mercoledì 20 luglio 2016

James Joyce, GIACOMO JOYCE, traduzione Alessandro Panciroli




Corpses of jews lie about me rotting in the mould of their holy fields. Here is the tomb of their people, black stone, silence without hope ….. Pimply Meissel brought me here. He ist beyond those trees standing with covered head at the grave of his suicide wife, wondering how the woman who slept in his bed has come to this end ….. The tomb of her people and hers: black stone, silence without hope: and all is ready. Do not die!


Cadaveri di ebrei giacciono sotto di me putrefacendosi nella terra del loro camposanto. E' qui la tomba della loro gente, pietra nera, silenzio senza speranza...Pimply Meissel mi ha portato qui. Se ne sta oltre quegli alberi con la testa coperta sulla tomba di sua moglie suicida, domandandosi come la donna che dormiva nel suo letto sia giunta  a questa fine..... La tomba della sua gente e la tomba di sua moglie: pietra nera, silenzio senza speranza:  e tutto è pronto. Non morire!






sabato 16 luglio 2016

Alessandro Pancirolli, TI ME VARDI, TI ME SORIDI, TI ME VIEN VISSIN..., supervisione di Ester Barlessi


  Avevo chiesto a Ester Barlessi, scrittrice e poeta di lingua istriana ed italiana, di aiutarmi a tradurre in dialetto polesano la mia poesia LA REGOLA ( vedi sotto).
 Come quasi sempre accade nelle traduzioni, la poesia ha mutato non solo forma ( el dialeto polesan), ma anche significato: da una ambientazione romana, in uno dei più antichi rioni , La Regola appunto, da cui prendeva il nome la poesia in italiano, siamo passati ad un paesaggio marino , anche se appena accennato ( cfr. ultimo verso " caminemo strenti sul lungomar" dove nell'originale era il lungofiume sul Tevere); i platani , che nol cresse sul mar, sono diventati comuni alberi...
 Quel che rimane comunque è, mi sembra almeno, il cuore della poesia originale: la nostalgia di un amore che avrebbe potuto essere e non è stato, il sorriso e le lagrime di lei, la tempesta che si allontana...

 Sul mar



















TI ME VARDI, TI ME SORIDI, TI ME VIEN VISSIN...




Go pensà de gaverme sbrigà de 'sto intrigo

go pensà de poder esser fora  de tuto questo che invesse scrivo

 Ti me vardi

Ti me sorridi , ti me vien vissin,

"No' dovessimo..."

Quel che ne speta, savemo : una piova fina  e  non gavemo premura

Piovi . Cessà xe el vento. La tempesta xe lontan...

Ti ti piansi  ti me soridi  ti piansi de novo

Caminemo strenti

Sul lungomar.





I thought to be out of this maze. I thought to 
Be out of this
That I am now writing. 
You look at me. You smile. "You get closer ,
we should not..."
We know what to expect , a fine rain , we  in hurrying, The Rule.*
It's raining hardly, the wind has ceased,  
The storm is far away...
You cry, you smile at me, you cry.
We walk embraced under the  tall plane trees.
On the riverside.


Ho pensato di essere fuori da questo labirinto. ho pensato
di  essere fuori da questo 
che sto ora scrivo
Mi guardi. Sorridi." Ti avvicini,
non dovremmo..."
Sappiamo cosa aspettarci , una pioggia sottile, abbiamo fretta, La Regola*
Piove appena, il vento è cessato,
la tempesta è lontana ... 
Tu piangi, mi sorridi, piangi.
camminiamo abbracciati sotto  i platani  alti.

Sul lungofiume.


giovedì 14 luglio 2016

AUTOPSICOGRAFIA

Risultati immagini per pessoa

Il poeta è un fingitore.
Finge così completamente
Da fingere che è dolore
Il dolore che davvero sente.

E quelli che leggono ciò che scrive
Nel dolore letto sentono bene
Non i due che egli ha sentito,
Ma solo quello che essi non provano.

E così sui binari in tondo
Gira a distrarre la ragione
Quel trenino a carica
Che si chiama cuore.

Traduzione di Laura Naldini

O poeta é um fingidor.
Finge   tão completamente
Que chega a fingir que é dor
Ador que deveras sente.

E os que lêem o que escreve,
Na dor lida sentem bem,
Não as dua que ele teve,
Mas sò a que eles não têm.

E assim nas calhas de roda
Gira, a entreter a razão,
Esse comboio de corda
Que se chama o coração.