sabato 4 ottobre 2014

CATULLO,Vivamus, mea Lesbia, atque amemus..., nella traduzione di Guido Ceronetti






Vivamus, mea Lesbia, atque amemus,
rumoresque senum severiorum
omnes unius aestimemus assis.
Soles occidere et redire possunt:
nobis cum semel occidit brevis lux,
nox est perpetua una dormienda.
Da mi basia mille, deinde centum,
dein mille altera, dein secunda centum,
deinde usque altera mille, deinde centum,
Dein, cum milia multa fecerimus,
conturbabimus illa, ne sciamus,
aut ne quis malus invidere possit,
cum tantum sciat esse basiorum.



Vita e amore a noi due Lesbia mia
E ogni acida censura di vecchi
Come un soldo bucato gettiamo via.
Il sole che muore rinascerà
Ma questa luce nostra fuggitiva
Una volta caduta, noi saremo
Premuti da una notte senza fine.
Dammi baci cento baci mille baci
E ancora baci cento baci mille baci!
Le miriad dei nostri baci
Tante saranno che dovremo poi
Per non cadere nelle malìe
Di un invidioso che sappia troppo,
Perderne il conto scordare tutto.

giovedì 2 ottobre 2014

Federico Garcia Lorca, PRECIOSA Y EL AIRE, da Romancero Gitano









PRECIOSA Y EL AIRE



Su luna de pergamino
Preciosa tocando viene
Por un anfibio sendero
De cristales y laureles

Su luna de pergamino
Preciosa tocando viene
Por un anfibio sendero
De cristales y laureles







El silencio sin estrellas
Huyendo del sonsonete
Cae donde el mar bate y canta
Su noche llena de peces

¡Preciosa, corre, preciosa
Que te coge el viento verde!
¡Preciosa, corre, preciosa!
¡Míralo por dónde viene!
¡Preciosa, corre, preciosa!
¡Míralo por dónde viene!
Y los gitanos del agua
Levantan por distraerse
Glorietas de caracolas
Y ramas de pino verde
Glorietas de caracolas
Y ramas de pino verde

¡Preciosa, corre, preciosa!
¡Míralo por dónde viene!

Su luna de pergamino
Preciosa tocando viene
Al verla se ha levantado
El viento que nunca duerme

Su luna de pergamino
Preciosa tocando viene
Al verla se ha levantado
El viento que nunca duerme

El silencio sin estrellas
Huyendo del sonsonete
Cae donde el mar bate y canta
Su noche llena de peces

¡Preciosa, corre, preciosa
Que te coge el viento verde!
¡Preciosa, corre, preciosa!
¡Míralo por dónde viene!
¡Preciosa, corre, preciosa!
¡Míralo por dónde viene!

Su luna de pergamino
Preciosa tocando viene.
Al verla se ha levantado
El viento que nunca duerme

Su luna de pergamino
Preciosa tocando viene
Al verla se ha levantado
El viento que nunca duerme








La sua luna di pergamena
bella suonando viene,
per un anfibio sentiero
di cristalli e d'allori.
Il silenzio senza stelle,
fuggendo la cantilena
cade dove il mare batte e canta
la sua notte piena di pesci.
Sulle cime della sierra
dormono i carabinieri
vigilando le bianche torri
dove vivono gl'inglesi.
E i gitani dall'acqua
alzano per divertirsi
pergolati di conchiglie
e rami di verde pino.


La sua luna di pergamena

bella suonando viene.
Si è levato vedendola
il vento che mai non dorme.
San Cristobalòn nudo,
pieno di lingue celesti,
guarda la bambina che suona
una dolce piva assente.
Ragazza, lascia che alzi
il tuo vestito per vederti.
Apri alle mie dita vecchie
la rosa azzurra del tuo ventre.


Bella getta il tamburello

e corre senza fermarsi.
Il vento maschio l'insegue
con una spada bollente


Il mare aggrinza il suo rumore.

Gli olivi impallidiscono.
Cantano i flauti di penombra
e il liscio gong della neve.
Bella, corri, Bella!
che ti prende il vento satiro!
Bella, corri, Bella!
Guardalo da dove viene!
Satiro di stelle basse
con le sue lingue lucenti.


Bella, piena di paura,

entra nella casa che ha,
più in alto oltre i pini,
il console degli inglesi.


Allarmati dalle grida

tre carabinieri vengono,
chiusi nei loro mantelli neri
e i berretti sulle tempie.


L'inglese dà alla gitana

una tazza di tiepido latte,
e un bicchiere di gin
che Bella non beve.


E mentre piangendo racconta

la sua avventura a quella gente,
sulle tegole d'ardesia
il vento, furioso, morde.

martedì 30 settembre 2014

Federico Garcia Lorca, ROMANCE SONAMBULO, da Romancero Gitano

Julio Romero de Torres-  Dora La Cordobesa




                              Romance sonámbulo


Verde que te quiero verde. (1)
 Verde viento. Verdes ramas.
 El barco sobre la mar
 y el caballo en la montaña.
 Con la sombra en la cintura
 ella sueña en su baranda,
 verde carne, pelo verde,
 con ojos de fría plata.
 Verde que te quiero verde.
 Bajo la luna gitana,
 las cosas la están mirando
 y ella no puede mirarlas.
 Verde que te quiero verde.
 Grandes estrellas de escarcha
vienen con el pez de sombra
 que abre el camino del alba.
 La higuera frota su viento
 con la lija de sus ramas,
y el monte, gato garduño,
 eriza sus pitas agrias.
 ¿Pero quién vendra? ¿Y por dónde…?
 Ella sigue en su baranda,
 Verde carne, pelo verde,
 soñando en la mar amarga.



                              Ballata sonnambula

Verde que te quiero verde.
Verde vento. Verdi rami.
La nave sul mare
e il cavallo sulla montagna.
Con l’ombra alla vita
ella sogna alla sua balaustra,
verde carne, chioma verde,
con occhi di freddo argento.
Verde que te quiero verde.
Sotto la luna gitana,
le cose la stanno guardando
ed ella non può guardarle.
Verde que te quiero verde.
Grandi stelle di brina
vengono col pesce d’ombra
che apre la strada dell’alba.
Il fico sfrega il suo vento
con lo smeriglio dei suoi rami,
e il monte, gatto sornione,
arriccia le sue agavi acri.
Ma, chi verrà? e da dove?…
Ella sempre alla sua balaustra,
verde carne, chioma verde,
sognando l’amaro mare.


1) Verte (vederti) suona in castigliano come la parola “verde”. Il giuoco di parole è reso abilmente nel verso famosissimo “Verde que te quiero verde”. Questo verso  tradotto alla lettera (verde, ti amo verde) non significa nulla. in effetti,  il poeta invece vuole dire: “vederti, voglio vederti”. Verde è il colore che da sempre in Spagna ha indicato la condizione omosessuale.   ( da Ragusa News del 2.8.2011)