mercoledì 25 gennaio 2012

E io che pensavo fosse una donna! Ma il suo nome completo è Vivian Brian Smith! Decisamente niente è come sembra!

Summer of the Ladybirds

by Vivian Smith



Can we learn wisdom watching insects now,
or just the art of quiet observation?
Creatures from the world of leaf and flower
marking weather's variation.


The huge dry summer of the ladybirds
(we thought we'd never feel such heat again)
started with white cabbage butterflies
sipping at thin trickles in the drain.

Then one by one the ladybirds appeared
obeying some far purpose or design.
We marveled at their numbers in the garden,
grouped together, shuffling in a line.

Each day a few strays turned up at the table,
the children laughed to see them near the jam
exploring round the edges of a spoon.
One tried to drink the moisture on my arm.

How random and how frail seemed their lives,
and yet how they persisted, refugees,
saving energy by keeping still
and hiding in the grass and in the trees.

And then one day they vanished overnight.
Clouds gathered, storm exploded, weather cleared.
And all the wishes that we might have had
in such abundance simply disappeared.

L'estate delle coccinelle

Possiamo imparare saggezza guardando gli insetti,
o piuttosto l'arte delle quiete riflessioni?
Creature dal mondo delle foglie e dei fiori
indicanti le meteorologiche variazioni.

L'immensa arida estate delle coccinelle
(noi pensavamo che non avremmo avuto quel caldo di nuovo)
iniziò con le farfalle cavolaie
che bevevano le piccole gocce sui tubi di scolo.

Poi una ad una apparvero le coccinelle
obbedendo a qualche lontano scopo o intenzione.
Ci meravigliammo del loro numero in giardino,
tutte insieme in gruppo, mescolate in successione.

Ogni giorno alcune vagabonde s'accostavano alla tavola,
i bambini ridevano al vederle vicino alla confettura
mentre esploravano i bordi di un cucchiaio.
Una cercò di bere l'umidore sul mio braccio dovuto alla calura.

Quanto casuali e fragili sembravano le loro vite,
e tuttavia quanto esse persistevano, rifugiate,
nel salvare energia restando ferme
e nascondendosi tra l'erba e le alberate.

E poi un giorno esse scomparvero di notte.
Le nuvole s'ammassarono, la tempesta infuriò, poi il tempo si schiarì.
Ed ogni desiderio che avremmo potuto avere
in quella abbondanza semplicemente se ne fuggì.


Traduzione di Ipazia


martedì 24 gennaio 2012

Billy Collins, FISHING on the SUSQUEHANNA in JULY


                                  I have never been fishing on the Susquehanna...






Frederic Edwin Church, Rapids of the Susquehanna, c. 1846


Non sono stato mai a pescare sul Susquehanna
nè su nessun altro fiume per quel che importa
ad essere sinceri.

Nè in luglio nè in nessun altro mese
ho avuto mai il piacere - sempre che sia un piacere -
di pescare sul Susquehanna.

Mi piace molto di più starmene
in una stanza tranquilla come questa -
il ritratto di una donna sulla parete,

un piatto di mandarini sulla tavola -
cercando di ricreare la sensazione
di pescare sul Susquehanna.

Non c' è alcun dubbio
che altri abbiano mai pescato
sul Susquehanna

remando controcorrente in una barca di legno
infilando i remi nell' acqua
per poi rialzarli e lasciarli sgocciolare alla luce.

Ma la cosa che mi è capitata più vicina
al pescare sul Susquehanna
è stato quando un pomeriggio in un museo di Philadelfia.

ho passato un po' di tempo
davanti ad un dipinto
in cui quel fiume curva e fa un'ansa

sotto un cielo azzurro increspato di nuvole,
un bosco fitto sulle rive,
ed un tizio con una bandana rossa

seduto in una barchetta
verde a fondo piatto
tenendo ben stretta una canna da pesca

che è proprio la cosa che non
mi piace fare, ricordo
di aver detto a me stesso e alla persona vicino a me.

Allora ho sbattuto le palpebre e me ne sono andato
verso altre vedute dell' America,
di fienili , di acque spumeggianti sulle rocce,

e anche di una di quelli lepri
che sembrano così timide e spaventate
da immaginare che scappasse dritta fuori dalla cornice.



Brown Hare Wildlife art painting co.uk.

sabato 21 gennaio 2012

Siamo sempre così lontani dalla natura...

Canestra di frutta, 1596, Michelangelo Merisi da Caravaggio





ERA L'AUTUNNO DELL'UVA




Era l'autunno dell'uva.

Tremava la pergola numerosa.

I grappoli bianchi, velati,

coprivano di rugiada le sue dolci dita,
e la nera uva riempiva

le sue piccole mammelle, colme

di un segreto fiume rotondo.
Il padrone di casa, artigiano
dal magro volto, mi leggeva

il pallido libro terrestre

dei giorni crepuscolari.
La sua bontà conosceva il frutto,

il ramo vitale e il lavoro

della potatura che lascia all'albero

la sua nuda forma di coppa.
Con i cavalli conversava
come con immensi bambini: venivano
dietro lui i cinque gatti
e i cani di quella casa,
gli uni inarcati e lenti,
gli altri correndo pazzamente
sotto i freddi alberi di pesco.

Egli conosceva ogni ramo,

ogni cicatrice degli alberi,

e la sua voce antica m'insegnava

accarezzando i cavalli.


                                                Pablo Neruda