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sabato 20 ottobre 2018

Alone di James Joyce, trad. Alessandro Pancirolli









  Alone by James Joyce
The moon's greygolden meshes make
All night a veil,
The shorelamps in the sleeping lake
Laburnum tendrils trail.

The sly reeds whisper to the night
A name-- her name-
And all my soul is a delight,
A swoon of shame.

Le grigiedorate reti della luna tutta
la notte fanno velo,
I lampioni  sulla riva del lago dormiente
tracciano  viticci di laburni.

I giunchi sottili sussurrano  alla notte
un nome - il suo nome -
E tutto il mio animo è un piacere,
un delirio di rimorso.




martedì 1 novembre 2016

James Joyce, SHE WEEPS OVER RAHOON, traduzione Alessandro Pancirolli


Dopo la "sbornia" joyciana di GIACOMO JOYCE riesce difficile allontanarsi dal mondo creato dal buon James, e allora ecco:



She Weeps over Rahoon 

Composta a Trieste nel 1912 dopo la visita che Joyce fece alla tomba di Michael Bodkin nel cimitero di Rahoon, Galway, Irlanda. Bodkin era stato il primo amore di Nora Barnacle, futura moglie di Joyce, e forse il modello per il personaggio di Michael Furey nelle pagine finali de I Morti.







 Rain on Rahoon falls softly, softly falling,
 Where my dark lover lies.
 Sad is his voice that calls me, sadly calling,
 At grey moonrise.

 Love, hear thou
 How soft, how sad his voice is ever calling,
 Ever unanswered, and the dark rain falling,
 Then as now.

 Dark too our hearts, O love, shall lie and cold
 As his sad heart has lain
 Under the moongrey nettles, the black mould
 And muttering rain.

                                      1912


.


Piove appena su Rahoon, piove appena,
Dove il mio oscuro amante giace,
E' triste la sua voce che mi chiama, triste la sua voce,
e  sorge  grigia la luna.

Amore, ascolta
come è dolce, come è triste la sua voce che sempre mi chiama,
sempre inascoltata, e la pioggia scura  che cade,
ora come allora.

Cupi  anche i nostri cuori, Amore, giaceranno  gelidi
mentre il suo triste cuore  è disteso
sotto le ortiche grigioluna , la terra nera
e la pioggia che bisbiglia.


















mercoledì 19 ottobre 2016

GIACOMO JOYCE di James Joyce /// Traduzione di Marilia Aricò e Alessandro Panciroli



             GIACOMO JOYCE












Chi? un volto pallido circondato da vaporose  pellicce profumate. I suoi movimenti  sono schivi
e nervosi. Lei indossa degli occhialini di metallo..
Si: una breve sillaba. Una breve risata. Un breve battito di ciglia.




Una calligrafia come una ragnatela, dal tratto lungo e sottile, segno di quieto disdegno e di
rassegnazione:  una giovane donna di classe.









Mi lancio sulla facile onda di una tepida conversazione: Swedenborg, lo Pseudo- Areopagita,

Miguel de Molinos, l ' Abate Gioacchino. L' onda si spegne. La sua amica di scuola, curvando il corpo sinuoso, mormora in uno smidollato Viennese- Italiano: Che coltura! Le lunghe ciglia battono e si sollevano; una ardente puntura di spillo punge e brucia nell'iride vellutata.







I tacchi alti rimbombano sulla risonante scalinata di pietra. Nel castello una fredda aria invernale ,le cotte di maglia come impiccate alle pareti,  rozzi candelieri di ferro lungo le volute della sinuosa scala a chiocciola della torre. I tacchi battono e ribattono, un suono alto  e profondo. C'è qualcuno di sotto che vorrebbe parlare con sua Signoria.



Non  si soffia mai il naso. Un modo  di  parlare: il meno per il più.





Arrotondata e maturata: arrotondata dal tornio del matrimonio misto e maturata nella serra dell'isolamento della sua razza.










