venerdì 24 giugno 2011

Un frammento di...Specchio , Mirror, Mark Strand

Sono passati anni,
e anche se ho scordato
dove andammo e chi fossimo,
ricordo ancora l’istante in cui alzai lo sguardo
e vidi la donna guardare fisso oltre di me
un luogo che potevo solo immaginare
e ogni volta provo una pena acuta,
come se in quel momento uscissi
dalle profondità dello specchio
ed entrassi nel salone bianco, ansioso ed ansimante,
soltanto per scoprire troppo tardi
che lei non è là.      


cfr.Mark Strand reads: Mirror      

                      


martedì 21 giugno 2011


Questo è l’incipit di uno dei libri che più adoro al mondo!

Giovanni Percolla aveva quarant’anni, e viveva da dieci anni in compagnia di tre sorelle, la più giovane delle quali diceva di esser “vedova di guerra”. Non si sa come, nel momento in cui pronunciava questa frase, ella si trovava con una matita e un foglio in mano, e subito si poneva a scrivere dei numeri, accompagnandosi con queste parole:

“Quando io ero in età da marito, scoppiò la grande guerra. Ci furono seicentomila morti e trecentomila invalidi. Alle ragazze di quel tempo venne a mancare un milione di probabilità per sposarsi. Eh, un milione è un milione! Non credo di ragionare da folle se penso che uno di quei morti avrebbe potuto essere mio marito!”

“Giusto!”, diceva l’altra sorella. “Giusto! Eri molto graziosa al tempo della guerra!”

Si chiamavano Rosa, Barbara e Lucia e si amavano teneramente, sino al punto che ciascuna, incapace di pensare la più piccola bugia per sé, mentiva volentieri per far piacere all’altra.

“Eh, tu, Rosa, saresti ora moglie di un colonnello!” ripeteva Barbara. E questo perché, una sera del ’15, rincasando tutt’e tre per una stradetta buia, pare che fossero seguite da una figura alta che mandava un suono di speroni e di sciabola.

“No, il capitano andava per i fatti suoi!” si schermiva Rosa.

“Amor mio,” incalzava Barbara, quando si va per i fatti propri, non si dice “Signorina, domani parto, posso mandarvi una lettera?”.

“Ma forse lo diceva a te!”

“No, no, no; no, no, no!”

“Lo avrà detto a Lucia!”

“Figlia di Dio!” esclamava Lucia “Barbara forse non lo ricorda , perché entrò con te nel portoncino, ma io che mi fermai per raccattare la chiave, sentii distintamente come un sospiro che diceva “Signorina Rosa!”.

“Può darsi, può darsi!...Dio mio, quanta gente non ritornò, di quelli che facevano chiasso nei caffè e guardavano in su, passando sotto i balconi!”

domenica 19 giugno 2011



ESSERE NIENT’ALTRO CHE

TE STESSO IN UN MONDO

CHE FA DEL SUO MEGLIO,

GIORNO E NOTTE, PER FARE

DI TE QUALCUN ALTRO

SIGNIFICA COMBATTERE

LA PIU’ DURA BATTAGLIA

CHE OGNI ESSERE UMANO

POSSA COMBATTERE; E

NON SMETTERE MAI DI LOTTARE.

E E CUMMINGS


TO BE NOBODY BUT

YOURSELF IN A WORLD

WHICH IS DOING ITS

BEST, NIGHT AND

DAY, TO MAKE YOU

EVERYBODY ELSE

MEANS TO FIGHT

THE HARDEST BATTLE

WHICH ANY HUMAN BEING

CAN FIGHT; AND NEVER

STOP FIGHTING.

E E CUMMINGS