giovedì 4 aprile 2013

UNA PARETE DI GHIACCIO...




 Come ogni tanto mi capita, ritrovo nel computer qualche file dimenticato, una  qualche poesia tralasciata, una mia traduzione rimasta a mezzo...
 Di questa traduzione non sono riuscito a ricordare né l'autore né tanto meno il titolo; dovrebbe essere  dall'inglese,  ma dall'andamento dei versi potrebbe essere una traduzione di un traduzione, forse dal cinese o dal giapponese.



La facciata bluastra
della casa si erge
su di me come
una parete di ghiaccio

Ed il verso
lontano e solitario
di un gufo che
mi vola incontro

Socchiudo gli occhi

Nel giardino umido 
e buio i fiori oscillano
avanti e indietro
come palloncini

Gli alberi solenni
ognuno sepolto
in una nuvola di foglie
sembrano perduti nel sonno

E' tardi
Sdraiato sull'erba
Fumo
Mi sento a mio agio
E fingo che la fine
Sarà così

La luce della luna
mi colpisce la carne
La brezza
mi circonda il polso


sabato 23 marzo 2013

Questo a Gandhi gli faceva un baffo...



Danilo Dolci nasce a Sesana  (Trieste) il 28 giugno 1924. Consegue la maturità artistica  a Brera per poi iscriversi alla Facoltà di Architettura a Milano.
Arrestato nel 1943 dai nazifascisti, riesce con uno stratagemma a fuggire e a raggiungere le montagne abruzzesi e successivamente Roma.
Nel 1950 fonda Nomadelfia, una comunità sorta a Fossoli nell'ex campo di concentramento presso Carpi in Emilia.
Nel 1952 troviamo Dolci a Trappeto (Pa) , dove, con un esiguo gruppo di collaboratori volontari, avvia la sua opera di intervento organico per lo sviluppo della Sicilia occidentale.
Da quel momento in poi, nel quadro di una lotta non violenta, è tutto un susseguirsi di digiuni, marce ed azioni di denuncia.
Digiuno sul letto di un bimbo morto di fame
Digiuno per la costruzione della diga dello Jato
Digiuno dei mille sulla spiaggia di San Cataldo
Sciopero alla rovescia a Partinico quando centinaia di disoccupati si mettono al lavoro per riattivare una trazzera intransitabile
Arresto di Dolci
Caso Dolci con numerosi intellettuali italiani e stranieri schierati in comitati di solidarietà e mozioni di protesta
Ritiro del passaporto ad opera del Ministero degli Interni presieduto da Tambroni, con l'assurda motivazione di avere, con le sue opere, diffamato l'Italia all'estero
Digiuno a Cortile Cascino
Digiuno per la diga sul Belice
Denuncia delle connivenze politico-mafiose offrendo precisi documenti in un Convegno di studi organizzato a Roma al Circolo della Stampa da alcune riviste
Condanna a due anni di prigione per diffamazione
Digiuno a Castellammare del Golfo
Duecento chilometri di marcia per la Sicilia occidentale e per un mondo nuovo
Protesta antimafia davanti al Parlamento a Roma
Marcia per la pace nel Vietnam
Manifestazione antifascista a Roma che vede partecipare trecentomila persone
Dagli anni '70 Dolci appare più impegnato sul versante educativo, in una ricerca che troverà espressione concreta nel Centro sperimentale di Mirto e nelle attività del Centro studi e iniziative.
Continua intanto l'assiduo contatto col mondo dei giovani che porta Dolci nelle principali università americane ed in tutto il mondo
Oltre alla ripetuta candidatura al Premio Nobel per la pace, Dolci ha ricevuto numerosi riconoscimenti tra cui la Medaglia d'oro per aver tenuto vivi gli ideali della Resistenza e il Premio Sonning dall'Università di Copenaghen per il suo contributo alla civilizzazione europea.
E poi era pure poeta.

Quasi sta in uno sguardo
dai monti attorno alla pianura, al mare
la valle da irrigare.
                          Dall'alto non vedi
sudare schiene ricurve tra le vigne
mentre pochi ruffiani impoltronati nei caffè
guadagnano ridacchiando;
odora pane vero dalle case
nell'aroma del mare.

E se guardi dall'alto nella sera
verso i lumi del golfo, pure sai
quanti spari hanno visto
                             e in quel sangue
diventare ministri i mandatari
degli assassini -
gli sbirri ringhiano fino che sei debole,
quando diventi forte si scappellano.

Basta entrare nel buio delle case
a intendere; se le creature
a una a una s'ignorano,
                                mancano -
baciando i peli ai propri parassiti.






giovedì 21 marzo 2013

Richard Blanco, AMERICA, trad. A. Panciroli








Anche se Tìa Miriam affermava di aver trovato
almeno mezza dozzina di modi per usare il burro di arachidi -
condimento per le scorze di guava nello sciroppo,
succedaneo del burro per i toast alla cubana,
balsamo e lisciante per capelli -
Mamà  non aveva mai capito cosa farsene
dei barattoli da cinque libbre che ogni mese
l' Ufficio Immigrazione le spediva
fin quando il mio amico, Jeff, non le consigliò: marmellata?