Una risaia vicino Vercelli sotto una cremosa foschia estiva . Le falde del suo cappello spiovente ombreggiano il suo falso sorriso. Le ombre segnano il suo viso falsamente sorridente, colpito dalla calda luce cremosa , grigie ombre lattescenti sotto la mascella , striature in giallo tuorlo d'uovo sulle  sopracciglia umide , umore giallo rancido rintanato nella soffice polpa degli occhi.






Lei che dona un fiore a mia figlia. Un fragile dono, una fragile donatrice, una fragile ragazza dalle vene blu.








Padova lontana oltre il mare. Il silenzioso medio evo,la notte, il buio della storia dormono in Piazza  delle Erbe  sotto la luna. La città dorme. Sotto le arcate nelle strade buie vicino al fiume gli occhi delle puttane spiano in cerca di fornicatori. Cinque servizi per cinque franchi. Una oscura onda di sensualità, ancora,ancora, ancora.
               

   Nel buio i miei occhi vacillano, i miei occhi vacillano,
   vacillano nel buio, amore.
Di nuovo. basta, Un amore oscuro, oscuro desiderio. Basta.Oscurità.




Crepuscolo. Attraversando la piazza, una sera grigia cade sui vasti pascoli color verde salvia,scendono silenziosi il tramonto  e la rugiada. Lei segue la madre con grazia impacciata, la giumenta che guida la puledra. Il crepuscolo grigio modella dolcemente le cosce sottili e armoniose,  il docile flessibile  tendineo collo, la testa finemente modellata. Sera, pace, tramonto di stupore....Ehilà! Stalliere! Ehilà!



Papà e le ragazze scivolano giù dalla collina, a cavalcioni di un toboga: il Gran Turco e il suo harem. Ben incappucciate ed imberrettate, gli stivali  allacciati con abile incrocio sopra la linguetta calda di carne,la corta gonna tesa dalle  rotondità delle ginocchia. Un lampo bianco: un fiocco, un fiocco di neve:
                                           
E quando lei cavalcherà di nuovo
Possa io essere lì a vederla!




Corro fuori dalla tabaccheria e grido il suo nome. Lei si gira e si ferma ad ascoltare il mio confuso cianciare di lezioni, ore, lezioni,ore: e lentamente le sue guance pallide arrossiscono con una accesa luce d' opale.  No,no, non aver paura!



Mio padre: lei fa i più semplici atti con distinzione. Unde derivatur? Mia figlia ha una grandissima ammirazione per il suo maestro inglese.
Il viso dell'anziano signore, bello, arrossato, dalle fattezze marcatamente ebraiche e lunghi favoriti bianchi, si gira verso di me mentre scendiamo insieme per la collina. Oh! Ben detto: cortesia, benevolenza, curiosità, fiducia, sospetto,naturalezza, debolezza dell'età, fiducia in se stesso, franchezza,urbanità,sincerità, attenzione, pathos, compassione: una miscela perfetta.
Ignazio di Loyola, soccorrimi tu!




Questo cuore è triste e dolorante. Crocifisso per amore?




Lunghe lascive sospettose  labbra: molluschi dal sangue scuro.




La nebbia sale verso la collina mentre levo gli occhi dalla notte e dal fango. Nebbia sospesa sugli alberi umidi. Una luce nella stanza di sopra. Lei si sta vestendo per andare a teatro. Ci sono fantasmi nello specchio......Candele? Candele?




Una gentile creatura. A mezzanotte dopo la musica lungo tutta via San Michele, queste parole furono pronunciate sottovoce. Calma ora, Jamesy! Non hai mai camminato di notte per le strade di Dublino singhiozzante per un altro nome?




Cadaveri di ebrei giacciono sotto di me putrefacendosi nella terra del loro camposanto. Ecco la tomba della loro gente, pietra nera, silenzio senza speranza...Pimply Meissel mi ha portato qui. Se ne sta oltre quegli alberi a capo coperto  sulla tomba di sua moglie suicida, domandandosi come la donna che dormiva nel suo letto abbia potuto farla finita così..... La tomba della sua gente e la tomba di sua moglie: pietra nera, silenzio senza speranza:  e tutto è pronto. Non morire!








