giovedì 5 luglio 2012

"Dans Mon Revê" - Didier Awadi / I have a Dream

Una breve parte del famoso discorso di Obama ( yes, We Can...) e le indimenticabili parole di Martin Luther King si fondono con quelle di Didier Awadi in un francese vivo e rinsanguato dalla trascinante musica senegalese



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We know the battle ahead will be long, but always remember that  no Matter what obstacles stand in our way; nothing can stand in  the way of Power of millions of voices calling for change ...
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I have a dream that one day this nation will rise up And live out the true meaning of its creed We hold  these truths to be self -evident that all men are created equals.
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 J’ai fait le rêve que le people se lèvera
Dans mon rêve cette fille se lèvera
Dans mon rêve ce fils se lèvera
Main dans la main la mère se lèvera
Dans mon rêve c’est des noirs et des blancs
Dans mon rêve c’est des jaunes et des rouges
Dans mon rêve tout est plein de couleur
Des rouges et  des jaunes et des noirs et des blancs
Dans mon rêve  y’a pas d’homme qui est dominé
Dans mon rêve  pas de peuple qui est dominé
Dans mon rêve  pas de terre qui est dominée
Et l’état c’est la haine qui est dominée
Dans mon rêve  des colons éliminés
Dans mon rêve  colonies éliminées
J’abolis les colonies d’années de la terre toutes les colonies
Dans mon rêve  le raciste éliminé
Dans mon rêve  xénophobe éliminé
Dans mon rêve  homophobe éliminé
Anti-Semite ET camiste éliminés

I have a dream that one day out in the red hills of Georgia
The sons of former slaves and the sons of former slave
Owners will be able to sit down together at the table of brotherhood
I have a dream
Jo jolimajo
Jolimajo….
Yes we can
I have a dream
Jolimajo…….

Dans mon rêve je visite sarafina depuis le Caire , le cap le mont Sinaï
Dans mon rêve je quitte de Dakar, Bamako, Ndjamena, Dar et Zanzibar
Dans mon rêve on annule les visas
Tous les pays de l’Afrique sans visas
Même l’Europe élimine les visas
L’Asie, l’Amérique abolit les visas
Dans mon rêve plus de guerre pour le pétrole
Dans mon rêve plus de guerre pour le Diamant
Dans mon rêve plus de guerre pour de l’or
La guerre civile ne fait plus de mort
Dans mon rêve je ne suis pas le rêveur
Dans mon rêve je ne suis pas l’utopique
Le rêve verrait l’utopie et le rêve


I have a dream that my four little children
 will one day live in a nation where they will not
 be judged by the color of their skin but by the content of their character.

I have a dream today.

I have a dream
Yes we can
Yes we can
I have a dream that one day down in Alabama
With its vicious racists, with its governor having his lips
Dripping with the words of interposition and nullification;
That one day right down in Alabama little black boys and
Black girls Will be able to join hands with little white boys and
White girls as sisters and brothers
I have a dream today
Yes we can
Jolimajo…….
I have a dream….

martedì 3 luglio 2012

TUTTI A CASA...UNA METAFORA

Oggi, 3 luglio 2012, approssimativamente alle ore 18,45, sulla linea ferroviaria Roma - Cesano una metafora dell'Italia e di come siamo ridotti...

 Il treno, giunto a poche centinaia di metri dalla stazione Roma Giustiniana, si ferma inopinatamente: cinque minuti, dieci minuti, venti minuti , mezz'ora, un' ora- gli altoparlanti, che vengono di solito usati per annunciare severe sanzioni per i trasgressori di qualsivoglia norma delle spettabili FFSS ,-  tacciono inutili .
 Passa solo, trafelato e scamiciato, in un bagno di sudore, un tapino di ferroviere che annuncia la , ennesima,
rottura del treno precedente ed il susseguente e definitivo blocco del nostro treno.
 Malgrado la vicinanza della stazione, al malcapitato ferroviere giungono tramite telefonino - ah! la impareggiabile tecnologia delle FFSS!!- ordini perentori: "di qua non ci si muove!, costi quel che costi, non si abbandona la posizione!
 Il che ,in definitiva ,significa per  tutti noi dentro al treno, di rimanere bloccati, sequestrati fino a non si sa bene quando: insomma, la guerra continua! ( solo per noi, ovvio).
Ma uno smaliziato pendolare, capita l' antifona, smanetta velocemente sull' apertura di emergenza, la porta si spalanca, la agognata libertà è a un passo, si esita , la discesa non è agevole, si tratta di saltare sulla massicciata , ma la tentazione è troppo forte, si va, prima uno, poi un altro, prima i più giovani ed arditi, poi tutti gli altri, rimangono sul treno solo anziani ed invalidi- peggio per loro!- la guerra è guerra, e questa è più di una guerra, è crudele lotta per la sopravvivenza. Si cammina tra e sui binari, tra i rovi della banchina, iniziano i primi caduti, una signora con i tacchi alti - che si fotta! - si frattura una caviglia, un alto funzionario in grisaglia grigia ( troppo abituato alla auto di servizio) - che possa crepare! cade rovinosamente sulle rotaie, -  un marocchino troppo ciarliero si becca una gomitata in bocca - tanto per gradire-  da un borgataro torvo ed incazzato.
Ma si sa, la rivoluzione non è un pranzo di gala ! ( Non ricordo bene se è una citazione di Mao Tse Tung o di  Pier Luigi Bersani, o forse Crozza)
Finalmente la stazione, tanto agognata.
Mi volto, e rimango sconvolto: dietro di me, sui binari, una folla, no anzi, una torma di passeggeri cenciosi e doloranti arranca sotto il sole, inciampando ed imprecando...

Tutti a casa!





Nota dell' autore:
 Il treno ormai immobile è lo stato italiano ( tutto con la minuscola), il ferroviere tapino un disgraziato servitore del medesimo stato, i perentori ( e inutili) ordini di resistere fino all'ultimo uomo vengono dal governo, i disgraziati viaggiatori siamo ovviamente tutti noi .


La citazione " la rivoluzione non è un pranzo di gala" non è di Bersani o di Crozza, è proprio  di Mao Tse Tung:
       La rivoluzione non è un pranzo di gala; non è un'opera letteraria, un disegno, un ricamo; non la si può fare con  altrettanta eleganza, tranquillità e delicatezza, o con altrettanta dolcezza, gentilezza, cortesia, riguardo e magnanimità...


Articolo della REPUBBLICA: ROMA-CESANO Pendolari a piedi sui binari (vedi foto)

lunedì 2 luglio 2012

Da Un attrattore strano, uno strano attrattore: SALVADOR NOVO, I Think, in These Hours, of You, My Love

SALVADOR NOVO, I Think, in These Hours, of You, My Love,


 I Think, in These Hours, of You, My Love
 burning as I do in merciless insomnia; wanting your..





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.Guardo alla vita con mortale tristezza,
e tutto questo, mio dio, è solo dovuto a te,
perchè è già una settimana che ti ho scopata