Andrea Zanzotto (scomparso da poco) è stato un grande sperimentatore della poesia e della parola. In una intervista fattagli da Marco Paolini ha sostenuto che senza il paesaggio la psiche imploderebbe. Inoltre ha affermato che ha sofferto di depressione. Credo che la poesia che segue abbia a che fare con questo.
Esistere psichicamente
Da questa artificiosa terra-carne
esili acuminati sensi
e sussulti e silenzi,
da questa bava di vicende
- soli che urtarono fili di ciglia
ariste appena sfrangiate pei colli -
da questo lungo attimo
inghiottito da nevi, inghiottito dal vento,
da tutto questo che non fu
primavera non luglio non autunno
ma solo egro spiraglio
ma solo psiche,
da tutto questo che non è nulla
ed è tutto ciò ch'io sono:
tale la verità geme a se stessa,
si vuole pomo che gonfia ed infradicia.
Chiarore acido che tessi
i bruciori d'inferno
degli atomi e il conato
torbido d'alghe e vermi,
chiarore-uovo
che nel morente muco fai parole
e amori.
giovedì 15 marzo 2012
lunedì 12 marzo 2012
Lithium Dreams (White Sea) by Amy Beeder : Poetry Magazine
| Salar de Uyuni /Credits Fabio Cuttica |
Sei versi possenti subito all' inizio della poesia, non lasciano riprendere il fiato, ricordano Neruda ed il suo Cile aspro e lunare ( d' altronde non siamo lontanissimi, siamo in Bolivia, nel Salar de Uyuni, un grande lago salato dove giacciono le più grandi riserve di litio del mondo...):
LITHIUM DREAMS
Once, volcanoes walked § talked like humans. Married.
Quarreled § gave birth. When the beautiful Tunupa' s
husband ran away § took their only child she mourned:
she cried § stormed, her full breasts spilled until she made
this sunken bed, a dry § ragged ice-white sea. Tears
§ milk. Salt. Silver liquor of the spirits, the winter tuber's pulp.
Una volta, i vulcani camminavano e parlavano cone gli umani. Si sposavano.
Litigavano e mettevano al mondo figli. Quando il marito della
bella Tunupa scappò e rapì il loro unico figlio, lei si mise a lutto:
pianse e si infuriò, il latte che colò dal seno turgido creò
questo letto infossato, questo mare bianco come il ghiaccio, secco e frastagliato. Lacrime
e latte. Sale. Argenteo liquore degli spiriti, la polpa del tubero invernale...
Il resto della poesia non tiene il confronto, tranne forse dove dice
" Lithium chloride
§ plain table salt under ocean crust; fossils § algae..."
comunque la trovate qua sotto :
Lithium Dreams (White Sea) by Amy Beeder : Poetry Magazine
Un eccezionale , per davvero, articolo proprio sui sogni al Lithio... The Solution: Bolivia’s Lithium Dreams Matthew Power on VQR on LIne
venerdì 9 marzo 2012
An Abandoned Factory, Detroit, Philip Levine
" Che cosa altro dovremo fare a parte chiudere? Giocare a pallone?. Io costruisco auto, se non le produco li', le produco da un'altra parte"
Sergio Marchionne, amministratore delegato FIAT
UNA FABBRICA ABBANDONATA, Detroit
I cancelli sono sbarrati, protetti dalla barriera di filo spinato,
una autorità di ferro contro la neve,
e questo grigio monumento al buon senso
resiste alle stagioni. Teme che le mani inattive,
la protesta, gli uomini che manifestano insieme, e la lenta
corrosione delle loro anime travolgeranno questa barriera.
Appena oltre, si intravedono, attraverso le finestre infrante,
le grandi presse che si fermarono per sempre
e così rimasero, sospese in aria, sorprese
nel sicuro margine della eternità.
Le ruote di ghisa si sono fermate; si potrebbero contare i raggi
che il movimento rendeva sfuocati, i tiranti infranti dall' inerzia,
e valutare la perdita della energia dell 'uomo,
esperta e lenta, la perdita di anni,
il graduale disfacimento della dignità,
Uomini che vissero entro queste fonderie, ora dopo ora;
nulla di quello che forgiarono è sopravvissuto alla ruggine degli attrezzi
che avrebbero potuto servire a suonare il loro elogio.
An Abandoned Factory, Detroit
The gates are chained, the barbed-wire fencing stands,
An iron authority against the snow,
And this grey monument to common sense
Resists the weather. Fears of idle hands,
Of protest, men in league, and of the slow
Corrosion of their minds, still charge this fence.
Beyond, through broken windows one can see
Where the great presses paused between their strokes
And thus remain, in air suspended, caught
In the sure margin of eternity.
The cast-iron wheels have stopped; one counts the spokes
Which movement blurred, the struts inertia fought,
And estimates the loss of human power,
Experienced and slow, the loss of years,
The gradual decay of dignity.
Men lived within these foundries, hour by hour;
Nothing they forged outlived the rusted gears
Which might have served to grind their eulogy.
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