Lei alza le  braccia nelle sforzo di agganciare alla nuca una veletta nera. Non ci riesce: no, non può.Indietreggia verso di me, in silenzio. Sollevo le braccia per aiutarla: le sue braccia precipitano verso il basso. Trattengo con le mani i bordi intricati della sua veletta e, tendendoli per agganciarli, vedo attraverso l' apertura del velo nero il suo corpo flessuoso inguainato in una sottoveste arancio. I nastri che la trattengono sulle spalle si sciolgono e lei cade lentamente:un agile fine corpo nudo risplendente di scaglie argentee. Che scivola lentamente sulle snelle natiche di liscio lucido argento e sul loro solco, un' ombra d'argento che si oscura.... Dita, fredde e calme e mobili.... Toccarla, toccarla.






Piccolo stupido debole e leggero respiro. Ma chinati e ascolta: una voce. Un passero sotto le ruote di Juggernaut,  che fa tremare  la terra intera. Per favore, signor Dio, grande signor Dio! Addio, gran mondo!......Aber das ist eine Schweinerei!


Grandi fiocchi sulle sue scarpette color bronzo: speroni di un gallo viziato.


La signora va rapida, rapida, rapida....Aria pura sulla strada dell' altopiano.Trieste crudamente si sveglia, la luce cruda del sole sui tetti di cumoli di tegole scure, come una testuggine;una moltitudine di insetti prostrati attende una liberazione nazionale.Belluomo si alza dal letto della moglie dell'amante di sua moglie, la casalinga indaffarata è in piedi, gli occhi color prugna, un piattino di acido acetico in mano.....Aria pura e silenzio sulla strada verso l' altopiano: e zoccoli. Una ragazza a cavallo. Hedda! Hedda Gabler!





I venditori offrono primizie sui loro altari: limoni picchiettati di verde, ciliegie-gioiello, pesche vergognose con le foglie strappate, La carrozza passa attraversa il vicolo di bancarelle di tela, i raggi delle ruote che girano nella luce abbagliante. Fate strada Hanno occhi di gufo , saggezza di gufo. Saggezza gufesca fissa dai loro occhi che rimuginano sulla tradizione della loro Summa contra Gentiles.









Lei pensa che i gentiluomini italiani fecero bene a cacciare dalla platea Ettore Albini, il critico del Secolo, poiché non si era alzato in piedi mentre la banda suonava la Marcia Reale. Aveva sentìto questa notizia a cena. Già.  Amano molto la patria quando sono sicuri di quale sia  veramente la patria.

Lei ascolta: vergine molto prudente.

Una gonna tirata indietro dal movimento improvviso del  ginocchio; un orlo di pizzo bianco di una sottoveste sollevata eccessivamente; una calza a rete allungata sulla gamba.
Si pol?


Suono leggermente, cantando a bassa voce, la languida canzone di John Dowland. Restio a partire: Anch'io lo sono. Quell'età è qui, ora. Qui, spalancandosi dal buio del desiderio, ci sono occhi che offuscano l' Oriente che albeggia, il loro bagliore è il bagliore della schiuma che riempie le fogne della corte dello sbavante James. Qui ci sono vini d'ambra, debolezze morenti di dolci arie, l'orgogliosa pavan, cortesi gentildonne amoreggianti dai balconi, con bocche succhianti, sgualdrine sporcate dalla sifilide e giovani mogli che, gaiamente abbandonandosi ai loro seduttori, ingannano e ingannano ancora.




