lunedì 12 dicembre 2011

Due poesie di Charles Simic: Read Your Fate e A Book Full of Pictures, trad. A. Pancirolli

Read Your Fate


Un mondo che scompare.
Piccola strada,
Tu eri troppo angusta,
troppo già all'ombra.

Avevi solamente un cane,
un ragazzo solitario.
Tu nascondevi  lo specchio più grande,
i tuoi amanti svestiti.

Qualcuno  li ha portati via
in un furgone aperto.
Erano ancora nudi,  viaggiavano
sul loro divano

per una pianura che si rabbuiava ,
un qualche sconosciuto Kansas o Nebraska
e il temporale era in arrivo.
La donna che apriva un ombrello rosso

nel furgone. Il ragazzo
ed il cane  che gli correvano dietro,
come dietro ad un gallo
con la testa mozzata.



A world's disappearing.
Little street,
You were too narrow,
Too much in the shade already.

You had only one dog,
One lone child.
You hid your biggest mirror,
Your undressed lovers.

Someone carted them off
In an open truck.
They were still naked, travelling
On their sofa

Over a darkening plain,
Some unknown Kansas or Nebraska
With a storm brewing.
The woman opening a red umbrella

In the truck. The boy
And the dog running after them,
As if after a rooster
With its head chopped of.
 
 
 
 
 
 
 
 
A Book Full of Pictures 
 
Mio padre studiava teologia per posta
ed era giunto il momento degli esami.
Mia madre sferruzzava. Io sedevo in silenzio con un libro
pieno di figure. Cadde la notte.
Le mani mi diventavano fredde sfiorando i volti
di re e regine morti.
C'era un impermeabile nero
al piano di sopra
che pendeva dal soffitto.
Ma cosa ci faceva là?
Mia madre faceva rapida croci all' uncinetto
Erano nere
come l' interno della mia testa proprio in quel momento
Le pagine che giravo risuonavano come ali
" L' anima è un rondine", disse una volta.
Nel mio libro pieno di figure
infuriava una battaglia: lance e spade
creavano una specie di foresta gelida
col mio cuore trafitto e sanguinante tra i rami.
 
 
 
 
 
  Father studied theology through the mail
And this was exam time.
Mother knitted. I sat quietly with a book
Full of pictures. Night fell.
My hands grew cold touching the faces
Of dead kings and queens.

There was a black raincoat
      in the upstairs bedroom
Swaying from the ceiling,
But what was it doing there?
Mother's long needles made quick crosses.
They were black
Like the inside of my head just then.

The pages I turned sounded like wings.
"The soul is a bird," he once said.
In my book full of pictures
A battle raged: lances and swords
Made a kind of wintry forest
With my hearth spiked and bleeding in its branches.

domenica 11 dicembre 2011

The White Room, di Charles Simic, trad. A. Pancirolli

L' ovvio è difficile
da dimostrare. Molti preferiscono
ciò che è oscuro. Anche io.
Io ascoltavo gli alberi.

Avevano un segreto.
che stavano quasi
per svelarmi. Ma
poi non lo fecero.

Venne l' estate. Ogni albero
della mia strada aveva la sua
Sherazade. Le mie notti
erano parte del loro impetuoso

 racconto. Noi
entravamo in case buie,
case sempre più buie
sileziose e abbandonate.

C' era qualcuno con gli occhi chiusi
ai piani superiori,
il pensiero di questo, e lo stupore,
mi tenevano sveglio.

La verità è nuda e fredda
disse la donna
che vestiva sempre di bianco.
Non usciva spesso dalla sua stanza.

Il sole indicava uno o due
cose che erano sopravvisute
intatte alla lunga notte.
Le cose più semplici

difficili nella loro evidenza.
Non facevano rumore.
Era quel genere di giorno
che potremo definire "perfetto".

Dei che si camuffano
da nere forcine per capelli? O da specchietto?
O da pettine con un dente rotto?
 No! Non era questo.

Soltanto le cose come sono.            
Impassibili,  giacciono mute
in quella luce chiara,
E gli alberi che attendono la notte.



to prove. Many prefer
the hidden. I did, too.
I listened to the trees.


Una diversa traduzione in http://www.rossovenexiano.com/blog/la-camera-biancathe-white-room-di-charles-simic

giovedì 8 dicembre 2011

Submission Etiquette / Galateo per la proposta di pubblicazione di opere letterarie

 Un post di Adele Kenny molto utile per chi voglia sottoporre le proprie poesie a giornali e riviste.





Qua sotto un breve riassunto dei suoi consigli:

 Ogni giornale ha le proprie linee guida per la presentazione delle opere e gli editors si aspettano che vengano seguite.
Esistono comunque norme generali di comportamento che andrebbero rispettate   
Per iniziare occorre comprendere quali siano le riviste od i siti che potrebbero essere interessati.

Potrebbe essere utile comprare alcune riviste letterarie. E' ovvio che una buona ricerca sul WEB è molto utile oltre che più economica, anche se può farvi perdere molto tempo. Una volta individuate le riviste  a cui spedire le proprie opere,  attenetevi alle linee guida per la  presentazione e seguitele scrupolosamente.!

