venerdì 21 aprile 2017

AND IF (ma forse l'ho già pubblicata)

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AND IF
by Ipazia

And if I could fill up
my vacation
with all good things on earth:
the lemons' scent, the moon on sea
a day with no grief
or anxiety
no news on TV
my dog who's frisking
my son who's coming
my coffee I'm drinking
my book I'm reading
with no love missing
an ice-cream melting
no DNA imprinting
my sofa me waiting
a summer apology

with words in armies.





domenica 16 aprile 2017

LEONARDO SINISGALLI, PASQUA 1952


La dura e fredda Pasqua contadina del poeta-ingegnere Leonardo Sinisgalli




Leonardo Sinisgalli   Ritretto di Maria Padula




PASQUA 1952


Le sere d'aprile son fredde e tristi
quaggiù nei cameroni di casa mia.
Mio padre si muove appena tra il focolare
e la latrina. Lo portiamo a braccia, lo svestiamo
gli sciogliamo le scarpe per farlo dormire.
Le pendici del Serino sono ancora bianche di neve.
Ci siamo tappati nelle stanze, a stento
ci arrivano dalla piazza i rintocchi dell'orologio
Il fumo ci arrossa gli occhi,
è umida di bosco la legna mortacina.
Cristo risorgerà dal sepolcro di iris.
i messaggeri ce l'hanno annunziato
bussando alle imposte.
I piccoli pastori ci portano i primi
asparagi dalle spinete, l'ortolana
scalza è entrata con un cesto di fiori di rape.
Aspettavo da trent'anni una Pasqua
tra i fossi, il muschio sopra i sassi,
le viole tra le tegole. Ma i morti
dormono nelle bare di castagno,
sugli archi delle stalle e dei porcili,
sulle crociere delle cantine e dei pollai.
Fanno fatica ad abbandonare per sempre
le nostre sedie, i nostri letti,
dove vissero tanti anni di lenta agonia.
Lungo le strade gli stracci
neri delle vesti sono più silenziosi.
Un gruppo d'uomini brucia col ferro
il grumo di veleno nella bocca dell'asino.
M'ero messo in viaggio verso una Pasqua
in fiore, incontro al Cristo purpureo
che solleva il coperchio di grano bianco
cresciuto nelle grotte.
Tutto quello che io so non mi giova
a cancellare tutto quello che ho visto.
I fanciulli soffiano sul carbone
perché dal piombo fiorisca
il simulacro della rosa.
Vanno e vengono per casa le visitatrici
a portarci i sarmenti per il fuoco,
le ceste d'uova, le parole di cordoglio.
C'è sempre nelle stanze il ricordo
di un lutto recente o il gemito
di un vecchio malato.
Mio padre ha il sangue greve.
Si duole della sua immobilità.
Lo caricheranno sulle spalle i miei nipoti
e un giorno, un tiepido giorno di là da venire
lo porteranno alla vigna. Lo porteranno
a mezza costa, sulla sedia
di braccia intrecciate.
Ci è toccata questa valle, questa valle
abbiamo scelta per tornarci a morire.
Dove Gesù risorgerà con molta pena
noi speriamo ardentemente di sopravvivere
nel cuore dei congiunti e dei compagni,
nel ricordo dei vicini di casa e di campo.
Come fischiano le rondini
intorno alla chiesa di San Domenico
semibuia il giovedì delle tenebre!




mercoledì 5 aprile 2017

EL POEMA

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EL POEMA
Homero Aridjis

A Octavio Paz

El poema gira sobre la cabeza de un hombre
en círculos ya próximos ya alejados

El hombre al descubrirlo trata de poseerlo
pero el poema desaparece

Con lo que el hombre puede asir
hace el poema

Con lo que se le escapa
partenece a los hombres futuros

For Octavio Paz

The poem spins over the head of a man
in circles   close now  now far

The man discovers it  tries to possess it
but the poem disappears

The man makes his poem
from whatever he can grasp

That which escapes
will belong to future men

Per Octavio Paz

Il poema ruota sul capo di un uomo
in cerchi ora vicini ora lontani

L'uomo lo scopre  cerca di possederlo
ma il poema si dissolve

L'uomo crea il suo poema
grazie a tutto ciò che afferra

Ciò che gli sfugge
appartiene a coloro che verranno

Traduzione in italiano di Ipazia