Nel crudo velato mattino di primavera fievoli odori fluttuano della Parigi mattutina: anice,segatura umida, caldo impasto di pane: e mentre attraverso  Pont Saint Michel le scie blu-acciao delle acque mi gelano il cuore. Lambiscono lentamente l'isola dove l' uomo ha vissuto dall'età della pietra...
Bronzea oscurità nella immensa chiesa delle gargoyle. Fa freddo come quella mattina: quia frigus erat. Sui gradini del lontano altare maggiore, nudo come il corpo del Signore, i sacerdoti giacciono prostrati in debole preghiera. La voce di un lettore invisibile si alza, intonando la lezione di Hosea.
Haec dicit dominus: in tribolatione sua mane consurgent ad me. Venite et revertamur ad Dominum.....Lei è in piedi di fianco a me, pallida e gelida, vestita dalle ombre della navata buia e peccaminosa, il gomito snello vicino al mio braccio. La sua carne richiama il brivido di quella cruda mattina avvolta nella nebbia, torce che accorrono, occhi crudeli. La sua anima è afflitta, trema, vorrebbe piangere. Non piangere per me, oh figlia di Gerusalemme!





Presento Skakespeare alla docile Trieste: Amleto, affermo,che è il più cortese con nobile e popolani è scortese solo con Polonio. Forse, da incattivito idealista, riesce a vedere nei genitori della sua amata soltanto grotteschi tentativi da parte della natura di ricreare l'immagine di lei......
L'avevate notato?






Lei cammina precedendomi lungo il corridoio e mentre cammina una spira scura di capelli lentamente le si scioglie e cade. Lento sciogliersi, capelli che cadono. Lei non lo sa e mi cammina davanti semplice e orgogliosa. Così camminò accanto a Dante con semplice orgoglio e così, monda da sangue e violenza, la figlia di Cenci, Beatrice verso la  morte:

                                   ....... Tie                               My girdle for me and bind up this hair
       In any simple knot.

La domestica mi dice che hanno dovuto portarla all'improvviso in ospedale, poveretta, che soffriva così tanto, così tanto, poveretta, che è molto grave...... Mi allontano dalla sua casa vuota. Sento che sto per piangere. Ah, no! Non sarà che, in un momento, senza una parola, senza uno sguardo. No, no! Di certo la sorte avversa non mi colpirà!


Operata. La lama del chirurgo ha esplorato le sue viscere prima di ritrarsi, lasciandole il crudo frastagliato segno del suo passaggio sul  ventre. Vedo i suoi intensi occhi scuri soffrire, belli come gli occhi di un'antilope. O crudele ferita! Dio libidinoso!


Una volta ancora nella sua poltrona accanto alla finestra, parole felici sulla sua bocca, lieta risata. Un uccellino che cinguetta dopo la tempesta, felice che la sua piccola stupida vita sia sfuggita agli artigli di un epilettico signore e dispensatore di vita, cinguetta felice, cinguetta e pigola felice.

Lei dice che, se Il Ritratto dell'Artista da giovane fosse stato sincero soltanto per amor di franchezza, mi avrebbe chiesto per quale motivo  glielo avessi prestato perché lo leggesse. Lo avresti fatto, o no? Una signora di lettere.

Lei è al telefono vestita di nero. Piccole timide risate, piccoli gridolini,timidi sprazzi di discorso all'improvviso interrotti....Parlerò colla mamma.... Vieni! cooc,cooc! vieni! La nera pollastrella è spaventata: piccoli sprazzi all'improvviso interrotti, piccoli gridolini: sta piangendo per la sua mamma, la corpulenta chioccia.







Loggione. Le pareti fradicie trasudano un'acquosa umidità. Una sinfonia di odori si fonde con la massa di forme umane accalcate: puzza acida di ascelle, arance sbocconcellate, liquefatti unguenti per il petto, acqua aromatica, il soffio di zuppe di sulfureo aglio, disgustosi peti fosforescenti, opoponax, il sincero sudore di donne coniugate e in età da marito, il lezzo saponoso degli uomini......Per tutta la notte l'ho guardata, per tutta la notte la vedrò:  intrecciati ed eretti capelli e un ovale viso olivaceo e calmi dolci occhi. Un nastro verde sui capelli e il corpo avvolto da un abito verde ricamato: la tinta della illusione della specchio vegetale della natura e dell'erba rigogliosa, i capelli delle tombe.


