domenica 15 aprile 2012

Lés dés sont pipès presenta: Federico Garcìa Lorca, DANCA DE LA MUERTE


*   *   *


Que ya las cobras silbarán ...



   IO PROTESTAVO TUTTI I GIORNI.

Protestavo vedendo i ragazzini negri...pulire le sputacchiere di uomini gelidi che parlano come anatre. Protestavo di tutta questa carne rubata al paradiso... 


 HO VISTO CON I MIEI OCCHI

l' ultimo crack in cui si persero vari trilioni di dollari, un vero ammasso di denaro sprecato precipitato in mare e , tra tanti suicidi, persone isteriche e gruppi di sbandati, mai ho sentito l' impressione della morte reale, della morte senza speranza, della morte che è marciume e niente altro, come in quell' istante, perchè era uno spettacolo terribile ma senza grandezza.
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Da : Un poeta en Nueva York, conferenza tenuta da Federico Garcìa Lorca il 16 marzo 1932 alla Residencia de Senoritas de Madrid per illustrare il suo Poeta en Nueva York.

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DANCA DE LA MUERTE  

 


 Ormai i cobra fischieranno sugli ultimi piani.
Ormai le ortiche faranno tremare cortili
e terrazzi.
Ormai la Borsa sarà una piramide di muschio.
Ormai verranno le liane dopo i fucili
e molto presto, molto presto, molto presto.
Ah! Wall Street!




Que ya las cobras silbarán por los últimos pisos,
que ya las ortigas estremecerán patios y terrazas,
que ya la Bolsa será una pirámide de musgo,
que ya vendrán lianas después de los fusiles
y muy pronto, muy pronto, muy pronto.
¡Ay, Wall Street! 




 Os dados são chumbados

NICHOLAS MOORE, un altra traduzione SPLEEN

 SPLEEN

(
for James Laughlin—and all the old directions)
(“ It is as though Baudelaire were to be re-written, over the biscuits and sherry, by
Walter Bagehot”
—Kenneth Rexroth: New British Poets)



 

I’m like the Laureate of a clouded empire,
Whose words are gold, but powerless: whose entire
Youth has been spent on old men’s vanities.
Bored with mad dogs and life’s inanities,
Nothing can make him giggle, bird or ape,
Nor all his tribe half-dying at the gate:
Nor all the loony japes of Lennonese
Distract him from this self-imposed disease.
He’s filled his bed with flowers; it’s still a grave.
Women, however lewdly they behave,
Can’t reconcile him to his princely rule,
Nor raise one titter from this grave, young fool.
The goldeii tongue of Dylan can’t contrive
With all its bone and gore to keep alive
Through all the bloody rain of death’s dominion
One sickly cry from this sick skeleton,
Nor can Analysis warm up this Case.
There’s no blood there: just green spleen in its place.








Sono come  il Monarca  Incoronato di un impero nuvoloso,
le cui parole siano d' oro, ma impotenti: la cui intera
gioventù fu sprecata per le vanità di un vecchio.
Annoiato da cani folli e dalle stupidità della vita,
nulla, che sia ape od uccello, lo fa più ridere,
neppure tutta  la sua tribù mezza morta di fame che preme alla porta,
neppure tutti gli scherzi da matto di Lennonese
lo distraggono dalla malattia che si è auto inflitta.
Si è riempito il letto di fiori; sembra una tomba,
Neppur le donne che s' atteggiano a puttane
 possono tornarlo  alla sua vita da principe regnante
né fare uscire almeno un sorrisino stento da questa tomba , giovane imbecille,
La bocca d' orii di Dylan non trova modo,
con tutte le sue ossa e sangue coagulato, di far rivivere,
attraverso la pioggia di sangue del regno della morte,
neppure un uggiolare malaticcio da questo scheletro ammalato.
Nè può la psicoanalisi riscaldare questo Paziente.
Non c'è sangue qui; solo un verde spleen  che scorre al suo posto.


 Kenelme Sexnoth Pope
The Poetrie Diabblers’ Union,
New Directions,
Norfolk,
Conn. (U.S.A.)

venerdì 13 aprile 2012

Una proposta di traduzione da Spleen di Nicholas Moore (TWO DREAMSCAPES)

 TWO DREAMSCAPES

( for Nanos Valaoritis)

 I

Sono qua, un re troppo vecchio
di un paese troppo piovoso,  tenuto a freno
dal sospetto di consiglieri troppo fiduciosi

Cani,
altri animali sconosciuti,
uccellini, falchi
- ma mi annoio,
una genìa intera deperisce sotto il balcone della mia reggia.
I Beatles, vestiti come vermi,
cantano tristemente "Hey Jude",
Ma Io - Io non riesco a ridere.
Sono ammalato anch'io.

Il mio letto è  un cumulo di fiori,
gigli, iris;
le ragazze in fiore mi donano il loro fascino
ed improvvisi e nudi -
giovani corpi belli e puri.

Ma il cumulo è una tomba
per questa giovane mummia rinsecchita.
 Coi loro gesti le ragazze non possono  suscitare un sorriso

dal cadavere.

II

Un alchimista crea l' oro nel suo crogiolo;
un saggio con la barba bianca
dalle dita  delicate.

Se ne sta vicino, come in un dipinto,
davanti ad un paesaggio di Dalì
 fatto di ossa e di sangue,

Un fiume serpeggia in lontananza;
il custode dell' oro non ha un volto,
 e, al posto delle mani,
il vibrante pungiglione di una vespa.

Un campo già mietuto di pietra
Pietre tombali che portano inciso "Roma...

Ma nulla di tutto questo eccita i miei  occhi.
Il morto può essere riscaldato solo dal suo stesso sangue.
" Seguimi" , posso sentire urlare il mio corpo.
E, nelle mie vene serpeggiano,
invece del sangue,
le verdi e lente acque del Lethe.

Nichos Omolares
c/o 105 Piccadilly
W.i.



TWO DREAMSCAPES
(for Nanos Valaoritis)
I
I stand, a too-old king
In a too rainy country, curbed
By distrust of too-plausible advisers.

Dogs,
Other faceless animals,
Small birds, hawks
—but I’m bored:
A whole race fails beneath my balcony.
The Beatles, dressed like grubs,
Sing mournfully “Hey, Jude”,
But I—I cannot laugh.
I suffer from the same malaise myself.

My bed is a mound of flowers,
Lily, iris;
The flower-girls offer me charms
And suddenly strip —
Beautiful, clean young bodies.

But this mound is a tomb
For this dried-up young mummy.
The gesturing girls can’t raise a smile

From the dead.


II
An alchemist makes gold in his crucible;
A white-bearded savant
With delicate fingers.

He stands close, as in a picture,
Before a Dali-like landscape
Of bones and blood.

A river twists in the distance;
The gold watch has no face,
And, instead of hands,
The twitching sting of a bee.

A harvest-field of stone
Gravestones each bear the legend “Rome..

But none of this is exciting to my young eyes.
No vice of blood can warm the dead.
“Join me” I hear my own corpse cry,
And, winding through my veins,
Instead of blood,
The slow green waters of Lethe.


Nichos Omolares
c/o 105 Piccadilly,
W.i