sabato 23 giugno 2012

LIKE I SAID by Adele Kenny , traduzione Alessandro Panciroli

***      ***

Okay, so it’s Sunday. I didn’t
go to church. I’m an Irish Catholic,
I know about sin, but I was tired and
just didn’t feel like getting dressed.

On Thursday night, I fell and broke
a slat from the garden fence. My
hip still hurts – the bruise is as big
as my Yorkie’s head.

That would have been enough, but
this morning the vacuum coughed up
a hairball and quit. The only food in
the fridge is a bearded yogurt.

The washing machine refuses to spin.
There’s no clean underwear left, so
I’m not wearing any. Like I said,
I was tired; I didn’t feel like getting

dressed, so I didn’t go to church and
abdicated rights to all that grace.
I put on a pair of dirty jeans, a dirty
shirt, and sat outdoors all morning.

I did nothing but talk to my dogs,
watch squirrels, and wonder what it
might be like to nibble Prozac from
Johnny Depp’s lower lip.








Bene, è Domenica. Non sono
andata a messa. Sono irlandese e cattolica,
so che è un peccato mortale, ma ero stanca e
non mi andava proprio di vestirmi


Giovedì sono caduta e  ho rotto
una stecca della recinzione del giardino.
Ancora mi fa male il fianco -Il livido è grande
come la testa del mio Yorkshire.

Poteva bastare mi sembra, ma
questa mattina l' aspirapolvere ha sputato
una palla di peli e mi ha piantato. Nel frigo
c' era solo uno yogurt scaduto

La lavatrice si rifiuta di funzionare. Non
c' era più niente di pulito, così
non  mi sono vestita. Come ho detto,
ero stanca: non mi andava di vestirmi

e allora non sono andata a messa e
ho rinunciato a tutta quella grazia divina.
Mi sono messa un paio di jeans sporchi,
 una maglietta e me ne sono stata fuori tutta la mattina.

Non ho fatto nulla, però ho parlato con i miei cani
ho guardato gli scoiattoli, e pensato quanto
sarebbe bello mordicchiare Prozac dal 
labbro inferiore di Johnny Depp.






and wonder what it
 might be like to nibble Prozac  from
 Johnny Depp' s lower lip




venerdì 22 giugno 2012

INTERLOPER by Susan Minot ,trad. Alessandro Panciroli

C' è un gatto sul tetto
col muso striato.
Ha il curioso sguardo circospetto
di un gatto che sa che questo posto
potrebbe essere abitato
da altri gatti.
Posso vederlo della finestra
un arruffo di pelo giallo  sul davanzale,
dietro lo stendino dove ho steso
tutti i miei tristi cappelli.
Alza la zampa e si scrolla via la pioggia.
Il muso  selvaggio e vero.
Per un breve attimo allevia
la pena che mi dà il tuo amore.


foto da TIANCHAT. com



There's a cat up on the roof
with stripes across his face.
He has the curious guarded look
of a cat who knows this place
may be inhabited
by other cats.
I see him through the window
past yellow tangles on the sill,
beyond the long pegged rack
of all my heartsick hats.
He lifts his paw and shakes off rain.
His face is wild and true.
For a moment he relieves me
of the pain of loving you.

giovedì 21 giugno 2012

LAST TANGO IN PARIS... or ADMIRING MONA LISA

Mona Lisa in 3d da World Classic Interactive Arts Exbition  a Pechino
Mona Lisa


Alcune note su un viaggio a Parigi; prima, la bella notizia, Parigi esiste ancora, poi quella brutta:  Parigi è stata invasa ( non è la prima volta,ma forse sarà l' ultima...).
 Invasa da un' orda selvaggia di turisti ( compreso me, ovvio), pronti a tutto pur di soddisfare la propria sete (o sarà fame?) inestinguibile di cultura e baguette.
Il Louvre li attende con una coda interminabile davanti alla magnifica piramide di Ieoh Ming Pei  ( i poveretti non sanno che da FNAC vendono i biglietti, di quasi tutti i musei compresso Versailles  con un minimo sovraprezzo, ma non lo dite a nessuno altrimenti la fila si trasferisce da FNAC!): infatti, pure essento tutti incollati ai vari Ipad, Ipod, cellulari vari e sapienti, nessuno di questi stramaledetti si prende la briga di leggersi la pur minima notizia relativa alla sopravvivenza  quotidiana del turista a Paris!
Sorpassata con immensa soddisfazione la fila degli sprovveduti ( molti entreranno al museo verso l'ora di chiusura) ci attendono le immense sale del Louvre, peraltro già abbastanza affollate ( probabilmente sono turisti entrati il giorno prima e smarritisi nel labirinto dell' enorme edificio, che ricorda la biblioteca de Il Nome della Rosa, con i suoi incomprensibili labirinti. Infatti le cartine del museo, lodevolemente distribuite per ogni dove dopo che un turista morì di sete e fame per essersi perso ( fu ritrovato  sotto la grande tela della   Zattera della Medusa di  Gericault),

(Le Radeau de la Méduse, Theodore Gericault

le cartine del museo, dicevamo, sono fatte dalla direzione del Louvre evidentemente solo   per i propri impiegati che si presume già conoscano il museo  molto bene ( ma non è detto); inoltre le sale chiudono in modo diverso ogni giorno tanto per rendere più emozionante la visita, o forse per costringere  i visitatori a scoprire opere altrimenti neglette. Consultando  la mappa, vi troverete comunque a  passare tre volte ( ma da direzioni diverse) per le stesse sale . Io, mio malgrado, ho appreso tutto sulla cultura assiro babilonese e ora so anche leggere i caratteri cuneiformi ; in realtà le preziose tavolette non parlano affatto di noiosi elenchi amministrativi come ipotizzato da pedanti archeologi, bensì di piccanti storie di sesso e tradimenti, una sorta di Novella 3000 cuneiforme, senza foto ovvio...

Mappa del Louvre for dummies

Tutte le guide consigliano di non visitare il Louvre in una sola giornata; fregatevene! e buttatevi nella marea; tanto si sa, siamo tutti qui solo per La Gioconda, ce ne frega assai delle antichità orientali, egizie, islamiche, greco etrusche e romane, tanto meno della storia del Louvre, Louvre medievale, Louvre moderno, sculture e dipinti di ogni epoca e di ogni dove, arti grafiche e ceramiche ed altre corbellerie del genere.
Datece la Gioconda, solo quella vogliamo vedere e ... fotografare!