Le mie parole nella sua mente: fredde pietre levigate  che affondano in un pantano.

Quelle calme fredde dita hanno toccato le pagine, belle e brutte, su cui la mia vergogna risplenderà per sempre. Calme e fredde e pure dita, non avranno mai sbagliato?

Il suo corpo non ha odore: un fiore senza profumo.

Sulle scale. una fragile mano fredda: timidezza, silenzio: occhi scuri  inondati di languore: stanchezza.


Ghirlande di vapore grigio turbinano sulla brughiera. Il suo viso, così grigio e serio! I capelli umidi e arruffati. Le sue labbra premono dolcemente, il suo respiro arriva  come  in un soffio. Baciata.



La mia voce, spegnendosi negli echi delle sue stesse parole, si spenge come la voce  dell' Eterno vestita di saggezza quando richiama Abramo echeggiando tra le colline. Lei si appoggia sul muro che le fa da cuscino: figura di odalisca nella oscurità lussuriosa. I suoi occhi hanno bevuto i miei pensieri, e nell'umida calda cedevole accogliente tenebra della sua femminilità la mia anima, dissolvendosi , è fluita si è riversata è straripata in un liquido ed abbondante seme......La prenda ora chi vuole!.





 Esco dalla casa di Ralli e mi imbatto in lei mentre entrambi facciamo l'elemosina ad un mendicante cieco. Lei risponde al mio improvviso saluto ruotando e distogliendo i suoi neri occhi da basilisco. E col suo vedere attosca l'uomo quando lo vede. Grazie per la parola, messer Brunetto.


Stendono sotto i miei piedi tappeti per il figlio dell'uomo. Aspettano il mio passaggio. Lei sta nell'ombra gialla dell'ingresso, un mantello a quadri a proteggere dal freddo le  spalle infossate: mi fermo stupito e mi guardo intorno lei mi saluta gelida e supera la scalinata dardeggiando verso di me per un istante dai suoi apatici occhi obliqui un getto di liquoroso veleno.







Un morbido drappo spiegazzato verde pisello decora il sofà. Un' angusta stanza a Parigi. La parrucchiera giaceva qui poco fa. Le ho baciato le calze e l'orlo della sua gonna sbiadita, color ruggine. E' l'altra. Lei. Gogarty venne ieri per essere presentato. Ulisse ne è la ragione. Simbolo della coscienza intellettuale....L'Irlanda allora? E il marito? Misurando a passi il corridoio in pantofole o giocando a scacchi contro se stesso. Perché veniamo lasciati qui? La parrucchiera giaceva qui poco fa, stringendo la mia testa fra le sue nodose ginocchia.... Simbolo intellettuale della mia razza. Ascolta? L'oscurità è caduta in picchiata su di noi. Ascolta!
  - Non sono convinto  che tali attività della mente o del corpo possano essere definite  malsane.
  Lei parla. Una debole voce proveniente da oltre le fredde stelle. Voce della saggezza. Continua a parlare! O, parla di nuovo, rendendomi saggio! Questa voce giammai udita. Lei s'allunga verso di me sul sofà sgualcito. Non posso muovermi o parlare. Un abbraccio avvolgente di carne  stellare. Adulterio di saggezza. No. Me ne andrò. Lo farò.
  - Jim, amore! -
  Dolci labbra risucchianti baciano la mia ascella sinistra: un bacio a spirale su miriadi di vene.Brucio! Mi accartoccio come una foglia che brucia! Dalla mia ascella destra una zanna di fuoco balza fuori. Un serpente di stelle mi ha baciato: un freddo serpente della notte.Sono perduto!
- Nora! -




Jan  Pieters Sweelink. Lo strano nome del vecchio musicista olandese fa sembrare tutta la bellezza strana e lontana. Ascolto le sue variazioni per clavicordio su una vecchia aria: " La giovinezza deve finire". Nella vaga  bruma di vecchi suoni appare un debole punto di luce: posso quasi sentire le parole dell'anima. La giovinezza deve finire: la fine è qui. Non  accadrà mai. Lo sai bene: Cosa allora? Scrivilo, che sia dannato, scrivilo! A cos'altro servi?

