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martedì 12 aprile 2016

Robin Coste Lewis's "Voyage of the Sable Venus", IL viaggio della Venere Nera, trad. A.PAnciroli

Robin Coste Lewis’s début poetry collection, “Voyage of the Sable Venus and Other Poems” (Knopf), derives its title from a notorious eighteenth-century engraving by Thomas Stothard, “The Voyage of the Sable Venus from Angola to the West Indies.” The image was slave-trade propaganda: it shows an African woman posed like Botticelli’s Venus on a weirdly upholstered half shell. She glides serenely across the Middle Passage, attended by an entourage of cherubs and dolphins and escorted by a predatory Triton, who looks as though he’d read the poem on which the engraving is based: Isaac Teale’s “The Sable Venus, An Ode,” which celebrates the pleasures of raping slave women, since black and white—Sable Venus and Botticelli’s Venus—are, after all, the same “at night.”


( from The New Yorker by Dan Chiasson)
Robin Coste Lewis / Voyage of the Sable Venus





Voyage of the Sable Venus 


A Negro Slave Woman
Carrying a Cornucopia
Representing Africa

A Negro Slave Woman
Holding a Plate of Tropical Fruits
Including a Pineapple

A Negro Servant Boy
Brings in a Tray
Of Filled Glasses Winged

Female Figure of Hope
Leaning
On an Anchor

And Holding a Wreath
Over an Inscribed Monument
With a Bale of Cotton

And a Ship
In the Background Negro Boy
Holding Feathers in His Left Hand

Pointing to Hope
And a Book
Under His Right Arm

And a Black Man
Holding a Rifle
And pointing to the Arms

Of the United States
Above to Their Side
Is a Ballot

Box and Behind
Them a Loco
Motive

:

At Auction Negro Man in Loincloth
serves liquor to Men Bidding

on The Slaves while A Slave Woman
attends Two Women Observing The Sale.

African Slave Encased in an Iron Mask
and Collar Slave Children starting out

to harvest coffee on an oxcart.
Negroes under a date palm.

Negro Woman Seated
at a table, facing

left, writing
with a quill.


Una Schiava Negra
porta una Cornucopia
Rappresentante l' Africa.

Una Schiava Negra
tiene stretto un Piatto con Frutta Tropicale
e un Ananas


Un Servo Negro
Porta con sè un Vassoio
di  Bicchieri Colmi un'Alata

Figura Femminile della Speranza
che Incombe
su un Ancora

e con una Corona
Sopra un Monumento con Dedica
con una Balla di Cotone

e una Nave
sullo Sfondo un Ragazzo Negro
tiene delle Piume nella Mano Sinistra

indica la Speranza
e ha un Libro
sotto il Braccio Destro

 un Nero
ha in Mano un Fucile
e lo punta verso lo Stemma 

degli Stati Uniti
li sovrasta
un'Urna 

Elettorale e dietro
di loro una Loco
Motiva


Durante l' Asta  un Negro in Perizoma
serve Liquori ad Uomini  che Rilanciano Offerte

per gli Schiavi mentre una Schiava
si occupa di due Donne che Osservano la Vendita

Uno Schiavo Africano Rinchiuso in una Maschera di Ferro
e Ragazzi con il Collare da Schiavo iniziano

a raccogliere il caffè su un carro da buoi.
Negri sotto una palma da dattero, una Donna Negra Seduta

al tavolo,  guarda a sinistra
scrive con un una penna d'oca.








martedì 23 dicembre 2014

In the Murmurs of the Rotten Carcass Inferno : Daniel Borzutzky : Harriet the Blog : The Poetry Foundation

In the Murmurs of the Rotten Carcass Inferno : Daniel Borzutzky : Harriet the Blog : The Poetry Foundation


Per chi conosce abbastanza l'inglese un graffiante post di Daniel Borzutzky sui Brontolii dall' Inferno della Carcassa Decomposta...

Spero col tempo di poterne tradurre almeno alcune parti.

dal sito Bandjob.com








L' Economia della Carcassa Decomposta.

Se io avessi una idea del perché scrivo poesie, ma non ne sono sono sicuro, potrei cercare di indovinare, per parafrasare Don Mee Choi ,che scrivo poesie per tentare di descrivere a cosa somiglia un inferno neoliberista,  a cosa somiglia uno stato-morte privatizzato, razzista ,capitalista e segregazionista, a cosa somiglia una economia della carcassa decomposta:  di chi si ciba , chi caca , chi assorbe, chi rifiuta di assorbire, cosa uccide, come uccide, perché uccide, sotto quali condizioni uccide, quando denaro usa per uccidere, di cosa puzza, di cosa puzzino i suoi cittadini, cosa fa al cervello ed al corpo della gente che esso ama , della gente che esso  odia. Penso di scrivere poesie per descrivere queste cose. E, cosa ancora più importante, spero che nella vita reale io lavori abbastanza duramente da descrivere queste cose: ( descrivere, comunicare, sviare , combattere, rallentare,  ribaltare, rovesciare, non esserne ucciso, non esserne inglobato, trovare qualche modo di non essere del tutto assorbito  dagli orrori della economia della carcassa decomposta, trovare una qualche speranza nella battaglia).

Parlo di Chicago e parlo anche del Cile, con le loro comuni devastanti, grottesche privatizzazioni ,della  loro grottesca violenza militare e poliziesca,della loro grottesca segregazione economica, del loro grottesco trattamento della scuola pubblica e degli insegnanti, del loro grottesco chiudere ospedali e sanatori, della loro grottesca centralizzazione del potere nei corpi di uomini disgustosi che privatizzerebbero ogni centimetro della vostra pelle qualora gliene venisse concessa l'opportunità.

Parlo del deserto di Atacama, dove  i frammenti delle ossa di migliaia di Cileni scomparsi furono gettati via come inutili pezzi di immondizia dalla dittatura di Pinochet e lasciati morire di una anonima morte nella sabbia, che, per parafrasare Raul Zurita, ha amato questi corpi molto più di quanto uno stato abbia mai fatto. E parlo del deserto dell'Arizona, dove ci sono centinaia di corpi di  scomparsi emigranti dal Messico e dal Centro America, centinaia di corpi non reclamati, non identificati che morirono nel viaggio dal paese A al paese B. Io scrivo, vivo, comprendo il mondo da una posizione di rabbia e disgusto. Scrivo con la testa nel fango, nella sabbia, da un buco,  sepolto nel corpo corrotto di una città corrotta in un continente corrotto di un emisfero corrotto.