sabato 6 novembre 2010

ORAZIO, Satire, III , versi 260, 271 . Trad. R. Ghiotto

 Amator exclusus qui distat, agit ubi secum...

Non si comporta così anche un amante respinto che dentro di sè dibatte se andare o non andare là dove finirà, non chiamato, per tornare; e intanto non si stacca dalla detestata porta di lei. " Non andrò nemmeno adesso, che mi ha chiamato? O non è meglio che pensi a metter fine a queste angosce? Mi ha cacciato; ora mi richiama. Ci tornerò? No, neanche se mi supplica in ginocchio." Ed ecco cosa dice il servo, che ha più testa di lui, e parecchio: " Padrone, queste cose, che non hanno misura nè criterio, non si possono affrontare con misura e criterio. Sono i guai dell' amore: guerra, poi di nuovo pace; vicende mobili e fluttuanti secondo una sorte cieca quasi al modo delle fasi del tempo; e chi si adoperasse a renderle stabili a suo vantaggio, non ne caverebbe niente, come se volesse mostrarsi  pazzo, ma con misura e con un certo criterio."

mercoledì 3 novembre 2010


Oggi vi parlerò del MacGuffin che è un termine coniato da quel genio di Alfred Hitchcock per indicare un espediente attraverso il quale si fornisce dinamicità alla trama.
Il MacGuffin è un qualcosa che per i personaggi del film ha un'importanza cruciale, attorno al quale si crea enfasi e si svolge l'azione ma che non possiede un vero significato per lo spettatore.
L'esempio per eccellenza di MacGuffin si trova nel film di Hitchcock, Psycho, uscito nel 1960. Candidato a quattro Oscar, è stato il maggior successo commerciale del regista, il più imitato e omaggiato e nel 1992 è stato scelto per la preservazione nel National Film Registry della Biblioteca del Congresso degli Stati Uniti.
Forse non tutti sanno che il film è tratto dall'omonimo romanzo di Robert Bloch e che il personaggio di Norman Bates (l’assassino) è ispirato alla figura di Ed Gein che, nel periodo tra il 1947 e il 1957, uccise due persone nella zona di La Crosse e Plainfield nel Wisconsin, creando decorazioni casalinghe con i resti delle vittime.
In Psycho l'esempio per eccellenza di MacGuffin è la busta con i 40.000 dollari: il film inizia, infatti, con una ragazza che ruba dei soldi e li porta via con sé fuggendo dalla città nascondendoli in una busta da lettere che viene ripetutamente ed insistentemente inquadrata come fosse il fulcro della storia; più avanti, però, la trama prende una piega del tutto diversa e la busta esce di scena, per cui alla fine lo spettatore capisce che i soldi non erano altro che un espediente per mettere in moto la vera storia!
Curiosità:
La scena della doccia (45 secondi) è formata da 70 inquadrature, ha richiesto una settimana di riprese e l'uso di una controfigura per la Leigh.
L'accoltellamento dura 22 secondi, per un totale di 35 inquadrature.
Il liquido che scorre nella doccia è cioccolato fuso.
In nessuna delle numerose scene montate per l'omicidio nella doccia si può vedere il coltello affondare nel corpo di Marion; è il montaggio serrato, che fa supporre allo spettatore quello che non si vede.
La colonna sonora di Bernard Herrmann fu eseguita da un'orchestra composta esclusivamente di archi.
L'originale usato per il motel, in stile "gotico californiano", è in realtà più piccolo di una vera casa ed è ancora conservato agli Universal Studios.
Alfred Hichcock ideò una clausola commerciale nel contratto che poi sarebbe diventata legge: impedire agli spettatori di entrare a film iniziato; il trailer da lui stesso ideato prevedeva una voce finale fuori campo che diceva: "Il film che dovete vedere dall'inizio o non vedere affatto".
In Italia il titolo del film perde un’ acca, diventando Psyco.
Vi lascio con un altro celebre esempio di MacGuffin che è quello attorno al quale ruota il “mistero della valigetta” nel film Pulp Fiction: alla fine dell'opera lo spettatore non sa che cosa contenga una valigetta (che rappresenta il MacGuffin), che tuttavia il regista ha potuto utilizzare per giustificare diverse sequenze narrative.





giovedì 28 ottobre 2010

Stephen Crane, The red badge of courage

The cold passed reluctantly from the earth, and the retiring fogs revealed an army stretched out on the hills, resting. As the landscape changed from brown to green, the army awakened, and began to tremble with eargeness at the noise of rumors. It cast its eyes upon the roads, which were growing from long troughs of liquid mud to proper thoroughfares. A river, ambertinted in the shadow of its banks, purled at the army's feet; and at night, when the stream had become of a sorrowful blackness, one could see across it the red, eye-like gleam of hostile camp-fires set in the low brows of distant hills.

E' l' appassionante inizio de The red badge of courage, di S. Crane,  un racconto sulla guerra civile americana, e sugli orrori e sulla assenza di ogni gloria nelle battaglie, dove solo la morte è veramente presente.
 Da alcuni considerato scritto da un veterano della Guerra Civile, il racconto in effetti è stato  creato da uno scrittore non ancora  nato ai tempi  del più grande spargimento di sangue sul territorio degli Stati Uniti.

 A man near him who up to this had been working feverishly at his rifle suddendly stopped and ran with howls.
A lad whose face had borne an expression of exalted courage, the majesty of he who dares give his life was, at an instant, smitten abject. 
 He ran like a rabbit...