Presentate sempre le vostre poesie in dattiloscritto, (mai manoscritti), usando font semplici come Arial, Times New Roman o Courier.  Non usate font troppo particolari, agli editors non interessano affatto. Al contrario potrebbero dare l' impressione che siate dei novizi ( e voi lo siete!).

Conservate una o più copie di quello che spedite. Molti editors ricevono centinaia di presentazioni ed è sempre possibile che qualcuna si perda. Tenete traccia delle poesie che avete spedito,  a quale rivista, il giorno di spedizione, e... l'esito finale.

Usate una semplice busta per la spedizione, e inserite anche una busta precompilata e preaffrancata con i vostri dati, per la risposta dell' editor. ( in inglese si chiama self-addressed, stamped envelope s.a.s.e)  .  Questa è una norma di cortesia, inoltre molti editors non rispondono se la s.a.s.e non è compresa!

Sia che inviate un copia dattiloscritta o una mail, scrivete una poesia a pagina, se non avete ricevuto istruzioni differenti. Per i dattiloscritti è meglio usare un' attache invece di spillare i fogli, renderete più facile il lavoro dei redattori.

Se includete una lettera di presentazione, è meglio che sia breve, includendo solo in vostro nome, il vostro recapito, ed il titolo dell' opera che state sottoponendo. In genere i redattori non vogliono conoscere i vostri hobby,  la storia della vostra vita o il vostro stato civile.

Non è necessario includere una biografia, se non specificato. Alla maggior parte degli editors non interessano le critiche alle vostre precedenti pubblicazioni e giudicano le vostre presentazioni per quello che valgono. Non invitate mai un editor a visitare il vostro sito Web o il vostro blog: gli editors non hanno  tempo per questo genere di cose.


Assicurarsi che ogni poesia abbia il vostro nome e indirizzo , poichè le note di copertina possono e vengono separati dal materiale inviato. A meno che le linee guida delle rivista specifichino diversamente , il vostro nome, indirizzo, numero di telefono e indirizzo e-mail dovrebbero apparire nell'angolo in alto a sinistra o a destra.

Astenetevi dall' usare simboli per il copyright, questo potrebbe offendere i redattori ( non vogliono rubare il vostro lavoro)

Non inviate troppo presentazioni. In genere i redattori sono più dispiaciuti che soddisfatti quando ricevono un grande numero di poesie da un unico poeta. Non spedite più poesie di quanto prescritto dalle linee guida, in genere non più di cinque.

Molte riviste stampate non accettano presentazioni via e-mail, per svariati motivi . Alcune tuttavia le accettano, in questo caso seguite scrupolosamente le indicazioni per la presentazione elettronica.

Un tempo era considerato scorretto inviare la proposta di pubblicazione a diverse riviste; ora, visto che l' elevato numero di proposte in arrivo provoca molto ritardo nelle risposte , si possono inviare le proprie opera simultaneamente a varie riviste.

Non chiedete agli editors notizie sulla vostra proposta. Gli editors lavorano più velocemente possibile, ma l' arrivo di centinaia di proposte editoriali significa che dovrete comunque attendervi una lunga attesa. Non inviate raccomandate con ricevuta di ritorno, significa altro tempo da perdere per gli editors e di solito non ne hanno molto.

Non dovreste aspettarvi risposte individuali per le vostre poesie, accettate o meno. Gli editors non sono critici letterari, leggono centinaia di poesia e non hanno tempo di fare commenti singoli.

Un consiglio: se una rivista ha un periodo limitato per inviare opere, mandatele prima possibile. Una poesia arrivata prima potrebbe essere pubblicata anche se la vostra magari è migliore, ma è arrivata dopo.

Molti editors lavorano molto e non guadagnano niente per i loro sforzi. Qualche volta  sovvenzionano le  riviste con il proprio denaro.  La maggior parte lo fa per lo stesso motivo per cui i poeti inviano le proprie opere : l' amore per l' arte. Allora, per favore, rispettate gli editors a cui avete inviato la vostre 
poesie. Quest non significa che gli editors siano i giudici finali delle vostre opere. La selezione è spesso un processo soggettivo. Se le vostre poesie non sono state accettate, non prendetela come un fatto personale. Cambiate. Mandate le vostre opere da qualche altra parte. E' normale che le opere vengano rigettate da molte riviste prima di trovare casa. Siate pazienti,e perseverate.

Fate attenzione a chi vi chiede di essere pagato per pubblicare le vostre opere.  Ci sono persone poco oneste pronte  a spennarvi se siete così disperati da voler essere pubblicati ad ogni costo. Non siate sciocchi. Se dovete pagare per la pubblicazione, pensateci due volte.  Il caso è diverso per  la tassa  di iscrizione per la partecipazione ad un premio. Non solo  è  credibile ma spesso è necessario per finanziare il premio.


Purtroppo solo per chi comprende bene l' inglese   Six-Red-Flags-That-Scream-Rip-Off