domenica 11 gennaio 2015
sabato 3 gennaio 2015
Alfonso Gatto, SOGNO D' INVERNO
SOGNO D' INVERNO
La terra s'allevia al primo respiro dell'inverno:
s'insinua, calma d' armonioso silenzio, in seni e
golfi remoti. Al meriggio le strade continuano mo-
notone e dolci: gli uomini cadono nell'ozio eterno,
lambiti da stupore, ilari ad arie di vento.
Affrescato di rapidi colori, al volto dono, risonante
nell'aria, la sua incredulità: la terra ascolta, da
lontananze frali e celesti, il sorgere di echi man-
sueti, di lente erbe ai campanili.
Sogno di tepore: al tuo seno un calmo respiro.
Le braccia s'estenuano a perdere vuoto caldo: de-
sideri di svanire nella memoria, nella favola del
tempo compita e pura.
Ora mi ricordo coperto di lento silenzio, di caldo
erboso: intero nella terra.
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mercoledì 31 dicembre 2014
Alfonso Gatto, SERA DI NAPOLI
A Marilia Aricò
SERA DI NAPOLI
La canzone dei poveri s'accende
dopo la sera con un lume solo.
E la vecchia città murata al cielo
nella rotonda cupola dell'erba
rispecchia nel suo freddo stacco il giorno
sbiadito dei garofani.
Dispera
in un'allegra povertà la voce
sciupata d'una femmina, il fanciullo
che corre sulle case: alle ringhiere
tese nei fili ancor si spoglia il bianco
riverbero dei muri e tocca il capo
fatto già d'ombra a una donna uscita
al suo balcone d'aria con la mano
dolcissima sul petto.
Basta il vento
l'ultimo vento della sera ai lumi
che tornano dal mondo, a quell'odore
sbiadito di garofano se il cuore
trema ogni volta d'apparire al canto
triste che cerca la felicità.
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