Visualizzazione post con etichetta Charles Simic. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Charles Simic. Mostra tutti i post

martedì 4 agosto 2015

Charles Simic, A Book Full of Pictures, trad. A. Pancirolli

                             




 A Book Full of Pictures



Father studied theology through the mail
And this was exam time.
Mother knitted. I sat quietly with a book
Full of pictures. Night fell.
My hands grew cold touching the faces
Of dead kings and queens.

There was a black raincoat
      in the upstairs bedroom
Swaying from the ceiling,
But what was it doing there?
Mother's long needles made quick crosses.
They were black
Like the inside of my head just then.

The pages I turned sounded like wings.
"The soul is a bird," he once said.
In my book full of pictures
A battle raged: lances and swords
Made a kind of wintry forest
With my hearth spiked and bleeding in its branches.






Un libro di figure

Mio padre studiava teologia per posta
ed era giunto il momento degli esami.
Mia madre sferruzzava. Io sedevo in silenzio con un libro
pieno di figure. Cadde la notte.
Le mani mi diventavano fredde sfiorando i volti
di re e regine morti.
C'era un impermeabile nero
al piano di sopra
che pendeva dal soffitto.
Ma cosa ci faceva là?
Mia madre faceva rapida croci all'uncinetto
Erano nere
come l' interno della mia testa proprio in quel momento
Le pagine che giravo risuonavano come ali
" L' anima è un rondine", disse una volta.
Nel mio libro pieno di figure
infuriava una battaglia: lance e spade
creavano una specie di foresta gelida
col mio cuore trafitto e sanguinante tra i rami.




mercoledì 1 maggio 2013

As You Come Over the Hill by Charles Simic | The New York Review of Books, trad. A. Panciroli

As You Come Over the Hill by Charles Simic | The New York Review of Books




Vedrai mucche al pascolo in un campo
o magari una tartaruga o un pollo
attraversare la strada nei loro giorni oziosi
ed un laghetto dove una volta un ragazzo
gettò una ragazza che non sapeva nuotare.

E molti grandi aceri e querce che
offrono un ampia ombra ove sdraiarsi
e i loro rami  da cui penzolare,
anche tu dovresti desiderare
quei pomeriggi oziosi e quelle sere.

Quando qualcosa dice agli uccelli di tacersi
e all'unico lampione del paese
di attrarre un piccolo gruppo di falene
e la grande vecchia villa messa in vendita
con alcune delle sue finestre ormai in frantumi..




venerdì 28 settembre 2012

LATE SEPTEMBER, Charles Simic, trad. A. Panciroli


LATE SEPTEMBER

Fine Settembre


Dalla strada che costeggia il mare arriva
il camioncino della posta e porta una sola lettera.
Alla fine  di un lungo molo
un gabbiano annoiato solleva  di tanto in tanto
una zampa e dimentica di posarla.
C'è  nell'aria una minaccia
di tragedia in arrivo.

L' altra notte ti è sembrato di sentire
 la televisione nella casa a fianco
Eri sicuro che stessero raccontando
 qualche nuovo orrore,
allora sei uscito per  scoprirlo.
Scalzo,  mezzo nudo
Era solo il rumore del mare ormai stanco
dopo così tante  vite
di fingere di scappare in qualche posto
e di non arrivare mai  da nessuna parte.

Stamattina, sembra domenica,
il cielo ha fatto il suo dovere
non proietta  ombre sul marciapiede
o sulla fila di cottage sulla spiaggia,
frammezzo una chiesetta
una dozzina di tombe grigie  attorno,
come se anche loro  rabbrividissero.




