sabato 19 aprile 2014

da The Dance at Mociu, di Peter Riley, " KALOTASZEG", trad A. Panciroli







Le basse colline incise da terrazzamenti, ormai 
trascurati, invasi dalle erbacce. La mancanza di
giovani per lavorare la terra, andati a
a lavorare nei cantieri delle città. Uomini
e donne,magri, contorti, anziani
che coltivano patate in strette strisce 
di terra sul fondovalle. Ti salutano, come
sempre, e in due lingue.

Un avvallamento piuttosto che una valle, un lungo
solco poco profondo , dove crescono granturco e patate
nel fondo tra gli alberi da frutta, e pastori
che custodiscono  piccoli greggi sui bordi.
E' talmente tutto consumato e quasi tetro
che dobbiamo costantemente ricordare a noi stessi
che questo è veramente Kalotaszeg, un nome che per noi
significa una musica particolarmente ricca e sofisticata,
con la sua immensa dignità e rimorso, la sua
aria come di nobiltà amareggiata.

I giovani se ne sono andati, lasciando
i genitori a lavorare nei campi. Divenuti
lavoratori emigranti, autisti di camion su lunghe
distanze, con la stessa pazienza, la stessa strada
scolpita nella speranza, l'eleganza di un fastigio,
la radiosità di gesti aggraziati tagliati attraverso la necessità
Quando raggiungiamo il paese ( Magyarvalkò)
tutti i fastigi, che danno sulla strada, sono decorati
con strutture semicircolari a raggi sotto le grondaie,
con vasi eleganti e figure dalle forme di uccelli
forati simmetricamente attraverso le assi di legno.

Ornamento cosmico. L' universo
in attesa, dietro l'angolo
sopra la collina, fuori vista. Cartelli di
benvenuto sulla colonne dei cancelli. E una
fattoria collettiva abbandonata con
una fila di grandi macchine agricole in disfacimento
in un capanno, del tutto inadeguate per l'uso
in questo tipo di terreno. E da qualche parte,
l'universo in attesa, le oche appollaiate intorno
al distributore del paese, la donna che
cammina a grandi passi sulla collina due volte
al giorno per caricare l'orologio della chiesa,
la coppia di vecchi che attende il ritorno dei figli.

Come il sole e la neve, che girano
uno appresso l'altro.



sabato 12 aprile 2014

DUE PIOGGE



Le poesie di Jane Hirshfield spesso ritraggono i differenti angoli da cui un medesimo evento può essere osservato; un modo di guardare può sdoppiarsi in due o più modi di osservare il mondo.

DUE PIOGGE

Il cane entrò
e si scrollò
l'acqua di dosso dappertutto.

Un caotico temporale,
in giro su quattro grandi zampe.

La pioggia di fuori
cadeva dritta,
in linee parallele
dal disegno di un bambino.

Senza vento, brusca, e fredda,
quella pioggia attenta,
come un destino
non ostacolato da un defunto amore.
Traduzione di Ipazia

TWO RAINS

The dog came in
and shook off
water in every direction.

A chaotic rainstorm,
walking on four big paws.

The outside rain
fell straight,
in parallel lines
from a child's drawing.

Windless, blunt, and cold,
that orderly rain,
like a fate
uninterrupted by late love.

martedì 8 aprile 2014

COLORNO, LIBRERIA ALBERTO PANCIROLI ora anche su Facebook


Il più grande libraio della Bassa, Alberto Panciroli, titolare della omonima libreria sita nella Reggia di Colorno, è "finalmente" approdato su FACEBOOK



foto tratta dalla pagina FB della Libreria Panciroli

Informazioni

La pagina è dedicata alle novità editoriali e agli eventi organizzati dalla Libreria Panciroli.
Descrizione
La pagina è dedicata alle novità editoriali e agli eventi organizzati dalla Libreria Panciroli. Potete trovarci all'ingresso del Palazzo Ducale di Colorno dal Lunedì mattina alle 7 alla Domenica sera alle 19! Se siete alla ricerca di novità o di libri introvabili veniteci a trovare in libreria oppure contattateci su FB o all'indirizzo e-mail: libreriapanciroli@virgilio.it.

Informazioni di base

Informazioni di contatto




foto tratta dalla pagina FB della libreria Panciroli