sabato 3 settembre 2016

LE POESIE DI MRS. MURPHY, traduzione di A.Panciroli


Una cara amica inglese ci ha fatto dono delle classiche poesie nel cassetto: niente male!


NOHA' S SECRET

Like those still, sunken cities of eons past,
no ripple betrays their vigil through the years.
The moon-silvered surface of the sea lies silente,
and no olive-bearing dove bring life and love.

Shell-encrusted chambers, halls and thrones:
Lone survivors defying swell and tide.
Sea-weeded walls no music make nor voice,
softly singing, calms the restless child.

These ancient structures will forever be
like us, invisibly existing beneath the sea.




IL SEGRETO DI NOE'

Come quelle  immobili città affondate di passati eoni,
non una increspatura rivela  le loro veglie traverso gli anni,
Un mare d'argento sotto la luna giace silente,
nessuna colomba porta ramoscelli d'olivo di vita e d'amore.

Stanze, saloni e troni incastonati da conchiglie:
solitari sopravvissuti sfidano onde e maree.
Le mura di alghe non hanno alcuna musica  alcuna voce che
cantando dolcemente, plachi l'inquieto fanciullo.

Queste antiche rovine esisteranno per sempre
come noi, invisibili sotto l'oceano.





lunedì 29 agosto 2016

Giacomo Joyce, di James Joyce, traduzione di Ipazia e A Panciroli







                       




Iago mi ha invitato a tradurre da Giacomo Joyce....


Lei non si soffia mai il naso. Una forma di discorso: il meno per il più.


Arrotondata e maturata: arrotondata dal tornio del matrimonio misto e maturata nel vivaio dell'isolamento della sua razza.

Una risaia vicino Vercelli sotto una cremosa foschia d'estate. Le falde del suo spiovente cappello ombreggiano il suo falso sorriso. Le ombre segnano il suo viso falsamente sorridente, colpito dalla calda cremosa luce, grigie ombre lattescenti sotto le mandibole, striature in giallo tuorlo d'uovo sulle umide sopracciglia, umore giallo rancido rintanato nella soffice polpa degli occhi.


Traduzione di Ipazia

                                          ***                      ****            ***

Lei che dona un fiore a mia figlia. Un dono fragile, una fragile donatrice, una fragile ragazza dalle vene blu.

Padova  lontano dal mare. Il silenzioso medio evo,la notte, il buio della storia dormono in  Piazza delle Erbe sotto la luna. La città dorme. Sotto le arcate nelle strade buie vicino al fiume gli occhi delle puttane spiano in cerca di fornicatori. Cinque servizi per cinque franchi. Una oscura onda di sensualità, ancora, ancora, ancora.

Nel buio gli occhi vacillano, i mei occhi vacillano,
vacllano nel buio, amore,
Di nuovo. basta, Un amore oscuro,  un buio  pieno di desiderio. Basta.  Buio.


Crepuscolo. Attraversando la piazza, una sera grigia cade sui vasti pascoli color verde salvia,  scendono silenziosi il tramonto  e la rugiada. Lei segue la madre con impacciata grazia, la giumenta che guida la puledra. Il crepuscolo grigio modella dolcemente le cosce sottili e armoniose,  il docile flessibile  tendineo collo, la testa finemente modellata. Sera, pace, il tramonto della meraviglia....Ehilà! Stalliere! Ehilà!


Traduzione di A. Panciroli

venerdì 26 agosto 2016

A proposito di XLIX di Alberto Caeiro.


A proposito di XLIX di Alberto Caeiro.

Sono solo piccole variazioni che apporterei, in quanto, dopo aver letto il testo in lingua originale, ho potuto appurare che il traduttore si è mantenuto del tutto fedele ad esso in quanto il suo stile è molto semplice e non abbisogna di grandi cambiamenti.
Più che altro toglierei qualcosa:

Mi ritiro, e chiudo la finestra.
Portano la lampada e danno la buona notte.
E la mia voce contenta dà la buona notte.
Dio voglia che la mia vita sia sempre questa:
Il giorno pieno di sole, o soave di pioggia,
O tempestoso come (se) finisse il mondo,
Il pomeriggio dolce e la gente che passa
(ho capito che l'autore nel testo originale scrive due volte suave ma perché ripeterlo per forza?)
(per quanto riguarda "compagnie" il termine usato da Pessoa è ranchos, per il quale non ho trovato una facile corrispondenza nella traduzione, così ho preferito il termine molto più semplice di gente, che ben si adatta allo stile colloquiale del testo)
Guardata con interesse dalla finestra,
L'ultimo sguardo amico dato alla quiete degli alberi,
E poi, chiusa la finestra, il lume acceso,
Senza leggere nulla, né pensare a nulla, né dormire,
Sentire la vita scorrere in me come un fiume nel suo letto,
E là fuori un gran silenzio come un dio che dorme.

Ricapitolando:

Mi ritiro, e chiudo la finestra.
Portano la lampada e danno la buona notte.
E la mia voce contenta dà la buona notte.
Dio voglia che la mia vita sia sempre questa:
Il giorno pieno di sole, o soave di pioggia,
O tempestoso come  finisse il mondo,
Il pomeriggio dolce e la gente che passa
Guardata con interesse dalla finestra,
L'ultimo sguardo amico dato alla quiete degli alberi,
E poi, chiusa la finestra, il lume acceso,
Senza leggere nulla, né pensare a nulla, né dormire,
Sentire la vita scorrere in me come un fiume nel suo letto,
E là fuori un gran silenzio come un dio che dorme.

Ipazia

P.S.: l'ultimo verso mi piace da matti, lo sai che vado pazza per la mitologia.