Photographer: Ian Britton FreeFoto.com

lunedì 27 agosto 2012

Da un breve saggio di Charles Simic sul NYRblog, POETRY AND UTOPY

 - predicting the future of poetry is a total waste of time..- C.Simic


  La prosa di Charles Simic è anche meglio della  sua poesia...



from  NYRblog : " POETRY AND UTOPY"

A young man in a small town in Patagonia or in Kansas reads an ancient Chinese poet in a book he borrowed from the library and falls in love with a poem, A young man in a small town in Patagonia or in Kansas reads an ancient Chinese poet in a book he borrowed from the library and falls in love with a poem, which he reads to himself over and over again as the summer night is falling. With each reading he brings the voice of the dead poet to life. For one unforgettable moment, he steps out of his own cramped self and enters the lives of unknown men and women, seeing the world through their eyes, feeling what they once felt and thinking what they once thought. If poetry is not the most utopian project ever devised by human beings, I don’t know what is.


Un ragazzo di una piccola città della Patagonia o del Kansas legge una antica poesia cinese in un libro che ha preso in prestito dalla biblioteca e si innamora della poesia, che continua a leggere e rileggere mentre sta scendendo la notte . Ad ogni lettura fa rivivere la voce del vecchio poeta. Per un solo indimenticabile momento,  il ragazzo fa un passo fuori dal proprio ristretto sè ed entra nella vita di uomini e donne sconosciuti, vede il mondo con i loro occhi, provando quello che loro una volta hanno sentito e pensando quello che una volta loro hanno pensato. Se la poesia non è il progetto più utopico mai concepito da essere umano, allora io non so quale potrebbe mai essere.




martedì 17 luglio 2012

SNOWY MORNING BLUES by Charles Simic, trad A.Panciroli

The translator is a close reader
He wears thick glasses
As he peers out the window
At the snowy fields and bushes
That are like a sheet of paper
Covered with quick scribble
In a language he knows well enough
WIthout knowing any words in it.

Only what the eyes discern
And the heart intuits of its idiom
So quiet now, not even faint
Rustle of a page being turned
In a white and wordless dictionary
For the translator to avail himself
Before whatever words are there
Grow obscure in the coming darkness.

Il traduttore è un lettore attento
Porta occhiali dalle lenti spesse
Mentre guarda fuori dalla finestra
la neve che copre i campi ed i cespugli
che sono come un foglio di carta
ricoperto di scarabocchi
in un lingua che conosce  abbastanza bene
senza saperne una sola parola


Se non quello che gli occhi  distinguono
ed il cuore intuisce dal suo idioma
E' così silenzioso ora,  neanche il lieve
fruscio di una pagina girata
in un dizionario  bianco e senza parole
di cui il traduttore possa servirsi
prima che qualunque altra parola là dentro
diventi più oscura all'arrivo del buio.



Cfr. con la traduzione di Nicola Gardini in http://ottantanovenuvole.blogspot.it/2012/05/snowy-morning-blues-by-charles-simic.html

martedì 8 maggio 2012

SNOWY MORNING BLUES by Charles Simic, trad. Nicola Gardini, tratta da Club Midnight, Adelphi


Una poesia di Charles  Simic che bene esprime la "solitudine" del traduttore...





Il traduttore è lettore e critico.
Porta lenti spesse
mentre guarda fuori dalla finestra
i campi e i cespugli innevati
che sono come un foglio di carta
coperto di scarabocchi veloci
in una lingua che sa abbastanza bene
senza saperne una sola parola,

se non quello che gli occhi distinguono
e il cuore intuisce della sua estraneità.
Che pace adesso, neppure il lieve
fruscio di una pagina voltata
in un dizionario senza parole, bianco,
di cui il traduttore possa valersi
prima che le eventuali parole
diventino oscure nel buio che scende.















     
The translator is a close reader
He wears thick glasses
As he peers out the window
At the snowy fields and bushes
That are like a sheet of paper
Covered with quick scribble
In a language he knows well enough
WIthout knowing any words in it.

Only what the eyes discern
And the heart intuits of its idiom
So quiet now, not even faint
Rustle of a page being turned
In a white and wordless dictionary
For the translator to avail himself
Before whatever words are there
Grow obscure in the coming darkness.

mercoledì 28 dicembre 2011

Charles Simic - That little something, trad. A.Pancirolli



That little something,




The likelihood of ever finding is small.
It's like being accosted by a woman
And asked to help her look for a pearl
She lost right here in the street.