"Perchè?"
"Perchè altrimenti non potrei vederti."
Scivolare -- spazio-- anni--fogliame di stelle -- e cielo calante --silenzio --e silenzio più profondo --silenzio di annichilazione - e la sua voce.

"Non hunc sed Barabbam!"

Indecisione. Un appartamento spoglio. Torbida luce del giorno. Un lungo pianoforte nero: bara di musica. Proprio sul bordo  un cappello di donna, a fiori rossi, ed un ombrello, chiuso. Le sue armi: un elmo, rosso, una lancia spuntata in campo nero.




Commiato: Amami, ama il mio ombrello.






















martedì 26 luglio 2016

James Joyce, GIACOMO JOYCE, traduzione Alessandro Panciroli


Pagina autografa di J.Joyce







































Chi? Un volto pallido circondato da folte profumate pellicce. I suoi movimenti sono timidi e nervosi. Porta occhialini di metallo.
Sì; una rapida sillaba. Un rapido sorriso. Un rapido battito di ciglia.

Una grafia simile ad una ragnatela, tracciata fine e sottile con tranquillo disdegno e rassegnazione:
una giovane di qualità.

Mi lancio nella facile onda di una tiepida conversazione: Swedeborg, lo pseudo-Aeropagita, Miguel de
Molinos, Joachim Abbas. L' onda finisce. La sua compagna di classe, curvando il corpo sinuoso, fa le fusa in uno smidollato Viennese Italiano. Le lunghe palpebre sbattono e si sollevano; una ardente puntura di spillo punge e brucia nell'iride vellutata.
I tacchi alti rimbombano sulla risonante scalinata di pietra. La fredda aria invernale nel castello, le cotte di maglia come impiccate alle pareti,  rozzi candelieri di ferro lungo le volute della sinuosa scala a chiocciola delle torretta. I tacchi battono e ribattono, un suono cupo e profondo. C' è qualcuno di sotto che vorrebbe parlare con sua Signoria.



Who? A pale face surrounded by heavy odorous furs. Her movements are shy and nervous. She uses quizzing-glasses.
Yes: a brief syllable. A brief laugh. A brief beat of the eyelids.

Cobweb handwriting, traced long and fine with quiet disdain and resignation: a young person of quality.

I launch forth on an easy wave of tepid speech: Swedenborg, the pseudo-Areopagite, Miguel de Molinos, Joachim Abbas. The wave is spent. Her classmate, retwisting her twisted body, purrs in boneless Viennese Italian: Che coltura! The long eyelids beat and lift: a burning needleprick stings and quivers in the velvet iris.

High heels clack hollow on the resonant stone stairs. Wintry air in the castle, gibbeted coats of mail, rude iron sconces over the windings of the winding turret stairs. Tapping clacking heels, a high and hollow noise. There is one below would speak with your ladyship.











mercoledì 20 luglio 2016

James Joyce, GIACOMO JOYCE, traduzione Alessandro Panciroli




Corpses of jews lie about me rotting in the mould of their holy fields. Here is the tomb of their people, black stone, silence without hope ….. Pimply Meissel brought me here. He ist beyond those trees standing with covered head at the grave of his suicide wife, wondering how the woman who slept in his bed has come to this end ….. The tomb of her people and hers: black stone, silence without hope: and all is ready. Do not die!


Cadaveri di ebrei giacciono sotto di me putrefacendosi nella terra del loro camposanto. E' qui la tomba della loro gente, pietra nera, silenzio senza speranza...Pimply Meissel mi ha portato qui. Se ne sta oltre quegli alberi con la testa coperta sulla tomba di sua moglie suicida, domandandosi come la donna che dormiva nel suo letto sia giunta  a questa fine..... La tomba della sua gente e la tomba di sua moglie: pietra nera, silenzio senza speranza:  e tutto è pronto. Non morire!






martedì 5 luglio 2016

JAMES JOYCE, da Giacomo Joyce, traduzione A. Panciroli









Lei che dona un fiore a mia figlia. Un dono fragile, una fragile donatrice,una fragile ragazza dalle vene blu.