II


C'era però sempre carne di maiale,
ad ogni compleanno e matrimonio,
ed un maiale intero a Natale e  Capodanno,
anche il Giorno del Ringraziamento - maiale
fritto, alla brace, maiale arrosto -
ed anche pentoloni di fagioli neri,
frittelle di banana, e yuca con mojito.
E questi ingredienti necessitavano di una visita particolare
all " Antonio's Mercado " all'angolo della Ottava Strada,
dove uomini in guayaberas se ne stavano al senato
e maledivano Kennedy per  qualsiasi cosa -" Ese hijo de puta!"
la bile del caffè di Cuba e l' avanzo del sigaro
che ne riempivano di rughe le labbra,
e si attaccavano uno con l'altro alle bugie di ricchezze perdute,
vergognosi ed inutili come alberi cavi.

III

A sette anni  mi venne un dubbio - eravamo ancora qui.
I discorsi infervorati sul ritorno a Cuba
divennero tristi e meno frequenti.
Io parlavo inglese; i miei genitori no.
Non vivevamo in una casetta a due piani
con la domestica o la station-wagon con pannelli in legno
e non andavamo in campeggio in Colorado per le vacanze.
Nessuna delle ragazze aveva biondi capelli dorati;
e nessuno dei miei fratelli o cugini
si chiamava Greg, Peter, o Marcia;
Non eravamo la tipica famiglia americana delle soap-opera.
Nessuno dei personaggi bianchi o negri
nello show di Donna Reed o di Dick Van Dyke
si chiamava mai Guadalupe, Làzaro, o Mercedes.
La famiglia di Patty Duke non era come noi -
non mangiavano carne di maiale nel Giorno del Ringraziamento,
no, loro mangiavano tacchino, mangiavano patate dolci
come  nelle figurine dei Padri Pellegrini che coloravamo a scuola.


I

Una settimana prima del Giorno del Ringraziamento
spiegai alla mia abuelita
gli Indiani ed il Mayflower,
e di come Lincoln liberò gli schiavi;
spiegai ai miei genitori
the purple mountain's majesty,
"one if by land, two if by sea"
the cherry tree, the tea party,
the amber waves of grain,
the "masses yearning to be free"  (1)
giustizia e libertà per tutti, fino
a che finalmente furono d' accordo:
in questo  Giorno del Ringraziamento avremo mangiato tacchino,
ma  anche maiale.


V


Abuelita cucinò il povero tacchino
come se commettesse altro tradimento,
fingendo entusiasmo solo  per amore mio
Mamà mise in forno  una torta di zucca congelata
e preparò le frittelle al caramello seguendo le istruzioni
che avevo tradotte dalla busta di marshmallow.
La tavola era apparecchiata con gladioli,
il vassoio col tacchino spiccava al centro
sul vassoio finto-argento comprato  al supermercato
Ognuno sedette sulle sedie di velluto verde
che avevamo ricopertp di plastica trasparente,
tranne Tìo Carlos e Toti,  seduti
sulle sedie pieghevoli regalate dall' Esercito della Salvezza.
Io pronunciai una benedizione in due lingue
e ci passammo il tacchino
come se fosse una Roulette Russa.
"Troppo asciutto", si lagnò Tìo Berto, ed andò avanti
ad inondare  la carne magra col grasso untuoso del maiale
e gelatina di mirtillo - "esa mierda roja", la chiamò.
Le facce si fecero tristi quando Mamà mise in tavola la sua torta color ocra -
la zucca è un rimedio casalingo per l'ulcera, non un dolce.
Tìa Maria fece tra giri di caffè cubano
poi Abuelo e Pepe lavarono i piatti,
mettemo sul giradischi un LP di Celia Cruz e l'intera famiglia
si mise a ballare un merengue sul linoleum dell'appartamento,
sudando rum e caffè finchè si ricordarono -
erano gli anni '70  e fuori c'erano sette gradi -
in América.
Dopo aver riposto i piatti,
una oscurità appropriata cadde nella stanza.
Tìo Berto fu l'ultimo ad andarsene.


___________________________________________
(1) The purple mountain...e the ambers wave... sono due versi tratti da uno dei più famosi inni     patriottici degli Stati Uniti , America the Beautiful .

 One if by land , two... è un verso della poesia di H.W. Longfellow, Paul Revere's Ride. Il riferimento è ad un episodio della guerra di indipendenza americana, quando l' esercito inglese era in procinto di attaccare la città di Charlestown, ed i patrioti americani usarono, per segnalare i  movimenti delle truppe nemiche, due lanterne , una sola se l'attacco fosse venuto da terra, due invece, se l'attacco  fosse portato  dal mare. La storia è conosciuta da tutti gli scolari americani.

The cherry tree ( il ciliegio) è invece il titolo di una popolare canzone di Natale (a Christmas carol) 

Il cosiddetto "Boston Tea Party" (lett. "Ricevimento del tè di Boston") fu un atto di protesta da parte dei coloni della costa atlantica del Nord America diretta contro il governo britannico, in relazione alle loro recenti leggi sulla tassazione, con la quale vennero distrutte molte ceste di tè. Si svolse martedì 16 dicembre 1773 nel porto di Boston e fu vista da molti come la scintilla che fece iniziare la rivoluzione americana.

The masses yearning to be free è un verso del poema The New Colossus di Emma Lazarus (1849 -1897), inciso sul basamento della Statua della Libertà; il verso esatto è in realtà Give me your tired, your poor, your huddled masses yearning to breathe free.





Qui il testo in inglese della poesia:

AMERICA

letta dallo stesso R.Blanco: