venerdì 18 luglio 2014
Saffo, HO PARLATO IN SOGNO, trad. Salvatore Quasimodo, da LIRICI GRECI
Ζα' τέλεξάμαν ΄'οναρ,Κυπρογένηα
Ho parlato in sogno con te, Afrodite.
Etichette:
HO PARLATO IN SOGNO
,
LIRICI GRECI
,
SAFFO
,
SALVATORE QUASIMODO
,
Ζα' τέλεξάμαν ΄'οναρ
,
Κυπογενηα
mercoledì 16 luglio 2014
THE WAY WE WERE
di Wislawa Szymborska
Un’adolescente
Io – un’adolescente?
Se ora, d’improvviso, si presentasse qui,
dovrei salutarla come una persona cara,
benché mi sia estranea e lontana?
Se ora, d’improvviso, si presentasse qui,
dovrei salutarla come una persona cara,
benché mi sia estranea e lontana?
Versare una lacrimuccia, baciarla sulla fronte
per la sola ragione
che la nostra data di nascita è la stessa?
per la sola ragione
che la nostra data di nascita è la stessa?
Siamo così dissimili
che forse solo le ossa sono le stesse,
la calotta cranica, le orbite oculari.
che forse solo le ossa sono le stesse,
la calotta cranica, le orbite oculari.
Perché già gli occhi è come fossero più grandi,
le ciglia più lunghe, la statura più alta
e tutto il corpo è fasciato
dalla pelle liscia, senza un’imperfezione.
le ciglia più lunghe, la statura più alta
e tutto il corpo è fasciato
dalla pelle liscia, senza un’imperfezione.
In verità ci legano parenti e conoscenti,
ma nel suo mondo di questa cerchia comune
sono quasi tutti vivi,
mentre nel mio quasi nessuno.
Siamo così diverse,ma nel suo mondo di questa cerchia comune
sono quasi tutti vivi,
mentre nel mio quasi nessuno.
i nostri pensieri e parole così differenti.
Lei sa poco -
ma con un’ostinazione degna di miglior causa.
Io so molto di più -
ma non in modo certo.
Mi mostra delle poesie,
scritte con una grafia nitida, accurata,
con cui io non scrivo più da anni.
scritte con una grafia nitida, accurata,
con cui io non scrivo più da anni.
Leggo quelle poesie, le leggo.
Be’, forse quest’unica,
se fosse accorciata
e corretta qua e là.
Dal resto non verrà nulla di buono.
Be’, forse quest’unica,
se fosse accorciata
e corretta qua e là.
Dal resto non verrà nulla di buono.
La conversazione langue.
Sul suo modesto orologio
il tempo è ancora incerto e costa poco.
Sul mio è molto più caro ed esatto.
Sul suo modesto orologio
il tempo è ancora incerto e costa poco.
Sul mio è molto più caro ed esatto.
Per commiato nulla, un sorriso abbozzato
e nessuna commozione.
e nessuna commozione.
Solo quando sparisce
e nella fretta dimentica la sciarpa -
e nella fretta dimentica la sciarpa -
Una sciarpa di pura lana,
a righe colorate,
che nostra madre
ha fatto per lei all’uncinetto.
a righe colorate,
che nostra madre
ha fatto per lei all’uncinetto.
La conservo ancora.
giovedì 10 luglio 2014
Alfonso Gatto, ALBA A SORRENTO
ALBA A SORRENTO
Al freddo stretto i limoni movevano la luna d'alba
prossima ad esalare scialba nel cielo dei portoni.
Sulla finestra a grate, tra i rami d'arancio
portava il vento uno slancio di polle rosate:
i gerani smorti dal gelo trepidavano d'aria
sotto l'arcata solitaria illuminata dal cielo.
Ai monti pallidi d'ali sorgevano voci remote ,
per strada le ruote dei primi carri,i fanali
tenui nel vetro dell'aria, trasparenza del verde
fresco delle persiane; lungo i cancelli
il sole era un caldo cane addormentato tra i monelli.
Etichette:
ALBA A SORRENTO
,
ALFONSO GATTO
,
GATTO
,
POESIA ITALIANA
Iscriviti a:
Post
(
Atom
)
