martedì 3 gennaio 2012

Sometimes, When the Light by Lisel Mueller : The Poetry Foundation






Talvolta, quando la luce arriva da diverse angolazioni
e ti riporta all' infanzia

quando passi davanti ad una villa in rovina
nascosta del tutto dai vecchi salici

o ad un convento deserto custodito da sequoie 
e da abeti giganti uno fianco all' altro,

allora di nuovo sai che dietro il muro,
sotto la chioma mai potata dei salici

accade qualcosa di segreto,
così meraviglioso e pericoloso

che se solo potessi passare oltre per vedere,
moriresti, o saresti felice per sempre.


Fonte National Park Service




domenica 1 gennaio 2012

For you: anthophilous, lover of flowers Reginald Dwayne Betts : Poetry Magazine


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For you: anthophilous, lover of flowers
green roses, chrysanthemums, lilies: retrophilia,
philocaly, philomath, sarcophilous—all this love,
of the past, of beauty, of knowledge, of flesh; this is...


Per te : antophilo, amante dei fiori
delle rose verdi, e dei crisantemi, dei gigli: retrophilia,
philocalia, philomatia, sarcophilia - tutto questo amore,del
passato, della bellezza, della conoscenza, della carne; questo è
il catalogo, questa la lista; philaletico, negrofilo, neophilo.
Un negro cammina per la strada § ti guarda. Amare
cosa: lygophilia, lithophilia.  Essere tra le pietre,
nel buio. Siamo casa di vetro. Philopornista,
philotecnico. Perchè non adori il demi-monde?
Amare cosa- l' angolo di una stanza, quel che non è qui,
tutto il disordine che tierni nascosto. Paleophilo,
ornitophilo; tu, antiquario,impollinato da uccelli.
Tutto questo un modo per sognare petali di rosa verde sul letto
                                                                                        che ami;
petrophilo, stimagtophilia: vivere vicino alle rocce, alla ferita
                                                                                  del tatuaggio;
per te topophilia: che luogo ami? Tutte queste parole
d' amore ( per te), tutti  questi modi di dirti credi
nella simbiosi, per dirti viviamo uno accanto all' altra.

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 Reginald Dwayne Betts era un brillante studente quando ebbe la sfortunata idea di rapinare un auto insieme ad un amico. Aveva solo sedici anni ed un piccolo handicap: era di colore. Giudicato come se fosse adulto venne condannato ad otto anni di prigione. Riuscì a completare gli studi ed imparò ad amare sopratutto la poesia. Uscito di prigione ha fondato un club- libreria per i ragazzi Afro Americani. E' stato portavoce de Campaign for Youth Justice, organizzazione che tenta di far abolire le leggi che prevedono anche per i minori  di 18 anni la possibilità di essere giudicati e condannati come adulti.

http://www.rdwaynebetts.com/home.php



Fonte Youth Radio org.





venerdì 30 dicembre 2011

ROSA, DIVINA ROSA... Alfonsina Storni

Roses, flowers, carnations di Jan van Huysum


Rosa, divina rosa che ti culli al vento, ancora aspersa della minuta pioggia notturna. Felice sei nella tua placidità, sopra la turgida freschezza del tuo stelo, sotto il dolce cielo primaverile. Ma non quanto me. Tu non lo puoi guardare, io sì... Se le sue mani si posassero sulla tua carne, non le riconosceresti, come me, al semplice tatto. Se udissi, accanto a te, il suo cuore palpitare, non sapresti che è il suo, come me, da un solo battito.

                                                                                 Alfonsina Storni


Alfosina Storni su Cervantes ( in spagnolo)


Non me ne voglia l ' amica Ipazia per l' inopinato ( che parola, eh!)  mio intervento  sul suo post:  la poesia proposta non mi ha entusiasmato ad una prima lettura, però mi ha incuriosito, ed una rapida ricerca sul Web  mi ha permesso di conoscere questa per me sconosciuta poetessa.
 Mi ha impressionato sopratutto questa sua poesia, considerando che Alfonsina Storni si uccise entrando in mare e dirigendosi verso il largo finchè...
                                                                                                                                   Jago


En el fondo del mar
hay una casa de cristal.
A una avenida
de madréporas
da.
Un gran pez de oro,
a las cinco,
me viene a saludar.
Me trae
un rojo ramo
de flores de coral.
Duermo en una cama
un poco más azul
que el mar.
Un pulpo
me hace guiños
a través del cristal.
En el bosque verde
que me circunda
-din don... din dan-
se balancean y cantan
las sirenas
de nácar verdemar. 

Y sobre mi cabeza
arden, en le crepùsculo,
las erizadas puntas del
mar




Alfonsina Storni