Padova  lontano dal mare. Il silenzioso medio evo,la notte, il buio della storia dormono nella Piazza delle Erbe sotto la luna. La città dorme. Sotto le arcate nelle strade buie vicino al fiume gli occhi delle puttane spiano in cerca dei fornicatori. Cinque servizi per cinque franchi. Una oscura onda di sensualità, ancora, ancora, ancora.

Nel buio gli occhi vacillano, i mei occhi vacillano,
vacllano nel buio, amore,
Di nuovo. basta, Un amore oscuro,  un buio  pieno di desiderio. Basta.  Buio.


Crepuscolo. Attraversando la piazza, una sera grigia cade sui vasti pascoli color verde salvia,  scendono silenziosi il tramonto  e la rugiada. Lei segue la madre con impacciata grazia, la giumenta guida la puledra. Il crepuscolo grigio modella dolcemente le cosce sottili e armoniose,  il docile flessibile  tendineo collo, la testa finemente modellata. Sera, pace, il tramonto della meraviglia....Hillo! Stalliere! Hilloho!

A flower given by her to my daughter. Frail gift, frail giver, frail blue-veined child.

Padua far beyond the sea. The silent middle age, night, darkness of history sleep in the Piazza delle Erbe under the moon. The city sleeps. Under the arches in the dark streets near the river the whores' eyes spy out for fornicators. Cinque servizi per cinque franchi. A dark wave of sense, again and again and again.

Mine eyes fail in darkness, mine eyes fail,
Mine eyes fail in darkness, love.
Again. No more. Dark love, dark longing. No more. Darkness.

Twilight. Crossin the piazza. grey eve lowering on wide sagegreen pasturelands, sheddin silently dusk and dew. She follows her mother with ungainly grace, the mare leading her filly foal. Grey twilight moulds softly the slim and shapely haunches, the meek supple tendonous neck, the fine-boned skull. Eve, peace, the dusk of wonder....... Hillo! Ostler! Hilloho!




Per una bella introduzione vedi: http://www.museojoycetrieste.it/opere/giacomo-joyce/



  Per puro caso ( ma sarà poi così?), leggendo TUTTE LE POESIE di Montale, ho trovato la sua traduzione di una poesia di Joyce, da POMES PENYEACH, che richiama l'inizio del brano di cui sopra:

PER UN FIORE DATO ALLA MIA BAMBINA


Frail the white rose and frail are
Her hands that gave
Whose soul is sere and paler
Than time's wan wave.
Rosefrail and fair-- yet frailest
A wonder wild
In gentle eyes thou veilest,
My blueveined child.


Gracile rosa bianca e frali dita
di chi l' offerse, di lei
che ha l' anima più pallida e appassita
dell' onda scialba del tempo.

Fragile e bella come rosa, e ancora
più fragile la strana meraviglia
che veli ne' tuoi occhi, o mia azzurro-
venata figlia.








giovedì 11 febbraio 2016

All day I hear the noise of waters, James Joyce


JOE MCFADDEN / JAMES JOYCE.



All day I hear the noise of waters
Making moan,
Sad as the sea-bird is when, going
Forth alone,
He hears the winds cry to the water's
Monotone.

The grey winds, the cold winds are blowing
Where I go.
I hear the noise of many waters
Far below.
All day, all night, I hear them flowing
To and fro.



"All Day I Hear the Noise of Waters" read by James Joyce!!!!


Tutto il giorno sento il rumore di acque
che gemono,
triste come l'uccello marino, quando volando
solitario,
sente i venti urlare alle monotone
onde

I venti grigi, i venti gelidi che soffiano
là dove vado.
Sento il rumore di molte acque
lontano.
Tutto il giorno, tutta la notte, le sento andare
e venire.