domenica 16 aprile 2017

LEONARDO SINISGALLI, PASQUA 1952


La dura e fredda Pasqua contadina del poeta-ingegnere Leonardo Sinisgalli




Leonardo Sinisgalli   Ritretto di Maria Padula




PASQUA 1952


Le sere d'aprile son fredde e tristi
quaggiù nei cameroni di casa mia.
Mio padre si muove appena tra il focolare
e la latrina. Lo portiamo a braccia, lo svestiamo
gli sciogliamo le scarpe per farlo dormire.
Le pendici del Serino sono ancora bianche di neve.
Ci siamo tappati nelle stanze, a stento
ci arrivano dalla piazza i rintocchi dell'orologio
Il fumo ci arrossa gli occhi,
è umida di bosco la legna mortacina.
Cristo risorgerà dal sepolcro di iris.
i messaggeri ce l'hanno annunziato
bussando alle imposte.
I piccoli pastori ci portano i primi
asparagi dalle spinete, l'ortolana
scalza è entrata con un cesto di fiori di rape.
Aspettavo da trent'anni una Pasqua
tra i fossi, il muschio sopra i sassi,
le viole tra le tegole. Ma i morti
dormono nelle bare di castagno,
sugli archi delle stalle e dei porcili,
sulle crociere delle cantine e dei pollai.
Fanno fatica ad abbandonare per sempre
le nostre sedie, i nostri letti,
dove vissero tanti anni di lenta agonia.
Lungo le strade gli stracci
neri delle vesti sono più silenziosi.
Un gruppo d'uomini brucia col ferro
il grumo di veleno nella bocca dell'asino.
M'ero messo in viaggio verso una Pasqua
in fiore, incontro al Cristo purpureo
che solleva il coperchio di grano bianco
cresciuto nelle grotte.
Tutto quello che io so non mi giova
a cancellare tutto quello che ho visto.
I fanciulli soffiano sul carbone
perché dal piombo fiorisca
il simulacro della rosa.
Vanno e vengono per casa le visitatrici
a portarci i sarmenti per il fuoco,
le ceste d'uova, le parole di cordoglio.
C'è sempre nelle stanze il ricordo
di un lutto recente o il gemito
di un vecchio malato.
Mio padre ha il sangue greve.
Si duole della sua immobilità.
Lo caricheranno sulle spalle i miei nipoti
e un giorno, un tiepido giorno di là da venire
lo porteranno alla vigna. Lo porteranno
a mezza costa, sulla sedia
di braccia intrecciate.
Ci è toccata questa valle, questa valle
abbiamo scelta per tornarci a morire.
Dove Gesù risorgerà con molta pena
noi speriamo ardentemente di sopravvivere
nel cuore dei congiunti e dei compagni,
nel ricordo dei vicini di casa e di campo.
Come fischiano le rondini
intorno alla chiesa di San Domenico
semibuia il giovedì delle tenebre!




mercoledì 5 aprile 2017

EL POEMA

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EL POEMA
Homero Aridjis

A Octavio Paz

El poema gira sobre la cabeza de un hombre
en círculos ya próximos ya alejados

El hombre al descubrirlo trata de poseerlo
pero el poema desaparece

Con lo que el hombre puede asir
hace el poema

Con lo que se le escapa
partenece a los hombres futuros

For Octavio Paz

The poem spins over the head of a man
in circles   close now  now far

The man discovers it  tries to possess it
but the poem disappears

The man makes his poem
from whatever he can grasp

That which escapes
will belong to future men

Per Octavio Paz

Il poema ruota sul capo di un uomo
in cerchi ora vicini ora lontani

L'uomo lo scopre  cerca di possederlo
ma il poema si dissolve

L'uomo crea il suo poema
grazie a tutto ciò che afferra

Ciò che gli sfugge
appartiene a coloro che verranno

Traduzione in italiano di Ipazia

martedì 28 marzo 2017

IN THE MUSEUM OF LOST OBJECTS, REBECCA LINDEBERG, NEL MUSEO DEGLI OGGETTI PERDUTI, trad: A. Panciroli








                                             












                                                        In the Museum of Lost Objects

by REBECCA LINDENBERG


What thou lov’st well shall not be reft from thee;   
What thou lov’st well is thy true heritage.        
          Ezra Pound



You’ll find labels describing what is gone:
an empress’s bones, a stolen painting

of a man in a feathered helmet
holding a flag-draped spear.

A vellum gospel, hidden somewhere long ago
forgotten, would have sat on that pedestal;

this glass cabinet could have kept the first
salts carried back from the Levant.

To help us comprehend the magnitude
of absence, huge rooms

lie empty of their wonders—the Colossus,
Babylon’s Hanging Gardens and

in this gallery, empty shelves enough to hold
all the scrolls of Alexandria.

My love, I’ve petitioned the curator
who has acquired an empty chest

representing all the poems you will
now never write. It will be kept with others

in the poet’s gallery. Next door,
a vacant room echoes with the spill

of jewels buried by a pirate who died
before disclosing their whereabouts.

I hope you don’t mind, but I have kept
a few of your pieces

for my private collection. I think
you know the ones I mean.


                                          Nel museo degli oggetti perduti.


Troverai  targhette con la descrizione di quel che ormai è scomparso:
le ossa di una imperatrice, un ritratto rubato

di un uomo con un elmetto piumato
che regge una lancia con una bandiera.

Una Bibbia in pergamena, nascosta in qualche luogo
molto tempo fa e dimenticata, sarebbe stata su quel piedistallo;

questa teca di vetro potrebbe aver contenuto i primi
sali portati indietro dal Levante.

Per aiutarci a comprendere l'importanza
dell'assenza , enormi stanze  

stanno vuote  delle loro meraviglie- I Titani
i Giardini pensili di Babilonia e

in questa ala mensole vuote  grandi abbastanza
da contenere tutti i libri della biblioteca di Alessandria.

Amore mio, ho chiesto al curatore del Museo
chi mai abbia acquistato uno scrigno vuoto

istoriato con tutte le poesie che ora non
scriverai più. Sarà esposto con gli altri

nella galleria dei poeti. Alla porta seguente
una sala libera ricorda la perdita 

dei gioielli sepolti da un pirata  che morì
prima di rivelare  la loro posizione.

Spero non ti dispiaccia , ma ho preso solo 
qualcuno dei tuoi pezzi 

per la mia collezione privata. Credo
tu sappia quel che significa.









Rebecca Lindenberg, “In the Museum of Lost Objects” from Love, an Index. Copyright © 2012 by Rebecca Lindenberg. Reprinted by permission of McSweeney’s Publishing.
Source: Love, an Index (McSweeney's Publishing, 2012)