sabato 16 agosto 2014

Non pensi più agli amici Alfeno..Ceronetti traduce Catullo















Alfene immemor atque unanimis false sodalibus,
iam te nil miseret, dure, tui dulcis amiculi?...



Non pensi più agli amici Alfeno,
D'infedeltà ripaghi i tuoi fedeli,
E di me, del tuo amico più caro
La tua durezza non ha pietà?
A tradirmi, a ingannarmi non hai
Esitato,crudele. Eppure il cielo
E i suoi abitatori hanno in orrore
Il sinistro tradire degli uomini,
E tu impassibile mi hai lasciato
Con i miei mali solo.
Dimmi: che cosa può fare un uomo
Se in nessuno trova riposo?
Proprio tu mi hai indotto, traditore,
A darti tutto il mio cuore,
A mettere la mia testa sul patibolo
Di un umano legame come lì fosse sicura.
E adesso ti ritrai,
E lasci che ritornino sul vento
E sulle nubi nel seno del niente
Parole ed azioni. Sia pure labile
La tua memoria, la divina è buona
E la Fede violata non perdona:
Punito un giorno tu sarai  da lei.

lunedì 11 agosto 2014

E LIBERACI DAL MALE OSCURO, Serena Zolli a colloquio con Giovanni B. Cassano




Io ho la fortuna di possedere, grazie al solito "indianino" di Piazza Esedra, la prima edizione ( TEA EDIZIONI ,1998) questo classico sulla depressione, sui suoi sintomi, sulla sua cura.

 Un libro scritto in modo piano, tranquillo, sicuro, che analizza in modo sistematico ma ben comprensibile lo sconosciuto mondo della depressione.

domenica 10 agosto 2014

IBICO, Come il vento del nord rosso di fulmini, da Lirici Greci, trad. S. Quasimodo



Photo courtesy by Ribbet.com* A.Panciroli


ἦρι μὲν αἵ τε Κυδώνιαι
μηλίδες ἀρδόμεναι ῥοᾶν
ἐκ ποταμῶν, ἵνα Παρθένων
κῆπος ἀκήρατος, αἵ τ᾽ οἰνανθίδες
αὐξόμεναι σκιεροῖσιν ὑφ᾽ ἕρνεσιν
οἰναρέοις θαλέθοισιν· ἐμοὶ δ᾽ ἔρος
οὐδεμίαν κατάκοιτος ὥραν.
†τε ὑπὸ στεροπᾶς φλέγων
Θρηίκιος Βορέας
ἀίσσων παρὰ Κύπριδος ἀζαλέ-
αις μανίαισιν ἐρεμνὸς ἀθαμβὴς
ἐγκρατέως πεδόθεν †φυλάσσει†
ἡμετέρας φρένας...




A primavera, quando
l'acqua dei fiumi deriva nei canali 
e lungo l'orto sacro delle vergini 
ai meli cidonii apre il fiore,
ed altro fiore assale i tralci della vite 
nell'ombra delle foglie;

in me Eros,
che mai alcuna età mi rasserena,
come il vento del nord rosso di fulmini, 
rapido muove: cosí, torbido
spietato arso di demenza,
custodisce tenace nella mente
tutte le voglie che avevo da ragazzo.