Visualizzazione post con etichetta LAPIDE. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta LAPIDE. Mostra tutti i post

sabato 30 settembre 2017

LEONARDO SINISGALLI, Lapide






Lapide








Non è un orto
o un giardino
il cimitero
dove io sono sepolto.
È un luogo assorto,
un muro.
Ogni bene è scontato,
ogni debito pagato
e il nome tutelato.
Mio amico, fratello
contami i vecchi giuochi,
il fumo, i fuochi antichi.
Prendi di me l'effige,
le rughe, la fuliggine,
le lacrime, la ruggine.
Non è un orto
o un giardino
il cimitero dove io sono sepolto.
È un regno spento, muto.
Qui l'amore è perduto.
Qui la festa è finita.

@@@



It's not a garden
or an orchard
the cemetery
where I am buried.
It is a pensive place,
a wall.
Every good is taken
any debt paid
and protected is the name.
My friend, brother
tell me the old games,
the smoke, the ancient fires.
Get by me the effigy,
the wrinkles,the soot,
the tears, the rust.
It's not a garden
or an orchard
the cemetery
where I am buried.
It's a dumb, lifeless realm,
Here  the love is lost.
Here the feast is over.





domenica 19 giugno 2016

LEONARDO SINISGALLI e IL VIALE DEI CANTI,



                                           Il Viale dei Canti






 La poesia di Leonardo Sinisgalli si fa scultura murale, abrasa e narrata, lungo i 50 metri di parete del magnifico e settecentesco Hotel de Galliffet, sede dell’Istituto Italiano di Cultura a Parigi.

Ribattezzato “Il Viale dei Canti”, la straordinaria opera d’arte multimodale è stata inaugurata nella capitale francese lo scorso 26 maggio, in omaggio ai legami tra Francia e Italia, attraverso la riproduzione visiva e sonora dei versi di cinque poeti italiani.

Leonardo Sinisgalli è tra questi, con la poesia “Private prospettive”, tratta da Il passero e il lebbroso (1970), uno dei suoi testi più diffusi in Francia, dove il poeta delle due Muse è molto apprezzato, anche grazie alle traduzioni di Jean-Yves Masson e Thierry Gillyboeuf.

                                                                                                                                              Tratto da ANSA


Nella  impossibilità di trovare in rete la poesia (sic!),  abbiamo scelto invece:


                                                             Lapide


Non è un orto
o un giardino
il cimitero
dove io sono sepolto.
È un luogo assorto,
un muro.
Ogni bene è scontato,
ogni debito pagato
e il nome tutelato.
Mio amico, fratello
contami i vecchi giuochi,
il fumo, i fuochi antichi.
Prendi di me l'effige,
le rughe, la fuliggine,
le lacrime, la ruggine.
Non è un orto
o un giardino
il cimitero dove io sono sepolto.
È un regno spento, muto.
Qui l'amore è perduto.

Qui la festa è finita.