A sta per assenza. A volte - ma non sempre- è piacevole pensare che altre persone forse parlano di voi quando non siete presenti, che siete oggetto di una conversazione che non avete pilotato su di voi e la cui evoluzione dipende dalla vostra assenza. E' quello che accade alle celebrità. E ai morti. Possono essere gli animatori di una festa senza mai nemmeno farvi apparizione. Per coloro che non sono nè celebri nè morti, al fondo dell' anelito di essere assenti è la speranza che si sentirà la loro mancanza. Far sentire la propria mancanza viene commisurato all' essere amati. Vero, non essere il destinatario attivo o vivo di ciò che qualcuno desidera ardentemente può sembrare un ben misero destino. Ma non richiede alcuno sforzo. Statevene lì e interferirete con l' amore che potrebbe essere essere vostro; morite, e dischiuderete uno spazio tutto per voi.
Da L' ALFABETO DI UN POETA, MARK STRAND, a cura di Damiano Abeni. EDIZIONI L'OBLIQUO
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domenica 23 maggio 2010
L' ALFABETO DI UN POETA
"G sta per giardino, ma quale giardino non so. Forse l' angolo di un certo particolare giardino; forse un giardino in cui c'è una sedia in attesa di qualcuno che vi si sieda.
G is for garden, but which garden I don't know. Maybe the corner of a particular garden; maybe a garden in which there is a chair that waits for someone to sit. It is not an ideal garden, not a garden of Eden, nor a hellish garden like Bomarzo, nor ordered like the Doria Pamphily in Rome, nor disheveled like the Boboli gardens in Florence. it is not a backyard. It must be what I think when I say "garden' to myself: a green space that is contained and that will contain some of the poem's action, or none of it. Maybe there are trees, maybe the leaves have fallen. There could be snow, and some juncos may have gathered around the base of the mountain ash, which grows there. I don't know. It will be a while before I do.
...Forse vi sono alberi, forse le foglie sono cadute. Potrebbe esservi la neve, e dei passeri potrebbero essersi raggruppati attorno alla base del frassino che vi cresce.
Non so. Ci vorrà parecchio prima che lo sappia."
trad. Damiano Abeni
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