venerdì 30 settembre 2011

Una Donna, Ghiannis Ritsos, da Il Funambolo e la Luna






La donna è bella. Mezzanotte. Suo marito è assente.
Cammina con pantofole morbide da una stanza all' altra.
Dalle finestre penetra la luna. Un fruscio di carta.
Nel santuario della cucina fuma ancora l' incenso di una
           tazza di tè.
Gli oggetti colloquiano in segreto - pentole, bicchieri,
le due bottiglie d'olio, il vaso con il sale, e nella madia
le bolle dell' impasto lievitano scoppiettando
con piccoli tonfi sordi, tanto che la bella donna
si afferra il capezzolo del seno sinistro e se lo stringe.

MARK STRAND: A POET ALPHABET di Mark Strand

MARK STRAND: A POET ALPHABET di Mark Strand: A sta per assenza. A volte - ma non sempre- è piacevole pensare che altre persone forse parlano di voi quando non siete presenti, che siet...




martedì 27 settembre 2011

PRECISAZIONI

John Donne



Lo sapevate che "Per chi suona la campana" di Ernest Hemingway deve il suo titolo ai celeberrimi versi di Nessun uomo è un'isola contenuti in Meditation XVII e che Nick Hornby in About a boy li cita anche lui ?


E non è interessante che John Donne, nato a Londra nel 1572 e morto a Londra nel 1631, abbia dato la risposta (su cui non è obbligatorio essere d'accordo) ad una domanda fondamentale che ancora adesso ci facciamo tutti anche se non ce ne accorgiamo?


E cioè: quanto siamo anche gli altri? In che misura io faccio parte dell'umanità? Ma, soprattutto, ci riusciamo a sentirci parte dell'umanità?


Se ci riuscissimo a provare questa continua e grande empatia, è probabile che, già da domani, tutte le spese militari degli stati del mondo sarebbero dirottate per debellare la fame nel mondo in quanto i vari governanti non potrebbero fare a meno di sentirsi lo scheletrico bambino nero con le mosche che gli camminano sul viso.

Come vedete, le implicazioni dell'affermazione "Nessun uomo è un'isola" fatta da John Donne cinque secoli fa, sono enormi.

Vi saluto