She could be making it all up,
Even her tears, you say to yourself
As you search under your feet,
Thinking, not in a million years...

It's one of those summer afternoons
When one needs a good excuse
To step out of a cool shade.
In the meantime, what ever became of her?

And why, years later, do you still,
Off and on, cast your eyes to the ground
As you hurry to some appointment
Where you are now certain to arrive late.











Quella piccola cosa



La probabilità di ritrovarla è minima.
E' come essere avvicinati da una donna
che ci chiede di aiutarla a cercare una perla
persa proprio qui per strada.

Potrebbe essersi inventata tutto,
anche le sue lacrime, ti dici,
mentre cerchi sotto i piedi,
e pensi, non in un milione di anni...

E' uno di quei pomeriggi estivi
quando abbiamo bisogno di una buona scusa
per uscire dal fresco dell' ombra.
Intanto, cosa ne è stato di lei?

E perchè, anni dopo, tu
ogni tanto getti un' occhiata a terra
mentre ti affretti per un appuntamento
dove adesso sei sicuro di arrivare in ritardo.

lunedì 26 dicembre 2011

Voyage to Cythera, Charles Simic, trad. A. Pancirolli






Me ne andrò sull' isola di Cythera
a piedi, naturalmente.
Partirò una qualche sera di maggio,
leggero come una piuma,
per là dove narrano  la dea sia sorta
nuda dal mare.

E invece, salterò lo steccato del parco
dove i lillà fioriscono
e gli alberi sono febbrili di nuove foglie
.L'altalena che ho visto una volta in un
quadro,si trova di sicuro qua intorno,

e la donna nel suo elegante vestito bianco,
con gli occhi bendati
mentre brancola per la mia strada lungo un sentiero tortuoso
tra compagni mascherati
che indossano  nere mantelle e  portano coltelli.

E' solo la storia di un amore non corrisposto,
lo dirò loro, dopo che mi avranno svuotate le tasche.
Oh amore, che fuggi con il mio portafoglio
ed una lanterna cinese
nel buio della sera.



QUELLE EST CETTE ILE TRISTE ET NOIRE? - C' EST CYTHERE...
 WHAT IS THIS BLACK, GLOOMY ISLAND?- IT'S CYTHERA
WHAT IS THAT SAD, BLACK ISLAND LIKE A PALL WHY CYTHEREA..

 WHAT IS THAT SOMBER ISLAND? WHAT DREARY PORT OF CALL?
CYTHERA..
 Charles Baudelaire,
traduzioni di William Aggeler, Roy Cambpell, George Dillon

lunedì 19 dicembre 2011

Charles Simic, The Partial Explanation, trad A. Pancirolli , revisione Lia Aricò





Sembra sia passato molto tempo
da quando il cameriere ha preso l' ordinazione.
Sporca piccola  luncheonette,
e fuori nevica.


Sembra sia diventato più buio
da quando da ultimo ho sentito  la porta della cucina
alle mie spalle
Da quando da ultimo ho notato
qualcuno  che camminava per la strada.

Un bicchiere d' acqua ghiacciata
mi fa compagnia
a questo tavolo che ho scelto 
appena entrato.

Ed un desiderio,
un incredibile desiderio
di ascoltare di nascosto
i discorsi
dei cuochi.






Seems like a long time
Since the waiter took my order.
Grimy little luncheonette,
The snow falling outside.

Seems like it has grown darker
Since I last heard the kitchen door
Behind my back
Since I last noticed
Anyone pass on the street.

A glass of ice-water
Keeps me company
At this table I chose myself
Upon entering.

And a longing,
Incredible longing
To eavesdrop
On the conversation
Of cooks. 

venerdì 16 dicembre 2011

Charles Simic, da Tre Fotografie... traduzione A. Molesini


***   ***   ***

Avrei potuto essere quel ragazzo 
in quella vecchia foto del liceo
che ho trovato da un rigattiere,
la faccia schietta cerchiata di nero.
















lunedì 12 dicembre 2011

Due poesie di Charles Simic: Read Your Fate e A Book Full of Pictures, trad. A. Pancirolli

Read Your Fate


Un mondo che scompare.
Piccola strada,
Tu eri troppo angusta,
troppo già all'ombra.

