mercoledì 2 giugno 2010

Sapete, ho trovato fantastico il link sulloYpsilanti State Hospital.
Sapete, ho avuto uno zio schizofrenico che si è ammalato a 25 anni e che era già malato quando io ero piccola.
Sapete, ho poche cose da dire sulla follia. Certo è che quando lui è morto i due ragazzi che gli sono stati vicino durante l'ultimo mese in ospedale hanno detto piangendo:" Era un nostro amico."
Avrei voluto scrivermi tutti i suoi aforismi ma uno me lo ricordo.
Eravamo a casa di mia nonna con mia cugina, mia madre e mia nonna e c'era una discussione molto animata tra donne (mia cugina sofffriva per amore!).
Mio zio entrò in cucina e ci disse: "Se state male, ricoveratevi!"
Vi lascio una poesia di Alda Merini, che di manicomi se ne intendeva:

Le più belle poesie, La Terra Santa, 1983

Le più belle poesie
si scrivono sopra le pietre
coi ginocchi piagati
e le menti aguzzate dal mistero.
Le più belle poesie si scrivono
davanti a un altare vuoto,
accerchiati da agenti
della divina follia.
Cosi, pazzo criminale qual sei
tu detti versi all’umanità,
i versi della riscossa
e le bibliche profezie
e sei fratello a Giona.
Ma nella Terra Promessa
dove germinano i pomi d’oro
e l’albero della conoscenza
Dio non è mai disceso né ti ha mai maledetto.
Ma tu sì, maledici
ora per ora il tuo canto
perché sei sceso nel limbo,
dove aspiri l’ assenzio
di una sopravvivenza negata.

: G.G. BELLI " tradotto" IN INGLESE

Una incredibile traduzione in inglese di G.G. Belli, poeta romanesco, tratta dal libro IL POPOLO DI ROMA IN 100 SONETTI, di Allen Andrews, a cura di Fabrizio Di Giacomo, Barbi Editore, Roma, 1984, ISBN 88-85699-00-6.
            L' incisciature

Che sscenufreggi, ssciupi, strusci e ssciatti!
Che ssonajjera d' inzeppate a ssecco!
Iggni botta, peccrisse, annava ar lecco:
Soffiamio tutt' e ddua come ddu gatti.

L' occhi invetriti peggio de li matti:
Sempre pelo co ppelo, e bbecc'a bbecco.
Viè e nun vieni, fà e ppijja, ecco e nnun ecco;
E ddajje, e spigne, e incarca, e strigni e sbatti.

Un po' ppiù cche durava stamio grassi!
Chè ddoppo avè ffinito er giucarello
Restassimo intontiti com'e sassi.

E' un gran gusto er fregà! ma ppe godello
Più a ciccio, ce voria che diventassi
Giartruda tutta sorca, io tutt' uscello.
                                                         17 settembre 1831

La " traduzione"


                  Frenzy

What thrashing, spending, what frottage, what moans!
An epic of discharge and fresh refuelling.
Each stroke was a sure winner, dead on target;
And both of us were puffinh like two cats.

With glassy eyes much worse than lunatics,
Bush always against bush, beak against beak;
Come - and not come; give - take; now - and not now;
Screw me, and surge, and press, and hold, and batter.

Poor us if it had lasted any longer!
For after finishing this little game
We were left numb and motionless as stones.

How good to fuck! But really to enjoy it
In toto there should be a transformation:
Gertrude become all cunt, myself all prick.

Per finire, solo l' incipit della traduzione di Peter Nicholas Dale, tratte da:
http://www.ggbellimosetti.altervista.org/SONNETS/elenco_sonnets.htm

              Shaggen (L’incisciature)

Wodda lather n’ swet, the sheer wear n’ tear a the act!
Cop the jinglen knackers as ya cram in the bone.
Ev’ry friggen thump, b’Christ, banged sweetly home,
Till we mewled n’ huft n’ puft like rootèd cats.

The sonnet is translated into "Strine", the dialect spoken in Australia down to the 1960s


                        Shagging (Orthographically normalized version)

What a lather and sweat, the sheer wear and tear of the act!

Cop the jingling knackers as you cram in the bone!
Every frigging thump, by Christ, banged sweetly home,
Till we mewled and huffed and puffed like rooted cats.        

E Buona Festa della Repubblica, finchè dura...


                                              immagine da www.provaciancorasam.ilcannocchiale.it
                                                                               



                     
                                   








                                          

martedì 1 giugno 2010

The Great Poet Returns ... 1 e 2 GIUGNO alla John Cabot University , Mark Strand.


        Mark Strand sarà, anzi è a Roma, il 1 e 2 giugno, alla John Cabot University, in via della Lungara 233, per presentare il suo libro " Il Monumento".
Il 1 giugno presenterà alcune poesie di Wallace Stevens,  poeta americano del Novecento; il giorno seguente, 2 giugno, ci sarà un reading di poesie.
Sarà presente anche Damiano Abeni, il suo grande traduttore.


http://www.johncabot.edu/About_JCU/News_Events/NewsRead.aspx?IDN=503



                                       

       I was there.