martedì 10 gennaio 2012

Reading an Anthology of Chinese Poems of the Sung Dynasty, I Pause To Admire the Length and Clarity of Their Titles By Billy Collins

  Ero seduto da circa cinquanta minuti al tavolo di quella luncheonette  piccola e sporca, guardavo fisso davanti a me un bicchiere di acqua ghiacciata, cercando di ricordare quel frammento di Eraclito,  il gatto del macellaio miagolò.
Ero stanco dei versi secchi e scarni di Simic, sembravano una foresta urbana pietrificata dalla  paura, dove cani  gialli come sciacalli divoravano testa di gallo appena mozzate.
Cercavo dei versi che mi portassero via dalle strade oscure di Chicago, via dalla CNN che raccontava l' ennesimo orrore quotidiano, via dalla nebbia bruttata dai neon .


Reading an Anthology of Chinese Poems of the Sung Dynasty, I Pause To Admire the Length and Clarity of Their Titles

By Billy Collins



It seems these poets have nothing
up their ample sleeves
they turn over so many cards so early,
telling us before the first line
whether it is wet or dry,
night or day, the season the man is standing in,
even how much he has had to drink.

Maybe it is autumn and he is looking at a sparrow.
Maybe it is snowing on a town with a beautiful name.

"Viewing Peonies at the Temple of Good Fortune
on a Cloudy Afternoon" is one of Sun Tung Po's.
"Dipping Water from the River and Simmering Tea"
is another one, or just
"On a Boat, Awake at Night."

And Lu Yu takes the simple rice cake with
"In a Boat on a Summer Evening
I Heard the Cry of a Waterbird.
It Was Very Sad and Seemed To Be Saying
My Woman Is Cruel—Moved, I Wrote This Poem."

There is no iron turnstile to push against here
as with headings like "Vortex on a String,"
"The Horn of Neurosis," or whatever.
No confusingly inscribed welcome mat to puzzle over.

Instead, "I Walk Out on a Summer Morning
to the Sound of Birds and a Waterfall"
is a beaded curtain brushing over my shoulders.

And "Ten Days of Spring Rain Have Kept Me Indoors"
is a servant who shows me into the room
where a poet with a thin beard
is sitting on a mat with a jug of wine
whispering something about clouds and cold wind,
about sickness and the loss of friends.

How easy he has made it for me to enter here,
to sit down in a corner,
cross my legs like his, and listen.








Sembra che questi poeti non abbiano affatto
sollevato le ampie maniche
giocano presto così tante carte
e ci rivelano subito il primo verso,
che sia piovoso o secco, che sia
notte o giorno, e la stagione che un uomo stia dritto in piedi,
per quanto abbia dovuto bere.

Forse è autunno e lui guarda un passero.
Forse nevica su una città con un nome bellissimo.

" Guardando le Peonie al Tempio della Buona Fortuna
in un Pomeriggio Nuvoloso" è uno dei titoli di Sun Tung.
" Acqua che Viene dal Fiume e la Teiera sul Fuoco"
è un altro,o ancora
" Su di una Barca, in una Notte Insonne".

E Lu Yu che mangia una semplice torta di riso:
" In Barca in una Sera Estiva
Ascoltai il Verso del Martin Pescatore.
Era Molto Triste e Sembrava Dire
La mia Donna E' Crudele, Mi ha Lasciato, Io ho Scritto Questa Poesia".

Non ci sono qui inferriate da superare
Titoli come " Vortice su una Stringa",
"Il Corno della Nevrosi", o quel che sia.
Nessun zerbino di benvenuto scritto confusamente da interpretare.

Invece " Cammino in una Mattina Estiva
Verso il Suono degli Uccelli e della Cascata"
è una tenda adornata di perle che mi sfiora le spalle.

E " Dieci Giorni di una Primavera Piovosa Mi hanno Costretto in Casa"
è un domestico che mi mostra la stanza
dove siede un poeta con una barba rada
e sussurra qualcosa sulle nuvole  e sul vento freddo,
sulla malattia e sulla perdita degli amici.


 Come mi hanno fatto entrare  facilmente
per sedermi in un angolo,
incrociare le gambe come lui, ed ascoltare.









Le immagini sono tratte dal sito www.tuttocina.it/tuttocina

domenica 8 gennaio 2012

DA LONTANO

Notte stellata, Vincent Van Gogh, 1889, Museum of Modern Art, New York




Da lontano



Qualche volta, piano piano, quando la notte

si raccoglie sulle nostre fronti e si riempie di silenzio

e non c'è più posto per le parole

e a poco a poco ci si raddensa una dolcezza intorno

come una perla intorno al singolo grano di sabbia,

una lettera alla volta pronunciamo un nome amato

per comporre la sua figura; allora la notte diventa cielo

nella nostra bocca e il nome amato un pane caldo, spezzato.



Pierluigi Cappello

sabato 7 gennaio 2012

Paris Latin Quarter by Femi Osofisan : The Poetry Foundation

Sweet Marie - Anne, she thought
Being French, intellectual and brunette

Entitled her, in any Parisian cafe
To prompt service—and she was

Probably right, (as the Policeman
Later confirmed)—always provided

The situation was normal, and
She herself did not let the race down...

***   ***  


Dolce Marie - Anne, lei credeva che,
essendo Francese, intellettuale ed una bella bruna,

le fosse dovuto in ogni cafè parigino
un inappuntabile servizio -  e probabilmente

aveva ragione ( come più tardi confermò
il poliziotto) ammesso però

che la situazione fosse normale e che
lei stessa non avesse deluso la sua razza.

Così quel pomeriggio, elle mi disse:
Siediti accanto a me, mon cheri, ed ordinati

un drink! - Bene! Arrivò il cameriere
come era suo dovere, solo per restare inorridito

di fronte all ' indicibile scandalo di una
francese purosangue che baciava

questa merde di negro apertamente e
sulle labbra! Figlio di razza pura

dei Galli, il suo primo impulso
fu di rompere il vassoio su quella testa nera

e di chiedere aiuto alla polizia antisommossa
che permanentemente staziona nelle strade

del Quartiere Latino...- ma
era non era un uomo  violento, ed inoltre

c' era la mancia del cliente a cui pensare,
così si girò verso di me, mandando giù un boccone amaro,e

mi disse con controllata educazone francese:
M'sieur, per favore, si sieda DI FRONTE alla signora,






At the Sunlight Sidewalk Cafe / Fonte: Allposters




sì, con il sacre tavolo fra di voi, faccia
a faccia, o, per dio, non vi
servirò. Ed io ancora le sfioravo
le labbra, non sapendo che fare, quando lei

disse, con in viso paonazzo dalla rabbia: " Ma
lei si sbaglia, lui non è come gli altri,

non vede, lui è un bon sauvage ed ha
scritto saggi assai brillanti in impeccabile francese

sui falli, oh mi scusi, sui pregi della negritudine!
Fagli vedere caro, mi disse, mostragli come citi

bene Moliere , Corneille e.." Ma il cameriere già
ridendo mi faceva un bell'inchino: avevo superato l' esame.