Avevi solamente un cane,
un ragazzo solitario.
Tu nascondevi  lo specchio più grande,
i tuoi amanti svestiti.

Qualcuno  li ha portati via
in un furgone aperto.
Erano ancora nudi,  viaggiavano
sul loro divano

per una pianura che si rabbuiava ,
un qualche sconosciuto Kansas o Nebraska
e il temporale era in arrivo.
La donna che apriva un ombrello rosso

nel furgone. Il ragazzo
ed il cane  che gli correvano dietro,
come dietro ad un gallo
con la testa mozzata.



A world's disappearing.
Little street,
You were too narrow,
Too much in the shade already.

You had only one dog,
One lone child.
You hid your biggest mirror,
Your undressed lovers.

Someone carted them off
In an open truck.
They were still naked, travelling
On their sofa

Over a darkening plain,
Some unknown Kansas or Nebraska
With a storm brewing.
The woman opening a red umbrella

In the truck. The boy
And the dog running after them,
As if after a rooster
With its head chopped of.
 
 
 
 
 
 
 
 
A Book Full of Pictures 
 
Mio padre studiava teologia per posta
ed era giunto il momento degli esami.
Mia madre sferruzzava. Io sedevo in silenzio con un libro
pieno di figure. Cadde la notte.
Le mani mi diventavano fredde sfiorando i volti
di re e regine morti.
C'era un impermeabile nero
al piano di sopra
che pendeva dal soffitto.
Ma cosa ci faceva là?
Mia madre faceva rapida croci all' uncinetto
Erano nere
come l' interno della mia testa proprio in quel momento
Le pagine che giravo risuonavano come ali
" L' anima è un rondine", disse una volta.
Nel mio libro pieno di figure
infuriava una battaglia: lance e spade
creavano una specie di foresta gelida
col mio cuore trafitto e sanguinante tra i rami.
 
 
 
 
 
  Father studied theology through the mail
And this was exam time.
Mother knitted. I sat quietly with a book
Full of pictures. Night fell.
My hands grew cold touching the faces
Of dead kings and queens.

There was a black raincoat
      in the upstairs bedroom
Swaying from the ceiling,
But what was it doing there?
Mother's long needles made quick crosses.
They were black
Like the inside of my head just then.

The pages I turned sounded like wings.
"The soul is a bird," he once said.
In my book full of pictures
A battle raged: lances and swords
Made a kind of wintry forest
With my hearth spiked and bleeding in its branches.

domenica 11 dicembre 2011

The White Room, di Charles Simic, trad. A. Pancirolli

L' ovvio è difficile
da dimostrare. Molti preferiscono
ciò che è oscuro. Anche io.
Io ascoltavo gli alberi.

Avevano un segreto.
che stavano quasi
per svelarmi. Ma
poi non lo fecero.

Venne l' estate. Ogni albero
della mia strada aveva la sua
Sherazade. Le mie notti
erano parte del loro impetuoso

 racconto. Noi
entravamo in case buie,
case sempre più buie
sileziose e abbandonate.

C' era qualcuno con gli occhi chiusi
ai piani superiori,
il pensiero di questo, e lo stupore,
mi tenevano sveglio.

La verità è nuda e fredda
disse la donna
che vestiva sempre di bianco.
Non usciva spesso dalla sua stanza.

Il sole indicava uno o due
cose che erano sopravvisute
intatte alla lunga notte.
Le cose più semplici

difficili nella loro evidenza.
Non facevano rumore.
Era quel genere di giorno
che potremo definire "perfetto".

Dei che si camuffano
da nere forcine per capelli? O da specchietto?
O da pettine con un dente rotto?
 No! Non era questo.

