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domenica 21 agosto 2016

Al mare con Giorgio Caproni

 Volutamente reclusi nella città deserta ( sempre poco) e bollente ce ne andiamo al mare con le poesie di Giorgio Caproni.


Questo odore marino


Questo odore marino
che mi rammenta tanto
i tuoi capelli, al primo
chiareggiato mattino.

Negli occhi ho il sole fresco
del primo mattino. Il sale
del mare....

Insieme,
come fumo d'un vino,
ci inebriava, questo
odore marino.

Sul petto ho ancora il sale
d'ostrica del primo mattino.







Triste riva

Sul verderame rugoso
del mare, la procellaria
esclama con brevi grida
la burrasca lontana.

Io a riva, anzi sul labbro
renoso ove schiuma
salina bava, solo
contemplo e comprendo intanto
il gusto della tua saliva.











infine  la più bella, direi...

                                                                 Donna che apre riviere


          Sei donna di marine, 
      donna che apre riviere. 
      L'aria delle mattine 
      bianche è la tua aria 
     di sale e sono vele 
      al vento, sono bandiere 
      spiegate a bordo l'ampie 
      vesti tue così chiare. 


















domenica 24 gennaio 2016

ERBA FRANCESE di Giorgio Caproni . ( Parte Prima)




  ERBA FRANCESE

di Giorgio Caproni

 

In corsa

 

 Quant' erba francese.

   Il Palatino fila

verso Parigi.

                      E' giorno.

    Passano villaggi gotici.

Boschi di profondo verde.

   Il presente si perde

già nel futuro.

                        Il futuro

è già tempo passato.

Sono ancora in treno.

                                     Sono

(da un secolo) già ritornato. 

 

 

Di domenica sera

 

    La prima impressione.

Pont du Carrousel. Lo spazio

color piombopiccione .


    Nel vuoto domenicale,

il deserto rumore

d' un passo. La péniche 

che silenziosa risale

 la Senna, a lento rumore.





                                   


 

  

 

Il cuore 

   

Il cuore batte al centro

di Parigi. Batte

 alla Concordia . Batte

fra gli alberi dei Campi Elisi

 

  Il cuore batte nel cuore

del cuore di Parigi. 

 

 

 



Ubicazione

  

Rue de l' Odéon.

Odéon Hotel. "OH.OH"

Davanti, la Librairie Rossignol.

 

 

 

       ITINERARIO

 

 

  Sacré-Coeur Blanche, a piedi.

I passeri che si spollinano

- frenetici - sui marciapiedi

 

 

 

PROMEMORIA

 

 Brasserie du Morvan.

L'indomani , Beaubourg.

Luzi, Sereni, Frénaus.

La Provenzali. Esteban. **

 

 **

Qui sotto la locandina (su internet) della conferenza dei poeti italiani al Centre Pompidou del 3 giugno 1978

Poètes italiens contemporains
Thought and Debate
5 June 1978, at 19h00Petite Salle - Centre Pompidou, Paris
Cette séance de la Revue parlée est consacrée à la poésie italienne.
Organiser : Espaces commun

 Summary : En parallèle à une exposition consacrée à la poésie italienne présentée dans le forum du Centre Pompidou, la Revue parlée accueille quelques auteurs italiens pour une soirée de lecture. Les poètes Giorgio Caproni, Mario Luzi, Vittorio Sereni et Delfina Provenzali se succèdent pour lire leurs créations. Les poètes français André Frénaud et Claude Esteban nous en donnent les traductions françaises. Présentation de Blaise Gauthier. 19h, Petite salle. 

REGISTRAZIONE DELLA CONFERENZA



KODAK
  

 Mia figlia come una fidanzata

 Ah vacanza, seduti

all'ombra d' una verde arcata

della Torre Eiffel.

                            Parliamo

di nulla.

             O ce ne stiamo muti.

Roma è lontana.

                           Un passero.

  

  Una coppia  eccitata

che scrive una cartolina.

   Tutto uno squillante stormo

(ci uniamo) di saluti








FIXAGE

 

Rue du Bac.

Marcel Proust.

Et au coin 

le café-tabac. 

 

         ISTANTANEA

 

   Luisella che compra

da un bouquiniste Perrault.

Il giovane vietnamita

che blocca la sua Renault. 



 

 

 

 


 


 

 

 

lunedì 11 gennaio 2016

GIORGIO CAPRONI, Altro inserto










 ALTRO INSERTO

  Per quanto tu ragioni ,c'è sempre un topo - un fiore - a scombinare la logica. Direi che tutto nel tuo ragionamento è perfetto , se non avessi davanti questo prato di trifoglio. E sarei  anche d'accordo con te , se nella mente non mi bruciasse  ( se non mi bruciasse la mente - con dolcezza ) quest' odore di tannino che viene dalla segheria  sotto la pioggia ; quest'odore di tronchi sbucciati ( d'alba e d'alburno) , e non ci fosse il fresco delle foglie bagnate  come tanti lunghi occhi , e il persistente  ( ma sempre più sbiadito )  blu della notte.

lunedì 4 gennaio 2016

GIORGIO CAPRONI, L' ultimo borgo.



                       L' ULTIMO BORGO

 





   S'erano fermati a un tavolo
d'osteria.
               La strada
era stata lunga.
                          I sassi.
le crepe dell'asfalto.
                                  I ponti
più d'una volta rotti
o barcollanti.

                       Avevano
le ossa a pezzi.
                         E zitti
dalla partenza, cenavano
a fronte bassa, ciascuno
avvolto nella nube vuota
dei suoi pensieri.


                            Che dire.

Avevano frugato fratte
e serpeti.
              Avevano
fermato gente - chiesto
agli abitanti.

                    Ovunque
solo tracce elusive
e vaghi indizi - ragguagli
reticenti o comunque
inattendibili.

                    Ora 
sapevano che quello era
l'ultimo borgo.
                       Un tratto
ancora, poi la frontiera
e l'altra terra: i luoghi
non giurisdizionali.

                                L'ora
era tra l'ultima rondine
e la prima nottola.
                               Un'ora
già umida d'erba e quasi
(se ne udiva la frana
giù nel vallone) d' acqua
diroccata e lontana.