sabato 22 gennaio 2011
Ehi! Luca. Scusa il ritardo, scusa il ritardo…
Scrivo in ritardo, anche io, le mie impressioni sulla presentazione del Dvd di Strand ed Abeni: la piccola Aula Magna della John Cabot University (vedi link in fondo al blog) è strapiena, sopratutto di giovani, in massima parte stranieri; per una volta, gli anziani, tra cui io, sono una minoranza, ed è una bella sensazione!
Come al solito le formalità sono ridotte al minimo, niente posti riservati alle autorità, nessuna prolusione imbecille del solito assessore alla cultura ( tra l' altro non c'è neanche uno). Brevissime le introduzioni del Preside Franco Pavoncello e del , credo, professore di letteratura anglosassone.
Devo dire subito che il Dvd mi ha un pò deluso, anche se di questi tempi magri per la cultura, bisogna apprezzare il coraggio dell' Editore Sossella; l' idea, interessante di per sè, è di raccontare una giornata a Roma di Mark Strand e degli incontri con il suo traduttore Damiano Abeni, sempre in ritardo, come lo è il traduttore rispetto al testo che si appresta a tradurre ( di qui lo strano titolo). Le immagini però mi sembrano scialbe* e non bastano la bellezza delle poesie di Strand e della sua recitazione ( sembra un attore consumato, ha un'innata presenza scenica, alto, magro, assomiglia in modo impressionante a Clint Eastwood), a risollevare il tutto. Anche la lettura di Abeni risulta , a mio vedere, piuttosto di maniera e, come dire, ridondante, rispetto alla asciuttezza e semplicità dei versi di Strand. Mi sarebbe piaciuto sentirli leggere magari da Roberto Herlitzka...
Interessanti le considerazioni finali di Strand, sempre ironico e caustico, anche verso sè stesso: "non ho compreso perchè per tutto il film abbia dovuto indossare gli occhiali da sole e quelle strane scarpe" . " Comunque se è vero che il traduttore in genere - Strand ha tradotto, tra gli altri, anche Leopardi - è , per forza di cose, sempre in ritardo , è pur vero che Damiano Abeni in Italia viene prima di me!"
Reception to follow...
Come al solito le formalità sono ridotte al minimo, niente posti riservati alle autorità, nessuna prolusione imbecille del solito assessore alla cultura ( tra l' altro non c'è neanche uno). Brevissime le introduzioni del Preside Franco Pavoncello e del , credo, professore di letteratura anglosassone.
Devo dire subito che il Dvd mi ha un pò deluso, anche se di questi tempi magri per la cultura, bisogna apprezzare il coraggio dell' Editore Sossella; l' idea, interessante di per sè, è di raccontare una giornata a Roma di Mark Strand e degli incontri con il suo traduttore Damiano Abeni, sempre in ritardo, come lo è il traduttore rispetto al testo che si appresta a tradurre ( di qui lo strano titolo). Le immagini però mi sembrano scialbe* e non bastano la bellezza delle poesie di Strand e della sua recitazione ( sembra un attore consumato, ha un'innata presenza scenica, alto, magro, assomiglia in modo impressionante a Clint Eastwood), a risollevare il tutto. Anche la lettura di Abeni risulta , a mio vedere, piuttosto di maniera e, come dire, ridondante, rispetto alla asciuttezza e semplicità dei versi di Strand. Mi sarebbe piaciuto sentirli leggere magari da Roberto Herlitzka...
Interessanti le considerazioni finali di Strand, sempre ironico e caustico, anche verso sè stesso: "non ho compreso perchè per tutto il film abbia dovuto indossare gli occhiali da sole e quelle strane scarpe" . " Comunque se è vero che il traduttore in genere - Strand ha tradotto, tra gli altri, anche Leopardi - è , per forza di cose, sempre in ritardo , è pur vero che Damiano Abeni in Italia viene prima di me!"
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mercoledì 19 gennaio 2011
GiuseppeCesaroPoeta, da "Luna scherzosa"
..ma poi non ti ho mai davvero saputo parlare di affetto
o di storie confondendole nella mia fantasia
con le avventure delle notti ,e non mi rimaneva altro che
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