giovedì 7 novembre 2019

The house was quiet and the world was calm

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The house was quiet and the world was calm
by Wallace Stevens

The house was quiet and the world was calm.
The reader became the book; and summer night

Was like the conscious being of the book.
The house was quiet and the world was calm.

The words were spoken as if there was no book,
Except that the reader leaned above the page,

Wanted to lean, wanted much most to be
The scholar to whom his book is true, to whom

The summer night is like a perfection of thought.
The house was quiet because it had to be.

The quiet was part of the meaning, part of the mind:
The access of perfection to the page.

And the world was calm. The truth in a calm world,
In which there is no other meaning, itself

Is calm, itself is summer and night, itself
Is the reader leaning late and reading there.


La casa era silenziosa ed il mondo calmo
di Wallace Stevens

La casa era silenziosa ed il mondo calmo.
Il lettore divenne il libro; e la notte estiva

Era come la coscienza del libro.
La casa era silenziosa ed il mondo calmo.

Le parole pronunciate come se non ci fosse alcun libro,
Ma il lettore era chino sulla pagina,

Voleva curvarsi su di essa, voleva più di tutto essere
Lo scolaro per cui il libro è vero, per cui

La notte estiva è come la perfezione del pensiero.
La casa era in silenzio perché doveva esserlo.

Il silenzio era parte del significato, parte della mente:
L'accesso alla perfezione sulla pagina.

E il mondo era calmo. La verità in un mondo calmo,
In cui non c'è nessun altro significato, esso stesso

E' calmo, è l'estate e la notte, esso stesso
E' il lettore chino a tarda notte che lì legge.

Traduzione di Ipazia

martedì 22 ottobre 2019

PAUL EDUARD, La dame de carreau, La donna di quadri. Traduzione di Carmine Mangone


Tout jeune, j'ai ouvert mes bras à la pureté. Ce ne fut qu'un battement d'ailes au ciel de mon éternité, qu'un battement de coeur amoureux qui bat dans les poitrines conquises. Je ne pouvais plus tomber. Aimant l'amour. En vérité, la lumière m'éblouit. J'en garde assez en moi pour regarder la nuit, toute la nuit, toutes les nuits. Toutes les vierges sont différentes. Je rêve toujours d'une vierge. A l'école, elle est au banc devant moi, en tablier noir. Quand elle se retourne pour me demander la solution d'un problème, l'innocence de ses yeux me confond à un tel point que, prenant mon trouble en pitié, elle passe ses bras autour de mon cou. Ailleurs, elle me quitte. Elle monte sur un bateau. Nous sommes presque étrangers l'un à l'autre, mais sa jeunesse est si grande que son baiser ne me surprend point. Ou bien, quand elle est malade, c'est sa main que je garde dans les miennes, jusqu'à en mourir, jusqu'à m'éveiller. Je cours d'autant plus vite à ses rendez-vous que j'ai peur de n'avoir pas le temps d'arriver avant que d'autres pensées me dérobent à moi-même. Une fois, le monde allait finir et nous ignorions tout de notre amour. Elle a cherché mes lèvres avec des mouvements de tête lents et caressants. J'ai bien cru, cette nuit-là, que je la ramènerais au jour. Et c'est toujours le même aveu, la même jeunesse, les mêmes yeux purs, le même geste ingénu de ses bras autour de mon cou, la même caresse, la même révélation. Mais ce n'est jamais la même femme. Les cartes ont dit que je la rencontrerai dans la vie, mais sans la reconnaître. Aimant l'amour.



Gala Eluard Dalì





Giovanissimo, ho aperto le braccia alla purezza. Non ci fu che un battito d’ali nel cielo della mia eternità, un battito del cuore innamorato che batte nei petti conquistati. Non potevo più cadere.
Amando l’amore. In verità, la luce mi abbaglia. Ne possiedo abbastanza in me per guardare la notte, tutta la notte, tutte le notti.Tutte le vergini sono diverse. Io sogno sempre una vergine.
A scuola lei è nel banco davanti a me, col grembiule nero. Quando si volta per chiedermi la soluzione d’un problema, l’innocenza dei suoi occhi mi confonde a tal punto che lei, avendo pietà del mio turbamento, mi getta le braccia intorno al collo.
Altrove, mi abbandona. Sale su un battello. Siamo quasi estranei l’uno all'altra, ma la sua giovinezza è così grande che il suo bacio non mi sorprende affatto.
Oppure, quando è malata, è la sua mano che tengo fra le mie, fino a morirne, fino a risvegliarmi.
Tanto più rapido accorro ai suoi appuntamenti, se ho paura di non avere il tempo d’arrivare prima che altri pensieri mi rubino a me stesso.
Una volta, il mondo stava per finire e noi ignoravamo tutto del nostro amore. Lei cercò le mie labbra con dei movimenti della testa lenti e carezzevoli. Ho davvero creduto, quella notte, che l’avrei ricondotta al giorno.
Ed è sempre la stessa confessione, la stessa giovinezza, gli stessi occhi puri, lo stesso gesto ingenuo delle sue braccia intorno al mio collo, la stessa carezza, la stessa rivelazione.
Ma non è mai la stessa donna.
Le carte hanno detto che la incontrerò ancora nella vita, ma non la riconoscerò.
Amando l’amore.








sabato 19 ottobre 2019

PAUL ELUARD, Insomnie. PAUL ELUARD , Pauvre



                                                                  INSOMNIE


Je reculais lentement. Je devins inactif, improductif; je devins intangible, invisible,                           incompréhensible. Une nuit encore, on m' illumina, faiblement; puis ce fut la tombe,
 toute panachée de racines, d 'animaux luisants, d'os. Personne ne s'en doutait, personne ne m' y suivit



Indietreggiavo lentamente. Diventavo inattivo. improduttivo; diventavo intangibile, invisibile, 
incomprensibile. Un'altra notte,mi illuminai, debolmente; poi venne la tomba, tutta ingombra di radici, di animali splendenti, di ossa. Nessuno lo comprese, nessuno mi seguì.




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PAUVRE

C'est le mystère de l'air pur, celui du blé. C' est le mystère de l' orage, celui du pauvre. Dans les pauvres maisons, on aime le silence. On aime aussi le silence. Mais les enfants crient, les femmes pleurent, les hommes crient, la musique est horrible. On voudrait faire la moisson  et l'on fait honte aux étoiles. Quel  désordre noir, quelle pourriture, quel desastre! Jetons ce langes au ruisseau, jetons nos femmes a la rue, jetons notre pain aux ordures, jetons-nous  au feu, jetons-nous au feu!


E' il mistero dell'aria pulita, quello del frumento. E' il mistero della bufera, quello della povertà. Nelle povere dimore ci piace il silenzio. Ci piace molto il silenzio. Ma i bambini piangono, le donne piangono, gli uomini gridano, la musica è orribile. Vorremmo fare la mietitura e facciamo vergognare  le stelle. Che disordine nero, che marciume, che disastro! Gettiamo i panni nel ruscello, gettiamo le nostre donne per strada, gettiamo il nostro pane nelle immondizie, gettiamoci nel fuoco, gettiamoci nel fuoco!