multa fecerimus,
conturbabimus illa, ne sciamus,
aut ne quis malus invidere possit,
cum tantum sciat esse basiorum.



Vita e amore a noi due Lesbia mia
E ogni acida censura di vecchi
Come un soldo bucato gettiamo via.
Il sole che muore rinascerà
Ma questa luce nostra fuggitiva
Una volta caduta, noi saremo
Premuti da una notte senza fine.
Dammi baci cento baci mille baci
E ancora baci cento baci mille baci!
Le miriad dei nostri baci
Tante saranno che dovremo poi
Per non cadere nelle malìe
Di un invidioso che sappia troppo,
Perderne il conto scordare tutto.