mercoledì 23 settembre 2015

AUTUMN SONG

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AUTUMN SONG
by Dante Gabriel Rossetti

Know'st thou not at the fall of the leaf
How the heart feels a languid grief
         Laid on it for a covering,
         And how sleep seems a goodly thing
In Autumn at the fall of the leaf?

And how the swift beat of the brain
Falters because it is in vain,
         In Autumn at the fall of the leaf
         Knowest thou not? and how the chief
Of joys seems- not to suffer pain?

Know'st thou not at the fall of the leaf
How the soul feels like a dried sheaf
         Bound up at lenght for harvesting,
         And how death seems a comely thing
In Autumn at the fall of the leaf?

AUTUMN SONG
Traduzione di Ipazia

Sapevi tu che quando la foglia cade
Il cuore sente un languido male
          Su di lui steso a protezione,
          E di come il sonno sembri una giusta evasione
In Autunno quando la foglia cade?

E come l'agile battito della mente
Proceda del tutto inutilmente,
          In Autunno quando la foglia affonda
          Non lo sapevi? e come l'alta onda
Della gioia sembri-non soffrir niente?

Sapevi tu che quando la foglia scende
L'anima come secco grano si sente
          Legato insieme per il raccolto,
          E come la morte sembri venirti incontro
In Autunno quando la foglia scende?



martedì 22 settembre 2015

PEDRO SALINAS, da Poética, " LE MALENTENDU..."


Mi poesía está explicada por mis poesías. 
Nunca he sabido explicármela de otra manera, ni lo he intentado.
                                   
                                                                                                     P. Salinas



  La poesia esiste o non esiste: questo è tutto. Se questo è vero, è vero con tale evidenza, con tanta imperiale e disillusa sicurezza, che mi pone al di sopra di ogni possibile e non necessaria difesa
La sua delicatezza,la sua somma levità, è la sua grande ed invincibile corporeità, la sua resistenza e la sua vittoria. Per questo considero la poesia come essenzialmente indifendibile. E, chiaramente, in giusta correlazione, essenzialmente inattaccabile. La poesia si spiega da se medesima, altrimenti non si spiega.

Ogni commento di una poesia si riferisce ad elementi che ad essa si riferiscono,stile, linguaggio, sentimenti, aspirazioni, non certo alla poesia stessa. La poesia è una avventura verso l' assoluto. Lo può raggiungere oppure no, può percorrere molta strada o poca, questo è tutto.Dobbiamo lasciar correre l'avventura, con tutta questa bellezza del rischio, della probabilità, di una giocata. "Un coup de dès jamais n'abolirà le hasard ".  Questo non vuole dire che la poesia non conosca quello che vuole; tutta la poesia sa, più o meno, quel che chiede; però non sa tanto quel che si fa. Si deve contare, in poesia più che in ogni altra cosa, con quella forza latente e misteriosa, accumulata dentro la parola, travestita da parola,contenuta, ma tuttavia esplosiva. Si deve contare soprattutto, con quella forma superiore di interpretazione che è le malentendu.

Quando una poesia è scritta è terminata, ma non finisce; comincia, cerca un'altra poesia in se stessa, nell'autore, nel lettore, nel silenzio. Molte volte una poesia si rivela a se stessa, scopre improvvisamente dentro di se una intenzione non sospettata. Illuminazione, sopratutto illuminazioni. Che non è la stessa cosa della chiarezza, quella chiarezza che desiderano tanti onorevoli lettori di poesie. Nella poesia stimo, soprattutto, l'autenticità. Poi, la bellezza. Infine, l'ingegno. Considero poeta ingegnoso, per esempio Walter Savage Landor. Considero un bel  poeta per esempio, Gòngora, Mallarmè. Considero un poeta autentico per eempio, San Juan de la Cruz, Goethe, Juan Ramòn Jèmenez. Considero completamente inutili tutte le discussioni circa il valore relativo della poesia e dei poeti. 
Tutta la poesia è incomparabile, unica, come il fulmine o il granello di sabbia. 


Pedro Salinas



 "La poesía existe o no existe; eso es todo. Si es, es con tal evidencia, con tan imperial y desafectada seguridad, que se me pone por encima de toda posible defensa, innecesaria. Su delicadeza, su delgadez suma, es su grande invencible corporeidad, su resistencia y su victoria. Por eso considero la poesía como algo esencialmente indefendible. Y, claro es, en justa correlación, esencialmente inatacable. La poesía se explica sola; si no, no se explica. Todo comentario a una poesía se refiere a elementos circundantes de ella, estilo, lenguaje, sentimientos, aspiración, pero no a la poesía misma. La poesía es una aventura hacia 1o absoluto. Se llega más o menos cerca, se recorre más o menos camino; eso es todo. Hay que dejar que corra la aventura, con toda esa belleza de riesgo, de probabilidad, de jugada. "Un coup de dés jamais n'abolira le hasard." No quiere decir eso que la poesía no sepa lo que quiere; toda poesía sabe, más o menos, lo que se quiere; pero no sabe tanto lo que se hace. Hay que contar, en poesía más que en nada, con esa fueza latente y misteriosa, acumulada en la palabra debajo, disfrazada de palabra, contenida, pero explosiva. Hay que contar, sobre todo, con esa forma superior de interpretación que es le malentendu. Cuando una poesía está escrita se termina, pero no acaba; empieza, busca otra en sí misma, en el autor, en el !ector, en el silencio. Muchas veces una poesía se revela a sí misma, se descubre de pronto dentro de sí una intención no sospechada. Iluminación, todo iluminaciones. Que no es lo mismo que claridad, esa claridad que desean tantos honrados lectores de poesías. Estimo en la poesía, sobre todo, la autenticidad. Luego, la belleza. Después, el ingenio. Llamo poeta ingenioso, por ejemplo, a Walter Savage Landor. Llamo poeta bello, por ejemplo, a Góngora, a Mallarmé. Llamo poeta auténtico, por ejemplo, a San Juan de la Cruz, a Goethe, a Juan Ramón Jiménez. Considero totalmente inútiles todas las discusiones sobre el valor relativo de la poesía y de los poetas. Toda poesía es incomparable, única, como el rayo o el grano de arena.

Tratto da G.Diego,Poesia Espanola Contemporanea ,Antologia ( 1901 - 1934), Taurus, Madrid 1959,1972, p.303.

sabato 19 settembre 2015





ARIA DI SETTEMBRE

di Alfonso Gatto


Mortale al suo bel volto,
come declina annoso
l’autunno e per ascolto
la chiama al suo riposo,

la sera spoglia il vento
dell’ultimo colore                                            
Alfonso Gatto
e spera che il suo lento
declino sia l’amore

nostalgico del fuoco.
Il freddo autunno rade
le foglie, strema un fioco
riverbero di strade.

E l’ombra reca odore
di bosco perché trami
la sera anche il chiarore
delebile dei rami.

Come una voce invita
nel canto dalle case
si rendono alla vita
convinte le persuase

dolcezze della luna.