Soltanto le cose come sono.            
Impassibili,  giacciono mute
in quella luce chiara,
E gli alberi che attendono la notte.



to prove. Many prefer
the hidden. I did, too.
I listened to the trees.


Una diversa traduzione in http://www.rossovenexiano.com/blog/la-camera-biancathe-white-room-di-charles-simic

giovedì 8 dicembre 2011

Autumn Sky, By Charles Simic, trad. Alessando Pancirolli

Autumn Sky

In my great grandmother's time,   
All one needed was a broom   
To get to see places   
And give the geese a chase in the sky.   

               •

The stars know everything,   
So we try to read their minds.   
As distant as they are,   
We choose to whisper in their presence.   

               •

 Oh Cynthia,   
Take a clock that has lost its hands   
For a ride.   
Get me a room at Hotel Eternity   
Where Time likes to stop now and then.   

               •

Come, lovers of dark corners,   
The sky says,   
And sit in one of my dark corners.   
There are tasty little zeroes   
In the peanut dish tonight.

Source: Poetry (October 2002). 


 ***    ***   ***    



Ai tempi della mia bisnonna
Tutto quello che ci serviva era una scopa
Per arrivare a vedere luoghi
E inseguire le oche nel cielo.

Le stelle conoscono tutto
E allora cerchiamo di leggere nella loro mente
Per quanto così distanti
Scegliamo di sussurrare  alla loro presenza-

Oh Cynthia,
prendi un orologio  che ha perso le lancette
per un giro.
Prenotami una stanza all’ Hotel Eternità
Dove  al Tempo piace fermarsi ogni tanto.

Venite, amanti degli angoli oscuri
dice il cielo,
e sedetevi in uno dei mei angoli oscuri.
Ci sono stuzzichini molto leggeri
nel piatto delle noccioline stasera.






martedì 6 dicembre 2011

The Friends of Heraclitus, Charles Simic, trad. A: Pancirolli


The Friends of Heraclitus



By Charles Simic


Your friend has died, with whom
You roamed the streets,
At all hours, talking philosophy.
So, today you went alone,
Stopping often to change places
With your imaginary companion,
And argue back against yourself
On the subject of appearances:
The world we see in our heads
And the world we see daily,
So difficult to tell apart
When grief and sorrow bow us over.


You two often got so carried away
You found yourselves in strange neighborhoods
Lost among unfriendly folk,
Having to ask for directions
While on the verge of a supreme insight,
Repeating your question
To an old woman or a child
Both of whom may have been deaf and dumb.


What was that fragment of Heraclitus
You were trying to remember
As you stepped on the butcher’s cat?
Meantime, you yourself were lost
Between someone’s new black shoe
Left on the sidewalk
And the sudden terror and exhilaration
At the sight of a girl
Dressed up for a night of dancing
Speeding by on roller skates.






Il tuo amico è morto, quello con cui
vagavi per le strade,
a tutte le ore, discutendo di filosofia.
Così, oggi te ne sei andato da solo,
fermandoti spesso per scambiarti di posto
con il tuo compagno immaginario,
e litigare e discutere con lui
sull' argomento delle apparenze:
il mondo che vediamo nella mente
ed il mondo che vediamo tutti i giorni,
così difficili da distinguere
quando il dolore e la tristezza ci piegano .




Voi due spesso così presi da perdere il controllo
vi trovavate in quartieri sconosciuti
persi tra gente ostile,
a dover chiedere la strada
sebbene sull' orlo di una visione suprema,
a ripetere la vostra domanda
ad una vecchia o ad un ragazzo
entrambi i quali possono essere stati sordi o muti.




Qual era quel frammento di Eraclito
che tentavi di ricordare
mentra calpestavi il gatto del macellaio?
Intanto, vi eravate persi
tra una nuova scarpa nera di qualcuno
lasciata sul marciapiede
ed il terrore improvviso e l 'euforia
alla vista di una ragazza
vestita per una notte in discoteca,
veloce sui suoi pattini a rotelle.