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sabato 29 giugno 2019

E la tua veste è bianca.... SALVATORE QUASIMODO






Piegato hai il capo e mi guardi;
e la tua veste è bianca,
e un seno affiora dalla trina
sciolta sull'omero sinistro.

Mi supera la luce; trema,
e tocca le tue braccia nude.Ti rivedo. Parole
avevi chiuse e rapide,
che mettevano cuore
nel peso d’una vita
che sapeva di circo.Profonda la strada
su cui scendeva il vento
certe notti di marzo,
e ci svegliava ignoti
come la prima volta.


Salvatore Quasimodo
da “Ed è subito sera”, A. Mondadori Editore, Milano, 1942


sabato 20 dicembre 2014

ANTOLOGIA PALATINA,Paolo Silenziario, AMO PIÙ LE TUE RUGHE..., trad. S. Quasimodo







Amo di più le tue rughe, Filinna,
che lo splendore della  giovinezza.
Mi piace sentire nella mano
il tuo seno, che piega giù pesante
le sue punte, più del seno diritto
d'una ragazza. Il tuo autunno è migliore
della sua primavera ed il tuo inverno
è più caldo della sua estate.



Mario Sironi, Nudo Femminile, 1926


domenica 10 agosto 2014

IBICO, Come il vento del nord rosso di fulmini, da Lirici Greci, trad. S. Quasimodo



Photo courtesy by Ribbet.com* A.Panciroli


ἦρι μὲν αἵ τε Κυδώνιαι
μηλίδες ἀρδόμεναι ῥοᾶν
ἐκ ποταμῶν, ἵνα Παρθένων
κῆπος ἀκήρατος, αἵ τ᾽ οἰνανθίδες
αὐξόμεναι σκιεροῖσιν ὑφ᾽ ἕρνεσιν
οἰναρέοις θαλέθοισιν· ἐμοὶ δ᾽ ἔρος
οὐδεμίαν κατάκοιτος ὥραν.
†τε ὑπὸ στεροπᾶς φλέγων
Θρηίκιος Βορέας
ἀίσσων παρὰ Κύπριδος ἀζαλέ-
αις μανίαισιν ἐρεμνὸς ἀθαμβὴς
ἐγκρατέως πεδόθεν †φυλάσσει†
ἡμετέρας φρένας...




A primavera, quando
l'acqua dei fiumi deriva nei canali 
e lungo l'orto sacro delle vergini 
ai meli cidonii apre il fiore,
ed altro fiore assale i tralci della vite 
nell'ombra delle foglie;

in me Eros,
che mai alcuna età mi rasserena,
come il vento del nord rosso di fulmini, 
rapido muove: cosí, torbido
spietato arso di demenza,
custodisce tenace nella mente
tutte le voglie che avevo da ragazzo.

giovedì 24 luglio 2014

ANACREONTE, Eros, trad. Salvatore Quasimodo, da Lirici Greci




Μεγàλωι  δηυτε΄ μ'  ''Ερωσ ''εκοψεν χαλκεùσ
πελéκει, χειμεριήι δ΄ èλουσεν èv  χαρàδρηι



Eros, come tagliatore d'alberi
mi colpì con una grande scure,
e mi riversò alla deriva
d'un torrente invernale.