giovedì 13 giugno 2019

MARK STRAND, Anywhere Could Be Somewhere, Trad. A. Panciroli



Photo A.Pancirolli




Anywhere Could Be Somewhere



I might have come from the high country, or maybe the low country, I don’t recall which. I might have come from the city, but what city in what country is beyond me. I might have come from the outskirts of a city from which others have come or maybe a city from which only I have come. Who’s to know? Who’s to decide if it rained or the sun was out? Who’s to remember? They say things are happening at the border,which border is anyone’s guess. They mention a hotel where it doesn’t matter if you’ve forgotten your suitcase; there’ll be another one waiting, big enough, and just for you.




Forse sono arrivato dalle colline, o forse dalla pianura, davvero non ricordo. Forse sono arrivato dalla città, ma da quale città in quale nazione non so.  Forse sono arrivato dai sobborghi di una città da cui altri sono venuti oppure da una città da cui solo io sono arrivato. Chi può dirlo?  Chi deciderà se è piovuto o se c'è stato il sole? Chi se ne ricorderà? Dicono che al confine sta succedendo qualcosa, ma nessuno sa su quale confine.. Parlano di un albergo dove non importa se hai dimenticato la valigia; ce ne sarà un altra che ti aspetta, grande abbastanza, ed è solo per te.



MARK STRAND su WIKIPEDIA


sabato 8 giugno 2019

EPITAFFI GRECI, la Spoon River ellenica di W.Peek, trad. Franco Mosino,



Ultimo arrivato nella vasta biblioteca di casa Pancirolli:

EPITAFFI GRECI
La Spoon River ellenica di W.Peek
Traduzione di Franco Mosino
A cura di Emanuele Lelli    Prefazione di Giulio Guidorizzi

BOMPIANI EDITORE
ISBN 9 788845 298943





Nel 1955 l'epigrafista tedesco Werner Peek pubblicò la più importante raccolta, a tutt'oggi, di epigrammi sepolcrali greci, dall'età arcaica all'epoca cristiana. In oltre dieci anni di lavoro Franco Mosino, grecista e linguista, scomparso nel 2015, tradusse e commentò, unico al mondo, la raccolta di Peek. Emanuele Lelli, in collaborazione con un gruppo di studenti del Liceo Tasso di Roma, ne ha curato la revisione, l'aggiornamento e l'introduzione.
Testi reali,composti da poeti sconosciuti, per uomini e donne che hanno lasciato in tal modo il loro ricordo nei secoli: anziani che hanno concluso  la vita con una vecchiaia serena e giovani  morti prematuramente; naufraghi sfortunati e soldati gloriosi; fanciulle appena sposate che Ade ha strappato agli affetti e medici che, dopo aver curato altri,  non hanno potuto curare se stessi.

Dalla prima di copertina 










giovedì 6 giugno 2019

Nicholas Moore, LACRIMAE RERUM, Melismata, XII, trad. A.Panciroli



But there you are. Real as a figment of my imagination. My
                                                                                       Muse,.....





Ecco sei qui. Reale come un frutto della mia fantasia. Mia
                                                                                    Musa,
sorridente.Vera.Reale.
E qualsiasi cosa sento di dire, posso dirtela.
E tu sarai d'accordo. E mi parlerai.

E le parole. Le parole che dici
saranno quelle che stavo cercando (o
alcune di esse) e mi piaceranno
e non ci servirà una Intelligenza Guida. Siamo l'Umanità
ed eccoci qui. Ed è bene essere umani;
ed è bello essere un uomo buono ( difficile da trovare) ed una donna
                                                                                                  buona;
ed anche dopo tutte queste dolcissime parole, dove la lode è dovuta.
Noi non siamo macchine. Io sono io. Tu sei tu.

Alle mie spalle gelidi colonnati, me ne vado
verso un pensiero appassionato, verso un amore senza passione.